L’Agenzia non muore mai
The Agency è un titolo controverso di cui si sa davvero poco, ma che suscita grandi aspettative nei videogiocatori di mezzo mondo. Dopo il recente trailer presentato prima dell’E3 da poco conclusosi, l’hype è tornato alle stelle, nonostante tutto il materiale rilasciato in verità si è limitato a quel mezzo minuto di gameplay e computer grafica. In molti pensavano che il progetto fosse stato addirittura cancellato, ma pronta giunse la smentita dai vertici di Sony con la più classica delle dichiarazioni di circostanza: “Il gioco è in sviluppo, ma non sappiamo quando uscirà”. The Agency, dunque è vivo e vegeto, ancora però non pronto a stravolgere, a detta degli sviluppatori, per sempre il mercato degli MMOG.
My name is Bond…ehm si, proprio Bond!
Che cosa è che suscita tanto interesse nei confronti di questo semi-sconosciuto? La verità è che tutto ciò che è stato dichiarato e mostrato da qualche anno a questa parte, è oro colato per chiunque ami trasferire il proprio ego al di là dello schermo e immergersi in mondi completamente estranei a quello materiale. L’intero universo di The Agency inizia, naturalmente, con la scelta del proprio avatar che ci rappresenterà nel futuristico e tecnologico mondo di gioco, dove numerose agenzie stanno assoldando nuove leve per introdurle nel delicato e pericoloso universo dello spionaggio. Una volta scelta con quale agenzia cominciare la nostra carriera, saremo catapultati in quest’universo vivo e pullulante di azione, dove la discrezione e la frenesia si mescolano tra di loro senza soluzione di continuità.
C’è del lavoro da svolgere!
Quando ci sentiremo pronti, potremo accettare il nostro primo incarico presso l’agenzia e diventare spie a tutti gli effetti. Ci saranno differenti tipologie di missioni, ma di base possono essere classificate in base al tempo, e quindi alla difficoltà, che sarà necessario per completarle: ci saranno dunque missioni da quindici minuti al massimo dedicate a chi ha poco tempo per giocare e che al contempo vuole fare esperienza e accumulare attrezzatura e gadget; avremo poi quelle da trenta minuti per le spie con già un bagaglio di esperienza alle spalle ed infine quelle da un’ora e più per gli 007 della situazione. Una delle più importanti caratteristiche di The Agency risiede nella libertà che sarà lasciata al giocatore di decidere se affrontare la missione in solitaria oppure in un team composto da altre spie, con i vantaggi e gli svantaggi del caso. Giocare e portare a termine le missioni da soli sarà fattibile e gratificante, ma avrà il grosso limite di non poter offrire medaglie prestazionali superiori al bronzo, quindi non ricambiando la fatica e il tempo speso nella missione con adeguate retribuzioni in termini di gadget e attrezzature; al contrario, chi sceglierà la via della collaborazione, potrà ambire a medaglie d’argento e d’oro, con conseguenti gingilli tecnologici di prima scelta. Il gioco, quindi, sembra voler invogliare oltremodo la collaborazione tra i giocatori, anche perché, non essendoci classi predefinite, ognuno diventerà “ciò che indosserà”, per usare le parole del Lead Designer Hal Milton: in pratica, saranno i gadget e le attrezzature che indosseremo a sancire la nostra classe di appartenenza e in sostanza la nostra efficienza sul campo di battaglia.
E’ ora di mettersi in proprio.
Portare a compimento le missioni e acquisire attrezzature sempre più sofisticate, non sarà fine a se stesso, ma servirà al ben più “nobile” scopo di scalare le gerarchie all’interno dell’agenzia, per arrivare ai piani alti dell’organigramma. Dopo svariate missioni e promozioni sarà possibile accedere a quella che senza dubbio è una delle caratteristiche più interessanti dell’intero titolo: fondare la propria agenzia. Questa improvvisa ondata di potere non si limiterà a vedere scritto il proprio nome su di una targhetta in oro massiccio al centro di una scrivania in legno di quercia, bensì ci consentirà di ingaggiare le più disparate tipologie di dipendente, che spazieranno dall’agente comune allo scienziato da laboratorio: tutti i vostri dipendenti saranno al vostro completo servizio e metteranno le loro competenze a vostra disposizione nella maniera opportuna. Portare a termine determinate mansioni richiederà del tempo e potrebbe capitare (e se avete abbastanza vita sociale capiterà spesso) di essere lontani dalla vostra agenzia nel momento in cui saranno ultimate: niente paura, dato che sarà implementato un sistema di avvisi sia tramite comuni e-mail, sia più sofisticati sms (tranquilli, nessuno dei due si autodistruggerà al termine della lettura).
Aspettando che arrivi.
The Agency promette mari e monti; in realtà, potrebbe sembrare che Sony stia portando avanti un progetto addirittura troppo ambizioso da poter essere ultimato nella maniera in cui è stato descritto: tale complessità la si può anche dedurre dal fatto che ancora oggi rimane del tutto sconosciuta la data di rilascio del titolo. Dal canto nostro riponiamo la più completa fiducia negli sviluppatori, convinti che ciò che uscirà sarà davvero quella piccola grande rivoluzione di cui The Agency si fa portavoce.