Rise of the Tomb Raider

La “seconda opera prima” della nuova Lara Croft
Scritto da Mail@ mattscannail 03 luglio 2015
Rise of the Tomb Raider Anteprima

Seduto sulla tazza del bagno appena dopo l’E3, l’altro giorno mi è capitato di iniziare a rimuginare su Rise of the Tomb Raider. Il titolo vede infatti Crystal Dynamics in cerca di un’identità decisa per il reboot delle avventure di Lara Croft, indeciso se diventare un rivale di Uncharted duro e puro o magari differenziarsi dalla competizione tornando alle origini del brand. L’esperimento nella direzione di Nathan Drake che rispondeva al semplice nome di Tomb Raider (2013) ha riscosso un successo forse inatteso, in particolare di critica, risultando – Metacritic alla mano – il miglior episodio della ormai quasi ventennale serie dell’archeologa dal davanzale prosperoso. 8.5 milioni di copie vendute incluse la Definitive Edition non sono poi bruscolini, anzi, significano che il mio personale GOTY di due anni fa è riuscito a diventare oltretutto l’avventura di Lara più venduta di sempre. Mica male eh? Certo, aiuta che, a differenza di giochi come Tomb Raider 3, questo reboot sia uscito in ben cinque versioni differenti per altrettante piattaforme. Cavoli, come avrebbe fatto se no a sconfiggere il gioco che includeva la casa di Lara con inquietante maggiordomo da chiudere nel freezer? Due anni dopo i baldi ragazzotti di Crystal Dynamics tornano sulla scena del delitto con Rise of the Tomb Raider, la vera e propria prima avventura del “personaggio Lara Croft”, riplasmato a furia di ferite tremende e tentate molestie sessuali a fine 2013. Questo vuol dire che non dovremo più “proteggere” Lara? Cosa succederà questa volta? Quante persone dovrà uccidere? Quanto avranno ridotto ancora la taglia di reggiseno della nostra bellona? Che fine hanno fatto le tettone triangolari degli anni ’90? 


Tombe ghiacciate 

Rise of the Tomb Raider mi affascina davvero, insomma. Se il buongiorno (il reboot) si vede dal mattino, un eventuale seguito non può che avere la potenzialità di diventare davvero indimenticabile, sfruttando anche le possibilità tecnologiche offerte dalla nuova generazione e potenza di calcolo di Xbox One. Ormai anche i sassi sanno che ROTR arriverà il 10 novembre 2015 in esclusiva temporanea non meglio specificata per le console Microsoft (va beh che poi la versione X360 è tenuta in considerazione alla stregua di Jon Snow nelle grazie di Catelyn Stark, ndr). Sinceramente possiedo una Xbox One e di quando eventualmente e a che prezzo e come e perché il gioco sarà rilasciato su PS4 e PC non mi interessa e non dovrebbe interessare neanche tutti voi boxari lì fuori. Quello che so e che sappiamo è che a novembre partiremo per un nuovo viaggio e stavolta dovremo portarci il maglioncino nella valigia, facendo felice la mamma. Non ditele però che ci sono gli orsi in Siberia, se no non ci lascerebbe probabilmente partire per Kitezh, una città mitologica nascosta tra le montagne della Russia, ricca di segreti e tesori.

Dopo essere sopravvissuta alla sua genesi nel titolo di due anni fa, Lara è pronta a mettersi al lavoro, cercando reliquie e antiche leggende, inseguendo in questo caso la via dell’immortalità tra le nevi. Dai pochissimi trailer e info disponibili sul gioco non riesco sinceramente a capire bene quali siano le connessioni con la trama dell’originale, a parte il samoano gigante che ci porteremo dietro anche stavolta. Crystal Dynamics sembra puntare molto sul ritorno all’esplorazione e sui puzzle delle tombe, un elemento solo marginale nelle più recenti scorribande della Croft. Sinceramente sono un po’ combattuto su questo cambiamento: certo, se stimolanti gli enigmi potranno donare varietà al gameplay, ma anche sacrificare un gunplay fatto davvero bene come questo non è proprio il mio sogno nel cassetto e potrebbe rendere il tutto noiosetto, così come la serie prima del 2013, almeno per quanto mi riguarda. Spero davvero di poter provare il gioco a Colonia alla Gamescom, anche se sarà complesso brandire il joypad con tutte le birrette e i curry wurst che sicuramente ci offrirà in loco Microsoft.


Certezze e speranze

La demo dell’E3 è riuscita – benché mostrasse una sezione di scalata a una montagna molto scriptata – a togliermi il timore ancestrale di vedere un Rise of the Tomb Raider dalla tecnologia limitata dall’uscita cross-gen: il gioco su Xbox One è assolutamente magnifico a vedersi, specialmente nell’interazione tra il personaggio di Lara e la neve sottostante. È servita tuttavia la demo estesa rilasciata nelle ore successive alla conferenza Microsoft a vendermi del tutto anche il gameplay: 15 minuti di esplorazione, stealth e combattimento con un orso (qualche QTE, OK…, ndr), i quali hanno evidenziato il cambio di tono rispetto allo spara spara di Tomb Raider. Almeno in questa sezione. La mia unica preoccupazione rimasta? Ma perché diavolo dovete far uscire il gioco nello stesso giorno di Fallout 4? Ma ci pensate alla nostra salute, al nostro portafoglio e alle nostre coronarie? Cosa abbiamo fatto di male per meritarci questo? In ogni caso, ogni volta che penso al prossimo lavoro di Crystal Dynamics scendo dalla poltrona e vado ad abbracciare la mia Xbox One.

Così, giusto per affetto.

Magari immaginandomi che prenda le sembianze di una certa archeologa.

Oddio, sto scadendo nel creepy.

Va bene smetto di scrivere. Scusate.

Se Lara riuscirà a costruire sulle ottime fondamenta del 2013, avremo un potenziale GOTY tra le mani
ASPETTATIVA5/5
Tomb Raider: Definitive Edition ( XBOX ONE )Ovviamente dovete provare le “origini” della nuova Lara.
Uncharted 4: Fine di un LadroDovevano sfidarsi direttamente, ora lo faranno a distanza, con Nate in arrivo nel 2016.
SCHEDAGIOCO
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