Eric, Stan, Kyle e Kenny: i quattro protagonisti del più dissacrante cartone animato mai concepito, nato nel lontano 1997 dalle menti di Matt Stone e Trey Parker, tornerà a dar fastidio alla critica e alla censura di tutto il mondo utilizzando, questa volta, il media videoludico con un progetto sviluppato da Obsidian che trasporterà tutto lo humor nero di South Park in un GDR. Non è la prima volta che l’universo di South Park viene trasposto nel mondo dei videogames, ma è la prima volta che a sovrintendere i lavori ci saranno Parker e Stone in persona, determinati quanto mai affinché il gioco rispecchi il più possibile l’animo di South Park.
Un nuovo ragazzo in città
Lo incipit che darà il via all’avventura è classico, ma si adegua bene alla struttura chiusa del cast dei personaggi: un nuovo ragazzo arriverà in città trasferitosi con la sua famiglia e, alla guida di questo bambino completamente customizzabile, avremo il compito di farci accettare dal resto della comunità. Per ambientarsi e stringere rapporti con gli altri bambini della nostra età, parteciperemo a un gioco di ruolo dal vivo che prenderà ben presto piede, fino a evolversi in una vera e propria avventura: da lì in poi, l’immaginazione dei bambini prenderà il sopravvento e South Park si trasformerà in un luogo magico dove vivere un’epica avventura.
Ad accoglierci in questo gioco ci sarà niente poco di meno che Eric Cartman in persona che, con il suo solito cinismo, ci presenterà le cinque classi disponibili nel gioco, tra cui sceglierne una per il resto dell’avventura.
Ebreo?
La rosa di classi tra cui scegliere comprende le classicissime paladino, mago, ladro avventuriero, più un’altra inventata di sana pianta da Cartman: l’ebreo. La vena ironica e dissacrante di South Park verso etnie e religioni è sempre stata sia un fiore all’occhiello della serie sia uno dei motivi più frequenti di denunce, censure e persino minacce di morte ai due creatori; nonostante ciò, anche nel gioco non mancheranno tali riferimenti e, la scelta di usare come quinta classe quella dell’ebreo, farà senz’altro discutere. Gli sviluppatori hanno comunque subito precisato che la scelta non è stata fatta solo per provocare, ma nel gioco ha un preciso riscontro in termini di gameplay, che giustificano l’utilizzo dello stereotipo dell’ebreo come classe giocabile: ad esempio, essa darà il meglio di se quando al giocatore rimarranno soltanto pochi punti vita.
La struttura del gameplay sarà un mix di elementi già presenti in altri titoli ma che, uniti allo stile di South Park, regalano un feeling fresco dal sapore nuovo. I combattimenti a turni saranno in stile Paper Mario e prenderanno anche spunto da alcuni giochi di Mario & Luigi; con un tasto adibito all’attacco corpo a corpo ed gli altri impiegati per consumabili e magie: con il giusto tempismo, si potranno dar vita ad attacchi multipli devastanti. Gli ingaggi con gruppi di nemici potranno sempre essere ponderati, poiché essi saranno ben visibili sulla mappa, ma fare un attacco preventivo ci darà il vantaggio della prima mossa, altrimenti regalata ai nostri avversari.

Dopo ogni scontro verremo ricompensati a dovere con oggetti, denaro ed esperienza, utile per salire di livello, ma non finisce qua; a detta degli sviluppatori saranno implementati anche un sistema di evocazioni, uno di potenziamenti simile alla materia già vista in Final Fantasy VII, una ricerca di collezionabili come le bambole Chinpokomon: tutto materiale su cui grava ancora il più stretto riserbo ma che fanno pregustare un titolo corposo ed adatto ai palati fini del ruolismo.
Tutto questo classicismo però non preclude anche uno sguardo al presente, visto che il tutto verrà gestito tramite lo smartphone del nostro alter-ego, vero hub principale del gioco dal quale sarà possibile, tramite un social network in tutto e per tutto simile a Facebook, vedere i nostri amici virtuali cosa stanno facendo in quel preciso istante: le situazioni paradossali e comiche sono garantite.
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