Sbagliando s’impara!
Uno dei più grandi difetti riscontrati nel quinto episodio era sicuramente un gameplay sì piacevole, adrenalinico e votato all’estrema azione ma che ancorava le sue basi in un impianto, quello di Resident Evil 4, non esattamente aggiornato. Nel dettaglio l’intelligenza artificiale dei nemici lasciava abbastanza a desiderare, le dinamiche cooperative erano un po’ forzate e soprattutto, visto anche il gran numero di nemici a schermo, la mancanza dello sparo in movimento rappresentava un difetto non indifferente. Con questo sesto episodio Capcom ha la possibilità di redimersi: una nuova IA è il minimo che ci si possa aspettare, vista anche la grandissima varietà di nemici che, pare, dovremo fronteggiare; di una modalità cooperativa non se ne sa nulla e speriamo onestamente che Capcom si sia questa volta concentrata sul creare una buona modalità single player degna della serie. Buone nuove dal fronte del gameplay nudo e crudo: lo sparo in corsa ci sarà e pare siano state aggiunte anche nuove possibilità come la scivolata e le coperture; contaminazioni da più generi ma che se ben implementate non possono fare altro che incrementare la qualità globale! Nessuna informazione invece sul sistema di inventario, ne su come verranno gestite le munizioni: Capcom dovrà valutare molto bene anche questo aspetto se vorrà competere con EA ed il suo Dead Space, il quale ci ha insegnato che un survival horror non ha bisogno di munizioni contate e telecamere astruse per essere davvero survival.
Vedendo queste due sessioni, rispettivamente contro Zombie e Plagas, si è però giunti ad una prima considerazione: l’azione adrenalinica pare proprio non lasciare un attimo di respiro al giocatore e forse è esattamente questo che Capcom vuole instillare nei giocatori, e cioè la costante sensazione d’essere in tensione e braccati continuamente. Un mistero proveniente dal trailer è poi emerso nagli ultimi istanti mostrati, dove compare appunto il mercenario di cui abbiamo parlato poco sopra: sembra proprio che il giocatore vestirà anche i suoi panni e che questo, oltre a correre un sacco e a saltare ed aggrapparsi, utilizzi esclusivamente mosse corpo a corpo per fronteggiare i nemici. Sarà vero? E se si, sarà una buona idea inserire anche questo tipo di sessioni in un gioco dalla forte componente TPS?

La morte si fa bella!
Capcom, con il suo motore grafico proprietario, si può considerare una delle poche aziende giapponesi che è stata in grado di mantenere tecnicamente il passo con i tempi rispetto alle concorrenti occidentali. Dal video rilasciato anche Resident Evil 6 pare non far eccezione, mostrando modelli poligonali, texture, animazioni, illuminazione ed effetti visivi davvero validi. Nel dettaglio le sessioni con Leon hanno richiamato alla mente quel bellissimo Resident Evil 2 in cui si era chiamati a fronteggiare l’avanzata di non morti in una tipica cittadina americana, questa volta però totalmente in tre dimensioni, con un sistema di illuminazione spaccamascella e con tanti ma tanti nemici a schermo. Anche le sessioni con protagonista Chris sembrano essere molto interessanti: una metropoli iper tecnologica (siamo forse in Cina? NdR), luci al neon, ambienti molto grandi e pure questa volta un elevato numero di nemici da fronteggiare. Speriamo quindi la qualità venga mantenuta durante tutto il gioco, che il frame rate sia stabile vista l’azione concitata, e che la pulizia dell’immagine sia degna dell’alta definizione.
Dal punto di vista tecnico abbiamo insomma la quasi certezza che Capcom abbia fatto un buon lavoro, ma stilisticamente parlando invece? Dal punto di vista prettamente artistico c’è da dire che, sembra, Resident Evil si sia ripreso finalmente quel che era suo di diritto: protagonisti carismatici, ambientazioni lugubri, nemici terrificanti e tanta desolazione. Speriamo che il team sia quindi stato in grado di ricreare le atmosfere tipiche della serie e tanto care ai fan nonostante il gameplay adrenalinico e votato all’azione.
Una rivoluzione ai livelli di Resident Evil 4?
Resident Evil 6 è apparso nella rete in una maniera totalmente imprevista: nessuno si sarebbe aspettato che a metà gennaio potesse essere rivelato il titolo, ne tanto meno che lo stadio dei lavori fosse così avanzato da garantirne una uscita per fine 2012. A livello narrativo sembra esserci moltissima carne al fuoco, speriamo solo il plot non risulti essere troppo forzato e poco coeso con il resto della timeline della serie. Tecnicamente ed artisticamente gli sviluppatori di Capcom sembrano aver svolto un buon lavoro e se la qualità generale si attesterà sugli stessi livelli del trailer possiamo esserne davvero felici. La più grande incognita rimane a questo punto il gameplay: sarà riuscita l’azienda nipponica a svecchiare la serie e a renderla competitiva con il rivale Dead Space? Solo il tempo ce lo dirà, anche se, a pensarci bene, il 20 Novembre 2012 non è poi così lontano...
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