Tom Clancy's Rainbow Six: Siege

Uno sguardo “tattico” allo sparatutto di Ubisoft
Scritto da Mail@ VGNRosarioil 02 luglio 2014
Tom Clancy's Rainbow Six: Siege Anteprima

Mostrato come titolo a sorpresa da Ubisoft, al termine della conferenza pianificata dal publisher francese all’E3 2014, Rainbow Six: Siege segna la ricomparsa di un brand storico ormai da molto tempo lontano dagli affezionati degli sparatutto. Conflitti tattici in prima persona, avvicinandosi più alla simulazione che al banale shooting, e con un’attenzione specifica al gioco di squadra, alla cooperazione di due fazioni che si scontreranno in territori urbani, stretti e limitati. Incentrato maggiormente sull'online, con modalità di gioco apposite di assalto e difesa, fisica simulativa per le armi e scontri 5 contro 5. Queste per adesso sono le sembianze di Siege. Dimentichiamoci delle ricompense alla Call of Duty nelle serie di uccisioni; scordiamoci degli spazi aperti e le manovre militari di Battlefield. Il brand di Tom Clancy arriva proprio quando il genere degli FPS necessità di una scossa.

IFrame


Salvate l’ostaggio!

Ubisoft lo ha dichiarato fin da subito, Rainbow Six: Siege non è il solito FPS che andrà a contrastare il mercato con Battlefield o Call of Duty, ma un progetto ideato per riportare in auge un sotto-genere recentemente alquanto trascurato dai potenti del settore, troppo impegnati a portare su console e PC sparatutto gremite da una quantità sempre elevata di giocatori in mappe dinamiche molto estese, che premiano più la capacità del singolo anziché l’organizzazione e l’azione coordinata e pensata. Questi sono precisamente i due aspetti basilari attorno ai quali ruota tutta l’esperienza di un gioco che si loda come primo sparatutto tattico su console next gen. All'avvio del livello, ogni giocatore seleziona che tipo di impostazione predilige per il proprio personaggio. Per adesso, le configurazioni prevedono le classi Trapper, Sentry e Protector: il Trapper è dotato di fucile d'assalto utile per attaccare e fare irruzione, il Sentry munito di un leggero fucile a canne mozze adatto per coprire eventuali buchi nella formazione e raggiungere rapidamente una posizione, e infine il Protector una classe da supporto armata con uno scudo anti-proiettili e munito di una semplice pistola. Il setting del gioco è molto semplice, un team di cinque poliziotti deve salvare una persona tenuta in ostaggio da cinque terroristi all'interno di un’abitazione. Si accede nell’edificio, si uccidono i criminali e si porta fuori il prigioniero. I poliziotti possono fare irruzione, utilizzare un minuscolo drone per spiare i nemici e mettersi al riparo all’occorrenza dietro uno scudo anti-proiettili. I nemici contrariamente possono corazzare l’edificio, fortificare porte, finestre, posare metri di filo spinato e “innalzare” pareti solidissime. Tuttavia questo non è il l’unico punto di forza di Siege. Anche se possiamo barricare porte, finestre e muri con le "assi di legno", il motore grafico Realblast consente di distruggere qualsiasi cosa, aumentando a dismisura le condizioni strategiche di un’ambiente domestico tutto sommato poco vasto, nonostante sia suddiviso su più piani e da molteplici stanze.


La strategia è tutto

Questo brevemente e il gameplay di Rainbow Six: Siege, un match rapido, convulso, senza respawn e pertanto fatale tra due squadre in ambienti ristretti, in cui non c'è posto per i fastidiosissimi camper, runner accoltellatori e fucilieri solitari. Ciascuno qui ha un compito da svolgere, ogni classe deve attenersi alle proprie caratteristiche, non considerare la strategia di gioco significa non aver compreso il fulcro del gameplay di Siege. Non siamo perciò davanti al medesimo sparatutto, il gioco dà l'impressione di essere realmente punitivo per tutti i giocatori che lo approcciano in modo facile e superficiale. Nella fase preliminare del gioco mentre vestiamo i panni dei buoni siamo degli assaltatori, fatali dalla distanza merito di un versatile fucile d’assalto però scarsamente protetti a livello difensivo, accessoriati anche con una pratica flashbang; oppure possiamo utilizzare dei rapidi soldati provvisti di fucile a pompa, idoneo dagli scontri ravvicinati ma particolarmente adatto per aprire dei "varchi" su porte e muri non rinforzati. Altrimenti possiamo scegliere di essere il corazzato della squadra, lento ma equipaggiato di uno scudo anti-proiettili alla mano sinistra e una pistola nell'altra, ottimo di conseguenza per incassare molti colpi e salvaguardare il resto del gruppo. Selezionata la nostra classe abbiamo un minuto di tempo per individuare il prigioniero nell’edificio con l’aiuto di un piccolo drone. Il primo che lo scopre, rivelerà automaticamente a tutti i giocatori della squadra la sua posizione e sarà possibile collocare le minuscole spie mobili in luoghi precisi dell’abitazione per poterli in seguito richiamare prima di compiere il blitz in una stanza. Ovviamente i nemici potranno usufruire del medesimo minuto per organizzare l’attacco. In conclusione il team di sviluppo Ubisoft Montreal deve ancora mostrare il comparto single player del titolo, con l’annessa personalizzazione delle armi e dei kit. Per il momento è presto per sapere cosa sarà Rainbow Six: Siege. Se un gioco esclusivamente multiplayer o avrà anche una campagna. Oppure quante mappe, modalità, classi, armi ci saranno.

Lo sviluppo del gioco ha ancora parecchia strada davanti, ma non vediamo l'ora di scoprire cos'altro ha in serbo per noi questo nuovo Rainbow Six.
ASPETTATIVA4/5
Tom Clancy's Rainbow Six: Vegas 2 ( PC )Un titolo con qualche anno sulle spalle, ma si tratta ancora di un buon sparatutto tattico in cui gestire a dovere la propria squadra.
Warface ( PC )FPS multiplayer con varie modalità, incluse quelle a squadre e coooperativa, dove il gruppo unito ed abile fa la differenza.
SCHEDAGIOCO
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Tom Clancy's Rainbow Six: Siege

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Tom Clancy's Rainbow Six: Siege2014-07-02 18:00:00http://www.vgnetwork.it/anteprime/tom-clancy-s-rainbow-six-siege/Uno sguardo “tattico” allo sparatutto di Ubisoft1020525VGNetwork.it