I “Veri Patrioti” stanno arrivando... si salvi chi può!
Tom Clancy e Rainbow Six è un legame che appare inossidabile, nato nel 1998 e lungi dal definirsi spento o defunto. Quattordici anni fa approdava sulle migliori console del mercato e su home computer uno sparatutto in prima persona (Rainbow Six, per l'appunto) che poco aveva da condividere con Doom, Half Life, Duke Nukem e tutti i grandi classici: parliamo di uno sparatutto in cui la pianificazione tattica e l'attento studio del campo di battaglia erano di vitale importanza per la riuscita della missione. L'americano Tom Clancy, il famoso scrittore di fantapolitica (tra i tanti ha scritto Caccia a Ottobre Rosso, NdR) ha prestato la sua penna per altri sette giochi ufficiali e anche se il suo nome troneggia nel titolo del gioco, nel caso del prossimo venturo Rainbow Six: Patriots non sarà lui a curarne la storia. Questa sembra essere decisamente a tinte forti, estreme, disturbanti, scopriamo insieme il perché.
Chi sono i “Veri Patrioti”?
La storia di questo Rainbow Six gravita tutta intorno ai sedicenti “True Patriots”, traducibili tranquillamente in “Veri Patrioti”, una cellula terroristica nata in seno agli Stati Uniti d'America e formata da insospettabili cittadini che, contrariamente a tutti gli altri, covano dentro di sé un'irrefrenabile repulsione verso il sistema economico, politico e sociale dello Stato sovrano più potente del mondo. Dalle poche informazioni lasciate trapelare per mezzo di brevi trailer e video, si intuisce che i facinorosi fondano la propria distorta ideologia su discorsi che inneggiano all'equilibrio, all'eguaglianza tra le persone, opponendosi alle lobby economico-politiche, a coloro che si arricchiscono grazie al sudore di altri e in generale a tutto ciò di cui un cittadino tende a lamentare senza, però, fare qualcosa di concreto. I “Veri Patrioti”, qualcosa di concreto, purtroppo, lo fanno, e parliamo del peggiore tra tutti i modi possibili di opporsi alle iniquità del sistema: con la violenza e il terrorismo, facendosi scudo di persone civili e innocenti, per portare morte e distruzione.
L'Incudine tirato a lucido
Il motore grafico dedicato a farci sbavare per gli effetti visivi, speciali e sonori è quello a cui siamo abituati da almeno un lustro da Ubisoft. Stiamo parlando di Anvil, la cui prima applicazione risale al 2007, anno in cui Assassin's Creed, a dispetto dei limiti di gameplay, mostrava al mondo di cosa fosse capace il bel motore grafico sviluppato dai francesi. A cinque anni di distanza, questo engine ha ancora molto da dire e il suo ultimo impiego, Assassin's Creed: Revelations, ne è la dimostrazione. In Patriots non ci aspettano metropoli medievali da esplorare e tetti su cui fare parkour ante litteram, ovviamente il motore grafico sarà impiegato in maniera radicalmente diversa ma i tratti distintivi, certamente, resteranno: parliamo di una profondità di campo eccezionale, una gestione degli effetti sonori capace di rivaleggiare con il Frostbyte di Electronic Arts, animazioni fisiche e facciali molto realistiche.
Pochi secondi per decidere del destino di molti
Sotto al profilo meramente giocoso si sa ancora poco ed altrettanto poco è stato mostrato alla stampa specializzata. C'è un video concettuale, però, che mostra molto di quello che dovrebbe presentare il gioco finale (il condizionale è d'obbligo), lo stesso video, in seguito sarebbe stato convertito in livello giocabile vero e proprio da mostrare a pochi e fortunati giornalisti. Il gioco si presenta in visuale in prima persona e mostra un'eccellente gestione di luci ed ombre, come ci si aspetta. All'inizio del video si prendono le parti di un trentenne che sembra aver sbarcato il lunario: ha una splendida casa arredata, corredata e dotata di ogni comfort, un altrettanto splendida moglie, un bambino che dorme in un'altra stanza e – presumibilmente – un grasso conto in banca. Una giornata come tutte le altre viene insolitamente interrotta dal suono inaspettato del campanello in orario mattutino, la donna va ad aprire la porta e in pochi secondi il tipico sogno americano cade nella follia di un incubo ad occhi aperti da cui non si fa ritorno. Un pugno di persone fa irruzione in casa mal menando nostra moglie e immobilizzandola, poi è il nostro turno di passare sotto le amorevoli cure di questi terroristi. Fanno un paio di battute sul nostro lavoro e sul discutibile modo in cui ci siamo arricchiti, poi ci drogano e ci imbottiscono di esplosivo al plastico.
Ci risvegliamo all'interno di un furgone con una camicia di esplosivo C4, un telecomando legato in mano nostra per detonare le cariche e i nostri aguzzini che ci intimano poche e terribile istruzioni: raggiungere Time Square e farci esplodere lì a meno che non si voglia far morire moglie e figlio molto prima del tempo previsto. Una raffica di armi da fuoco crivella il retro del furgone mettendo al tappeto alcuni terroristi, noi veniamo fatti scendere e ci viene ordinato di continuare a piedi la nostra folle corsa incontro alla morte. La telecamera abbandona il personaggio da noi controllato e passa ad un cecchino delle squadre speciali appostato in cima ad uno dei tralicci del Ponte di Brooklyn, contrariamente agli altri poliziotti, il nostro personaggio è privo di elmetto protettivo. Grazie alle istruzioni tramite auricolare il cecchino abbatte un po' di terroristi che scortavano il furgone ed infine scopre che un civile ricoperto di esplosivi sta correndo in mezzo al ponte. E' questione di attimi, grazie ad una corda assicurata alla vita il nostro alter-ego e alcuni suoi colleghi si calano giù per i pilastri del monumentale ponte in via verticale e letteralmente camminando dall'alto in basso. Cammin facendo prendono la mira e neutralizzano un altro pugno di terroristi armati, poi è il momento di ferire in maniera non letale gli agenti di polizia, del tutto ignari del pericolo dinamitardo incombente. La scena (o il livello giocato che dir si voglia) si conclude con l'accerchiamento del suddetto kamikaze, che snocciola in pochi istanti la sua vera identità e il perché delle sue azioni, infine i poliziotti scoprono che l'esplosivo è stato attivato a distanza e nel giro di una decina di secondi esploderà. Non c'è tempo per pensare: sacrificare un civile per salvarne almeno altri cento oppure esitare e provocare un disastro?
Ubisoft vuole portare in auge un'importante e apprezzata serie di videogiochi che manca dalla scena dal 2008. L'unione di sforzi di tre dei migliori studi di sviluppo del colosso francese dell'intrattenimento videoludico è indice che il progetto sta molto a cuore e le premesse sono estremamente interessanti.