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Pro Evolution Soccer 2011 (PS3)

Pro Evolution Soccer 2011 (PS3)
Informazioni Pro Evolution Soccer 2011
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Anteprima Pro Evolution Soccer 2011  Scritto da: Gabriele "Kevorex" Toninelli | Data: 2010-08-02

L'anno della svolta?

Nuovo anno, nuova stagione calcistica, nuova sfida al vertice tra le simulazioni di Konami ed Electronic Arts. Pro Evolution Soccer, dominatore incontrastato della scena PC, deve recuperare terreno in ambito console dove da diversi anni ha ceduto lo scettro a FIFA, miglioratosi progressivamente sotto ogni aspetto; quest'ultimo ha l'arduo compito di confermare le proprie doti anche sulle piattaforme Windows, dove le recenti uscite hanno deluso i fan a causa della realizzazione inspiegabilmente “castrata” rispetto alle versioni next-gen. Il team che sta curando PES 2011 è composto da quasi 200 persone e ha iniziato i lavori nel 2009, quando ancora non era stata pubblicata la scorsa edizione del gioco. Questo dispiego di forze ha un unico obiettivo: apportare cambiamenti profondi nel sistema di gioco tipico della serie per recuperare il gap che la separa ormai di alcune lunghezze dal franchise di EA. Vediamo a che punto si trova l'opera di ristrutturazione.
 
Realismo a 360°

Le prime prove di gioco messe a disposizione della stampa da Konami e Halifax hanno evidenziato un aspetto in particolare: i cambiamenti ci sono davvero e sono molto, molto pesanti. Si parte dalle schermate iniziali, dove il tutto è stato reso ancora più coreografico e gradevole esteticamente (ricordiamo con orrore l'edizione 2008), fino ad arrivare ai menu di gioco, ora molto più funzionali grazie al sistema drag & drop: sostituzioni e posizione dei giocatori vengono infatti gestite tramite un comodo meccanismo di trascinamento, che renderà subito obsolete le modalità di navigazione dei vecchi PES.
Una volta scesi in campo, le novità si fanno sentire ancora più chiaramente. Lo svolgimento delle azioni avviene per forza di cose in modo molto più ragionato, a causa di un sistema di passaggi completamente rivisto all'insegna della libertà d'impostazione e dell'approccio manuale. Sebbene il controllo rimanga in parte guidato, è necessario calcolare con estrema attenzione potenza e precisione del passaggio, sfruttando tutte le direzioni messe a disposizione dallo stick analogico sinistro (la morte definitiva della croce direzionale) e dosandone la forza con accortezza. Questo si traduce in una curva d'apprendimento piuttosto ripida, fatta di partite inizialmente ricche di errori e palle perse, ma via via – ci auguriamo – sempre più realistiche ed appaganti. La barra di potenza, fra l'altro, si è spostata ai piedi del giocatore selezionato (se l'effetto vi infastidisce è possibile disattivarlo dalle impostazioni) e permette di avere costantemente sott'occhio l'intensità delle giocate. Dopo una serie di incontri costellati di imprecazioni, la piena padronanza del nuovo sistema di gioco permetterà di effettuare scambi e tocchi in profondità degni della Spagna campione del mondo, all'insegna di un concreto rinnovamento generale che, ottimisticamente, potrebbe coincidere con quello auspicato dai fan.

