Rocket League [Hands-On]

Salti, Turbo e pallonate
Scritto da Mail@ BlackDukeITAil 07 maggio 2015
Rocket League [Hands-On] Anteprima

Non seguo il calcio. Non mi ha mai veramente appassionato, Campionati Mondiali a parte ovviamente, dove torna fuori prepotente l’orgoglio italiano. Pur non seguendolo quasi per niente, sotto sotto amo il gi(u)oco  del calcio in sé, ma trovo ancora più allettante quando tale concetto viene stravolto, magari mischiandolo con altri sport, specialmente in campo videoludico. Penso al Blitzball, nel quale in proporzione ho messo più ore di gameplay rispetto a tutto il resto della serie di Final Fantasy. Penso al folle #IDARB(l'hashtag è muto), arrivato qualche mese fa su Xbox One (e presto su PC), con le partite all’ultimo secondo (e all’ultimo ping ritardatario) in compagnia del nostro Scanna. E’ quindi con grande interesse che mi sono approcciato alla versione Beta di Rocket League, sequel spirituale di Supersonic Acrobatic Rocket-Powered Battle-Cars (PS3, 2009), in arrivo su PlayStation 4 e PC nell’estate. Manco a farlo apposta, è stato subito amore.


Pallone al centro, scaldate il Turbo

Le regole di Rocket League sono semplicissime: due squadre di macchinine (max 3vs3, almeno in Beta), due porte, un campo con delle sponde fino al soffitto ed una palla di cospicue dimensioni. Il resto viene (quasi) da sé: a suon di spintoni e salti, tocca buttare la palla dentro la porta avversaria. A garantire maggior frizzantezza al gameplay troviamo il turbo, ricaricabile raccogliendo particolari power-up disseminati sul campo, che risulta fondamentale nel seguire l’azione di gioco o nel colpire gli avversari, fino a distruggerli momentaneamente con un colpo ben piazzato. Ad aggiungere spettacolarità ci pensa anche la possibilità di effettuare una sorta di doppio salto, ulteriormente direzionabile con la levetta analogica di destra (con tanto di avvitamenti da Top Gun), da padroneggiare al più presto se si vuole diventare un vero asso. Di conseguenza, le partite di Rocket League sono sempre vivaci e combattute, passando dal fragoroso baccano delle ammucchiate selvagge a profondi e solitari attacchi sulla fascia o clamorosi gol da centrocampo, il tutto condito da un motore fisico abbastanza generoso. Non c’è mai un momento morto, in un gioco che premia la difesa quanto l’attacco, la velocità quanto la precisione e il gioco di squadra quanto una buona dose di disordinata fortuna. La telecamera fissa sul pallone aiuta a non perdere di vista il cuore dell’azione, ma alla pressione di un tasto si può sbloccare il tutto per avere un maggior controllo del campo di gioco. La durata delle partite, nella Beta fissata a 5 minuti, è ampiamente sufficiente per divertirsi e allo stesso tempo invita a continuare a giocare (il classico "ancora una e poi smetto").

Nella prova della versione Beta le opzioni erano certamente risicate, potendo infatti limitarsi a scegliere il server su cui giocare ed il numero di partecipanti della partita (6, 4, 2), eventualmente optando per partite private con amici o addirittura in split-screen online sulla stessa console, una sola arena di gioco e poco altro. Il prodotto finale, fortunatamente, ci regalerà molto di più, con una Season Mode offline (sia in single che multiplayer) che permetterà di sbloccare oggetti con cui personalizzare i nostri bolidi, nuove arene e quant’altro, oltre a fornire la basi di gioco prima di buttarsi nel multiplayer competitivo; una modalità online con tantissime opzioni e con il limite massimo di giocatori per squadra aumentato a quattro e una modalità replay più ricca che aiuterà a catturare e rivivere i tanti momenti interessanti nel corso della partite. Da segnalare che il netcode di questa versione Beta era ancora non perfettamente ottimizzato – ma a questo servono le Beta online giusto? -, con qualche disconnessione e lag di troppo, anche se la velocità del matchmaking, favorita anche dalla generosità di Psyonix nel distribuire chiavi, è stata sempre ottima.


La Beta, un gol a favore

Per quanto riguarda il comparto tecnico, è evidente come i ragazzi di Psyonix abbiano puntato alla fluidità di gioco più che a modelli poligonali complessi e pieni di texture ultradettagliate, e vista la natura del titolo non c’è da biasimarli. I 60 fps sono una garanzia, contribuendo a rendere piacevole l’azione di gioco spesso movimentata, mentre tutto il resto gode di un livello di dettaglio più che accettabile, con qualche piccolo tocco di fino, come la sottile erba del campo da gioco o gli effetti di luce generati dal turbo. Il comparto sonoro invece pare un po’ debole, con poco altro che i rombi dei motori, il brusio del pubblico ed un generico “goal” megafonato ad accompagnare l’azione di gioco.

Insomma, questo Rocket League è personalmente una delle sorprese dell’anno finora, capace con poco (e come pochi) di divertire sin dai primi momenti. La prova con mano della Beta è stata certamente positiva, l’uscita non è tanto distante e son sicuro che, con un paio di amici collegati o seduti sul divano, il titolo Psyonix potrebbe diventare una piccola perla del genere e garantire ore di divertimento a tanti videogiocatori. Anche a chi, del calcio, non frega nulla.

Rocket League diverte tanto con poco. Aspettiamo la release completa, ma tenetelo d’occhio.
ASPETTATIVA4/5
#IDARBFolle misto di pallamano e calcio con personaggi stilizzati provenienti dall’universo indie.
Towerfall Ascension ( PS4 )Cercate qualcosa da giocare con i vostri amici di divano? Qui andate sul sicuro.
SCHEDAGIOCO
Cover Rocket League

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Rocket League [Hands-On]2015-05-07 15:00:00http://www.vgnetwork.it/anteprime/rocket-league-hands-on-49388/Salti, Turbo e pallonate1020525VGNetwork.it