Nell’era PSX sono nate due grandi saghe horror che hanno poi ispirato l’intero genere: Resident Evil e Silent Hill. Se la prima si basava principalmente sull’elemento sorpresa, su di una trama da b-movie americano e tanto splatter, la seconda faceva invece delle atmosfere misteriose ed inquietanti, dei personaggi profondi e ben caratterizzati e di una paura più psicologica i suoi punti vincenti. Le due serie sono poi proseguite per la loro strada, e di fatto Silent Hill ha raggiunto nell’era PS2 il suo massimo picco qualitativo grazie ad episodi come Silent Hill 2, 3 ed Origins. Con Silent Hill 4 prima ed Homecoming e Shattered Memories poi, Konami ha purtroppo fatto un brusco scivolone verso il basso qualitativamente parlando, proponendo tre episodi che, seppur narrativamente piacevoli, erano purtroppo affetti da gravi problemi di gameplay e struttura (SH 4 e Homecoming) o vantavano una struttura totalmente estranea alla serie (Shattered Memories), tanto da farli risultare dei titolo non esattamente entusiasmanti da giocare. Presto arriverà nei mercati Silent Hill Downpour, titolo che, pare, voglia rialzare il nome della serie con numerose novità sia in campo narrativo che strutturale. Per preparare il terreno Konami ha però ben pensato di realizzare una collection in HD, di quelle che tanto vanno di moda ormai, includendo Silent Hill 2 e 3 in alta definizione. Siete pronti quindi a scoprire due pietre miliari degli horror game psicologici?
Silent Hill 2, il più psicologico
“Nei miei sogni tormentati rivedo quella città, Silent Hill” . Così si apre Silent Hill 2, da molti considerato il punto più alto dell’intera serie. James, il protagonista, riceve una misteriosa lettera dalla moglie che gli chiede di recarsi a Silent Hill, nel loro posto speciale, per incontrarla finalmente. James rimane decisamente turbato da questa lettera in quanto la moglie è morta di malattia ben tre anni prima. La speranza però è ancora tanta e decide di incamminarsi in questo viaggio per riuscire a capire se si tratti di uno scherzo di pessimo gusto oppure no. Arrivato alla cittadina James si accorge ben presto che è totalmente disabitata, non vi è un’anima viva e la decadenza regna sovrana. L’atmosfera che si respira a Silen Hill è pesante, opprimente, desolante, in quella città c’è qualcosa che non va e ben presto il nostro protagonista se ne renderà conto. Oltre a noi infatti a Silent Hill sono presenti alcuni strani individui dall’atteggiamento sospetto ed inquietante, persone che sembrano disturbate, tormentate da qualcosa nel loro passato e che forse hanno in comune con James più di quanto lui creda. La città è però popolata anche da mostri dall’aspetto raccapricciante, mostri che disturbano la mente di chi li vede, che incutono terrore e che faranno di tutto per ostacolarvi nel vostro viaggio alla ricerca della verità.
Silent Hill 2 è questo, un vero e proprio pellegrinaggio alla scoperta del passato di James, delle sue paure, dei suoi tormenti. Probabilmente è proprio ciò che fa del secondo episodio della serie uno dei più acclamati dai fan. C’è comunque da dire che anche dal punti di vista del gameplay il prodotto si difende ancora oggi molto bene, con combattimenti non troppo complessi ma ben realizzati e soprattutto enigmi che offrono un buon livello di sfida al giocatore. Quello che colpì all’epoca fu anche l’ottimo comparto tecnico che vantava uno strabiliante sistema di illuminazione, fondamentale per creare l’atmosfera tipica di un Silent Hill, texture ben realizzate e modelli poligonali animani molto bene, che facevano delle movenze facciali il loro punto di forza. Una vera pietra miliare insomma!
Silent Hill 3, il sequel inaspettato
Heather è una giovane ragazza che vive spensierata la sua vita di adolescente. Inizia però a fare strani sogni dal significato a lei oscuro, sogni che la portano in luoghi inquietanti e spaventosi e che sembrano dannatamente reali. Ben presto la nostra Heather si accorge però che purtroppo i suoi sogni sembrano essere usciti dal suo subconscio ed aver iniziato ad intaccare la realtà che la circonda: luoghi in decadenza, creature raccapriccianti, strani individui che le chiedono di ricordare un passato che non le appartiene. La vicenda si infittisce sempre più ed Heather vuole andare a fondo della questione: è una ragazza forte, determinata e decisa e scoprirà ben presto che il suo passato ha più di qualche scheletro nell’armadio nonché un qualche collegamento con una certa città, Silent Hill. Con l’aiuto di Douglas, un investigatore privato, cercherà quindi di capire cosa si cela dietro a tutti questi misteri e si recherà proprio in quella città che sembra quasi chiamarla a sè.
Nonostante inizialmente non possa sembrare, Silent Hill 3 è il seguito del primo episodio apparso su PSX e, nonostante apparentemente non sembrava essercene bisogno da un punto di vista narrativo, riesce ad essere comunque coerente ed interessante da giocare. Anche Silent Hill 3 fa quindi della paura psicologica, del mistero, delle creature raccapriccianti e delle ambientazioni inquietanti e sinistre i suoi punti di forza, grazie ad uno degli art design più forti e belli dell’intera serie. Il gameplay ricalca quello collaudato dal secondo episodio, con enigmi ben congegnati e difficili e scontri che, seppur più facili rispetto al passato, offrono comunque un buon livello di divertimento. Un buon cast ed un buon gameplay, un horror forse un po’ troppo corto ma comunque di qualità elevata!
Cosa c’è di nuovo e cosa manca
In questa collection, come è logico aspettarsi, è stato pulito e rifinito il comparto tecnico, ponendo una certa cura per le texture ora in alta definizione e la risoluzione. Il risultato ottenuto, sopratutto per quanto riguarda Silent Hill 3, è davvero strabiliante ed il peso degli anni, grazie ad un art design davvero eccelso, non si fa troppo sentire. L’unica cosa da aggiustare sembra essere la fluidità del tutto che, a giudicare da qualche video, pare non essere eccelsa. Speriamo comunque che nel tempo rimanente i tecnici Konami risolvano questo problema: sarebbe davvero assurdo vedere scattare due giochi della passata generazione!
Da segnalare poi l’aggiunta dei doverosi trofei ed obiettivi che segnano di fatto un incentivo in più a rigiocare il titolo. Un dettaglio poi non ben chiaro è il totale ridoppiaggio dei titoli: le voci originali sono infatti state eliminate per far posto ad un cast tutto nuovo che purtroppo non pare essere all’altezza dell’originale. Konami, che ci stai combinando?
Altri dubbi su questa collection riguardano poi la mancata inclusione di alcuni episodi come Silent Hill 4, Origins o Shattered Memories nella collection. Perché evitarli? Avrebbero contribuito a far conoscere meglio la serie a chi ancora non la conosce.
Silent Hill HD Collection sarà negli scaffali europei a fine gennaio 2012, speriamo che nel tempo rimanente Konami aggiusti quelle piccole beghe tecniche che affliggono il frame rate. Una buona occasione per rigiocare due pietre miliari del genere horror psicologico e che hanno fatto da veri e propri apripista ad altri prodotti come il più recente Alan Wake.