Novità su tutti i fronti

PES 2011 può vantare una selezione di animazioni quasi completamente riscritte rispetto agli ultimi episodi (il 90% secondo Konami), grazie alle quali si potranno apprezzare maggiormente i movimenti e i tecnicismi dei calciatori schierati in campo. Ne beneficia anche la resa dei contrasti di gioco, molto più rudi e realistici che in passato e chiaramente sbilanciati a favore dei giocatori più prestanti. Interessante, inoltre, la possibilità di sfruttare le abilità degli atleti più dotati tecnicamente, i quali anche in corsa potranno far valere il proprio genio calcistico “sganciandosi” dai binari imposti dallo scatto e muovendosi più liberamente. Ancora un po' scarsa invece la reattività generale in fase di ricevimento palla, laddove certi cambi di direzione continuano a sembrare molto macchinosi e troppo legati allo slancio dell'azione precedente.
La libertà messa a disposizione del giocatore non si traduce solo in meccaniche di gioco più complesse, ma anche in una funzione della levetta destra interamente rivista soprattutto per quanto concerne le finte. Trick e numeri particolari adesso si possono eseguire attraverso il movimento dello stick analogico e anche in questo caso serve tempo per imparare a concatenare le movenze dei giocatori nel migliore dei modi. Il tempismo, comunque, resta la tattica migliore per far fuori il diretto avversario e fortunatamente non è mai indispensabile fare un triplo passo carpiato per involarsi sulla fascia (ma sarà perfetto per umiliare gli amici, questo sì). Tra l'altro è possibile persino creare i propri set di finte personalizzati, così da programmare vere e proprie “combo” da riprodurre sul campo di gioco per dar vita ad azioni più che mai “user-generated”.
Da segnalare poi un comportamento più accorto del comparto difensivo, generalmente più compatto e concentrato rispetto agli ultimi PES, oltre che privo di giocatori desiderosi di abbandonare la retroguardia senza troppi complimenti per prodursi in avanzate suicide. Migliorato anche il contrasto ravvicinato, che consente al difendente di marcare il portatore di palla scegliendo se cercare subito il contatto o se temporeggiare, azione che in passato era eseguibile solo mediante il controllo “manuale” del calciatore.

Elementi di corredo

Una rapida occhiata al comparto tecnico ci consente di constatare come la resa grafica dei modelli dei calciatori e dei campi di gioco sia ulteriormente migliorata, soprattutto per quanto riguarda gli stadi che – grazie anche agli spettatori finalmente tridimensionali – iniziano a godere della giusta spettacolarità. Tra le opzioni più importanti va citata la presenza di cinque livelli di velocità, utili per impostare lo svolgimento del gioco secondo i gusti personali e per spegnere le polemiche relative all'eccessiva frenesia di alcune fasi del match. Confermate le licenze di Champions e Europa League, Konami annuncia anche l'acquisizione ufficiale della Coppa Libertadores, per la gioia di tutti i fan del calcio sudamericano. Ci incuriosisce non poco, inoltre, la possibilità di partecipare alla versione online della storica Master League, competizione immancabile in ogni PES che si rispetti che da quest'anno esordisce in multiplayer e si preannuncia più che mai ricca di ritocchi e novità.
Mancano circa tre mesi al debutto di PES 2011 e l'impressione ricavata dallo stato attuale dei lavori non può che essere positiva... con qualche riserva. Una correzione così profonda del sistema di gioco ci stuzzica parecchio ma al contempo ci mette un po' di paura in quanto va a toccare alcuni dei fondamenti di questa serie, nel bene e nel male. Il massiccio impiego degli stick analogici costituisce probabilmente un'evoluzione imprescindibile, ma rischia di risultare indigesta ai giocatori più abituati alle meccaniche storiche di PES. Se le innovazioni dovessero confermarsi così radicali, il timore è quello di un “rigetto” di massa da parte della community, alla quale servirà del tempo per metabolizzare e accettare (si spera) i cambiamenti. Detto questo, nutriamo anche molte speranze. Dal 2007 la serie ha subito una decisa regressione qualitativa e FIFA ne ha indiscutibilmente preso il posto quale “re delle simulazioni calcistiche”, almeno su console. La promessa di EA di rendere next-gen la propria saga anche su PC rischia però di rendere da quest'anno sempre più totale il suo primato, ed è per questo che una decisa sterzata verso un nuovo futuro sembrava inevitabile. Il verdetto finale, come sempre, arriverà nei mesi di ottobre-novembre e non vediamo l'ora di avere tra le mani il prodotto completo per riportarvene una prova approfondita.
Nell'attesa di Pro Evolution Soccer 2011
Pro Evolution Soccer 2010 ( PC ) Pro Evolution Soccer 2010 ( PC )

Pur nelle sue imperfezioni, l'ultimo capitolo di PES resta un ottimo gioco di calcio. Il migliore su PC.
FIFA 10 ( PS3 ) FIFA 10 ( PS3 )

La serie di EA ha raggiunto vette impensabili sino a pochi anni fa e FIFA 10 ne è la dimostrazione.

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Aspettativa del gioco
3/5

Non riusciamo ad essere ottimisti: progressi sì, ma anche tante, troppe, cose da rivedere.



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