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Splatterhouse
Il sangue ritorna dal passatoScritto da Vincenzo “Enea” Casconeil 17 Novembre 2010I videogiocatori di vecchia data con ogni probabilità si ricorderanno di Splatterhouse, picchiaduro horror apparso per la prima volta su console 16 bit nel lontano 1988, entrato di diritto nella storia videoludica per esser stato il primo titolo accompagnato da un “parental control disclaimer” a causa dei contenuti ritenuti troppo crudi e violenti. Tanto sangue, forse troppo per gli anni ’80, infatti, appariva sugli schermi di chi, joystick alla mano, si divertiva a combattere in ambientazioni 2D dando sfogo alla pura violenza incarnata dalla “macchina da guerra” protagonista del titolo: Rick Taylor.E pensare che, all’inizio della storia, Rick era un semplice studente di parapsicologia che, insieme alla sua fidanzata Jennifer, aveva deciso di far visita all’enigmatico Professor West, luminare vivente, per discutere di psicologia e affini. Il giocatore si trovava ben presto a scoprire che la “West Mansion” celava un oscuro segreto al suo interno: Jennifer scompariva senza lasciare nessuna traccia, Rick si trovava nell’oscurità con un’unica “compagnia”. Ci riferiamo ad una speciale maschera trovata dal giovane per terra accanto a sé, in grado di parlargli telepaticamente e invitarlo ad indossarla per salvare la fanciulla. Come sempre accade in questi casi, l’eroe non ci pensa due volte (altrimenti, che eroe sarebbe?). Ed ecco che, maschera sul volto, il giovane studente diventava una creatura antropomorfa potentissima, capace di combattere i mostri dislocati lungo il suo cammino verso la salvezza, sua e di Jennifer.Perché questa digressione sulla trama dello storico Splatterhouse? Semplice: Namco Bandai ha deciso di riproporre, in una veste aggiornata e da pura “next-gen” ovviamente, proprio quello Splatterhouse che tanto aveva lasciato il segno nella generazione della sua epoca. Il titolo che arriverà sulle nostre PS3 e Xbox360 a partire dal prossimo novembre, quindi, sarà un remake il cui plot narrativo partirà dagli stessi presupposti di 20 anni fa (solo i presupposti; il resto della trama, curata da Gordon Rennie, sarà totalmente originale).Stesso Rick, stessa Jennifer, stessa “West Mansion”. Ma soprattutto stesso sangue e stessa violenza.
Tanti modi per essere violenti
L’anima di Splatterhouse, oggi come nel 1988, sarà essenzialmente quella di un gioco d’azione/picchiaduro in cui “menar mazzate” diventa una filosofia di vita, prima, di sopravvivenza poi. I lunghi anni di inattività non sembrano aver per nulla minato alle potenzialità distruttive di chi indossi la maschera a forma di teschio. Rick può sempre contare sulla sua violenza repressa che, attraverso la maschera, riesce ad esplicitarsi sotto forma di combo e attacchi speciali, uno più distruttivo dell’altro.I nemici sui quali sfogare la rabbia non mancheranno (si parla principalmente di mutanti e orribili ibridi creati in laboratorio, ma ci sarà spazio anche per altre creature), così come i metodi e le tipologie per farlo: ci si potrà divertire a fare carne da macello a suon di pugni e attacchi corpo a corpo o anche usufruire di alcune armi da fuoco. E, perché no, umiliare i mutanti prendendoli a bastonate con i loro stessi arti, appositamente amputati e impugnati. Se invece siete amanti di tagli e sventramenti non preoccupatevi: un nutrito arsenale di armi e oggetti contundenti è pronto per essere utilizzato contro i malcapitati di turno. Un arsenale, quello del nuovo Splatterhouse, con una piccola chicca: la possibilità di seminare morte e distruzione con l’ausilio di una pratica motosega, “arma” letale nobilitata dopo i recenti e sempre esaltanti fasti di Gears of War.
Emoglobina speciale
Volendo trovare l’elemento speciale che dà vita a tutta l’azione di gioco, la risposta non potrà che essere: sangue! E non ci riferiamo soltanto ai litri che usciranno dalle membra delle miriadi di nemici che Rick dovrà fronteggiare, ma anche alla notevolissima quantità di liquido prezioso (almeno nell’ottica di Splatterhouse) da immagazzinare in uno speciale serbatoio. Il motivo è presto detto: ad una certa quantità di sangue accumulato, il nostro eroe potrà fare sfoggio di particolari abilità. E ne siamo sicuri: saranno una più letale dell’altra.
Tutta la veste grafica sarà condizionata dalla presenza del rosso: sulle pareti, sul pavimento, sui cadaveri dei nemici, su Rick. Come potrebbe essere altrimenti in un videogioco in cui, parola degli sviluppatori, arriveremo a “mungere le teste dei nemici” per far uscire più sangue?
Sangue, sangue e ancora sangue (l’avrete capito ormai, no?)
Quella di “spremere” le teste dei nemici nemmeno fossero limoni alla sagra del limoncello, rappresenta soltanto una delle uccisioni particolarmente violente effettuabili nel gioco. Previsti, infatti, numerosi Quick Time Event, da attuare sui nemici indeboliti a suon di mazzate e tramite mini-giochi in cui premere a tempo e correttamente i tasti a schermo (nel caso della “mungitura”, ad esempio, si utilizzeranno gli stick analogici).Oramai i QTE sono diventati un must in ogni gioco in cui occorre menar le mani, videoludicamente parlando. In Splatterhouse promettono di essere violenti, particolarmente violenti.
Non sarà solo violenza, vero?
Spiace deludervi (o farvi piacere? Questioni di punti di vista, ndr). Anche quando Rick dovrà usare la materia grigia, e non per spolparla, lo farà a suon di uccisioni. Implementati dagli sviluppatori, infatti, anche alcuni enigmi la cui risoluzione sarà necessaria per proseguire il proprio soggiorno nella “West Mansion”. Ma, ovviamente, tutto sarà innaffiato ancora dal buon sangue dei nemici. Un esempio? In particolari situazioni si dovranno evitare trappole letali per poi ritorcerle contro chi, incautamente, le aveva preparate per il nostro Rick.In poco meno di venti anni la società è cambiata gradualmente, ma inesorabilmente. In meglio, in peggio? “Ai posteri l’ardua sentenza” (cit.). Fatto sta che il pubblico contemporaneo è ben più preparato rispetto a quello passato ai fiumi di sangue e violenza. Quella stessa violenza che, sembra evidente, sarà il pane quotidiano per le avventure di Rick.Che mantengano le promesse o meno, una cosa è certa: i moralisti e i predicatori della “non violenza” farebbero bene a starne alla larga.

Splatterhouse
- data d'uscita: 26 novembre 2010
- produttore: Namco Bandai
- sviluppatore: Namco Bandai
- Distributore: Namco Bandai Partners Italy
- Genere: Azione
- Multiplayer: TBA
- Sito di Splatterhouse
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