Il
Principe di Persia è un'icona indiscussa della storia del Videogioco e del genere platform, che ci accompagna da oltre vent'anni in epiche avventure all'insegna delle emozioni e dell'adrenalina. In concomitanza con un lungometraggio liberamente ispirato a “
Le Sabbie del Tempo” (action-adventure datato 2004),
Ubisoft torna a parlare di poteri sabbiosi e regni lontani con
Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate. L'aspetto del
Principe sembra ricalcato su quello che vedremo al cinema, ma grazie agli dei persiani è stato scongiurato il pericolo di un clamoroso titolo basato su quanto vedremo nel film.
Non c'è tre senza quattro.Per chi non lo sapesse: il brand “
Prince of Persia” nasce nel 1989 grazie al genio di
Jordan Mechner e alla software house
Broderbound. Dopo due soli episodi, nel 1999, lo scettro passa a
Red Orb Entertainment che “regala” un mediocre action-adventure che venne eclissato dall'eccelso
Tomb Raider. Nel 2003 l'eredità persiana giunge in seno ad
Ubisoft, che delizierà, di anno in anno, le platee con una fenomenale serie di giochi che prenderà il nome di “
Trilogia delle Sabbie”. Stiamo parlando di
Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo, Prince of Persia: Spirito Guerriero e Prince of Persia: I Due Troni. Nel 2008 sembrava cominciare una nuova trilogia, che strizzasse l'occhio ai cartoni animati, ma le timide reazioni del pubblico hanno temporaneamente frenato le smanie innovative degli sviluppatori.
Con una brusca inversione di marcia, e per fare eco al film che giungerà sul grande schermo sul finire di maggio, ecco che si parla di
Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate. A detta degli sviluppatori – e ci teniamo a ribadirlo – questo titolo non avrà niente a che fare con quanto vedremo al cinema. Temporalmente, le vicende narrate si inseriscono tra i giochi
“Le Sabbie del Tempo” e “Spirito Guerriero”. La trilogia, quindi, si appresta ad accogliere un nuovo titolo e a divenire una “tetralogia”. Il
Principe, dopo aver liberato il regno del padre dal giogo delle sabbie magiche e dalla minaccia del
Gran Visir, va nella patria di suo fratello per cercare di porre fine ad un cataclisma analogo.
Per fare un Principe ci vuole un assassino.
La cosa che balza subito all'occhio è il completo abbandono della grafica “a cartone animato” (in
Cell-Shading,
NdR) che ha distinto la produzione datata 2008. Poggiando sulle solide basi del motore grafico
Anvil – lo stesso che affascina la platea mondiale in
Assassin's Creed 2 – si assiste ad un ritorno alle origini anche sotto l'aspetto visivo. Il
Principe torna ad essere verosimile e poligonale, i fondali strizzano l'occhio alla vecchia trilogia e sono un mix perfetto tra lontano
Oriente e pseudo-gotico. Gli avversari saranno numerosi e più agguerriti che mai. E' stato annunciato che le comparse sullo schermo saranno almeno 50, così da restituire quel senso di epicità e straordinarietà che circonda il Principe in ogni sua avventura. I nemici avranno differenti grandezze: vi sarà la classica carne da macello da fare a fette con le armi bianche e i salti acrobatici, ma vi saranno anche mini-boss grandi e grossi che, prevedibilmente, venderanno cara la pelle e non potranno essere abbattuti semplicemente mulinando le spade. Oltre ad una buona dose di intelligenza tattica e agilità, il
Principe potrà contare sui poteri delle sabbie e su un'interessante novità.
I quattro elementi.
Se questo gioco fosse approdato sugli scaffali con un motore grafico come quello di
Assassin's Creed 2 e con i poteri delle
Sabbie del Tempo, qualcuno avrebbe già esultato. Ma in quel di
Ubisoft sono abituati a innovare anche là dove sembra che la tradizione predomini. Ecco, quindi, che il Principe potrà fare affidamento sul potere degli elementi primordiali.
Acqua, fuoco, aria e terra pertanto saranno preziosi alleati che aiuteranno il protagonista a superare dei livelli altrimenti impossibili e ad avere la meglio su nemici umanamente non surclassabili. Per fare un esempio di cui tutti possiamo prendere visione grazie ai trailers: vi sarà la possibilità di congelare le cascate o l'acqua che cade dagli acquedotti per appoggiarvisi e per proseguire nel gioco. Non ci vuole troppa fantasia per immaginare la possibilità di affrontare le fiamme dell'inferno o di evocare una roccia per schiacciare un nemico, per superare un baratro.
Tanti fantastici poteri, però, hanno un grande prezzo da pagare. Il gioco, infatti, è dichiaratamente lineare. Non sappiamo dire quanto, ma di certo si discosterà da titoli spiccatamente
free-roaming. Sempre secondo il team di sviluppo, puntare forte sulla linearità non significa penalizzare un titolo, ma, al contrario, maggiori sforzi possono essere dedicati per intensificare l'esperienza, renderla ricca di cose da fare e piena di colpi di scena. Che questa sia una scelta azzeccata oppure no, lo sapremo solo in sede di recensione. Fino ad allora, la sentenza è lasciata ai nostri lettori.
Concludendo...Le premesse per mietere consensi tra critica e pubblico ci sono tutte.
Le Sabbie Dimenticate può vantare una base solida e molto valida come il motore di gioco che muove
Assassin's Creed 2, in più implementerà poteri magici che faranno diventare il
Principe una sorta di stregone. Ma per due passi avanti compiuti sulla realizzazione tecnica sembra corrispondere un passo indietro per quanto concerne l'innovazione. Dopo tre titoli basati sulle sabbie, era proprio necessario fare un quarto? A far da contraltare a questa domanda arriva la presenza dei poteri elementali e un grado di sfida decisamente più elevato, che farà la gioia di ogni videogiocatore che si rispetti. Una nota, infine, va dedicata alle versioni per
Wii e console portatili: per oggettivi limiti hardware l'offerta grafica e di gioco proposta non sarà lontanamente comparabile a quella che riguarda la versione
PC, PS3 e Xbox 360.