New 3DS: tanti dubbi e poche certezze sul futuro del gaming portatile

La mia sulla mossa di Nintendo

Anch’io come tanti altri sono rimasto molto interdetto da una delle notizie più “calde” dello scorso mese: l’annuncio da parte di Nintendo del New 3DS. Il nostro Direttore ha analizzato la questione di petto, vagliando le possibili reazioni del pubblico generale, e trovate qui il suo editoriale in merito. Premetto di non essere un utente 3DS, quindi la questione mi tange molto relativamente, ma ho pensato di dire comunque la mia in merito. Perché in realtà, dopo un attimo di interdizione, qualcosa ha iniziato a prendere senso…per poi riperderlo di nuovo!

E’ chiaro che il più grande “problema” del New 3DS è il dividere l’utenza, andando ad infrangere una delle sacrosante regole che definiscono una console come tale: un hardware fisso per tutta la durata del ciclo vitale della stessa console. Sappiamo tutti che un hardware fisso permette agli sviluppatori una migliore ottimizzazione dei titoli, riuscendo a tirar fuori ogni briciola di potenza dall’insieme di componenti per ottenere il miglior risultato visivo, anche a distanza di anni dal lancio della console. Grazie al piccolo ma significativo aumento di potenza di questo New 3DS, invece, si potranno ora realizzare titoli più complessi, che il precedente 3DS non poteva gestire, come il già annunciato porting di Xenoblade Chronicles. Il tutto, però, al prezzo di lasciare i milioni di utenti pre-esistenti con le mani in mano.

Le revisioni hardware in campo console non sono comunque una rarità, tantomeno nella storia portatile di Nintendo, e i confronti si sprecano con le varie versioni di Game Boy, DS e tanto altro. Si sprecano letteralmente, perché in realtà il cambiamento del New 3DS è sicuramente quello più massiccio, andando non solo ad aumentare la potenza dell’hardware interno, ma aggiungendo una seconda levetta analogica e alcuni tasti, cambiando di fatto l’interfaccia della console. E qui sorge il solito dilemma del supporto alla userbase: quanti giochi saranno effettivamente realizzati per sfruttare al meglio questo New 3DS? Se saranno tanti, il torto viene fatto ai precedenti utenti che, dopo aver sborsato un 150-200€ o giù di lì per la console, si vedono la new entry rubare letteralmente la scena ed il supporto degli sviluppatori. Se saranno pochi, come si giustificherebbe l’acquisto di un nuovo hardware più performante e con più possibilità di controllo, ma poco o per nulla sfruttate?

Queste domande si potrebbero più facilmente riassumere in un: questo New 3DS, è una vera NUOVA console portatile?

​Intrappolati in questo limbo di domande, proviamo a darci qualche risposta. In ambito mobile (mercato che mi sono permesso di analizzare, in particolare nella sua componente giapponese, nel precedente post del Blog), l’evoluzione dell’hardware gode di una continua accelerazione. Ogni anno ci troviamo tra le mani smartphone sempre più potenti, tablet sempre più grandi e prestazionali. Vedendolo da quest’ottica, il New 3DS è sostanzialmente il nuovo modello di 3DS, un po’ come il New iPad ha sostituito l’iPad 2 nella confusa numerazione Apple. Feature come un migliorato effetto 3D, il chip NFC, una batteria più confortevole e tanti piccoli accorgimenti fanno di questo nuovo 3DS sicuramente un passo in avanti rispetto all’originale (e forse, opinione diffusa, lo rendono proprio come sarebbe dovuto essere l’originale).

Allo stesso tempo, però, siamo sempre davanti ad uno schermo (principale) con 400x240 pixel, lo stesso dell’originale del 2011, quando oggi i consumatori sono abituati a schermi Retina o HD da tenere in tasca. E l’aumento di potenza non è da strapparsi i capelli, permettendo sì la realizzazione di un porting di un titolo Wii (e chissà se con qualche limitazione), ma generazioni indietro rispetto a quanto mezzo mondo si porta comodamente in tasca ogni giorno. Ed il confronto con l’ambiente mobile, per una console portatile, risulta oggi più che mai imprescindibile (rimando ancora al mio precedente post sul Blog per discuterne).

Insomma, a mio parere, Nintendo stessa è un tantino confusa. Coraggiosa nell’annunciare un modello così innovativo rispetto al precedente, ma allo stesso tempo titubante nel renderlo il vero punto di riferimento del futuro. Al momento, manca di determinazione, in un mercato che non aspetta altro che un piccolo passo falso per divorare la concorrenza. Questo nuovo 3DS sembra più una mossa per prendere tempo che altro, allungando la vita del 3DS con un bel refresh del prodotto. Se sarà una scommessa a breve o a lungo termine lo scopriremo soltanto vivendo, ma quel che è certo è che Nintendo deve giocarsi bene le carte che ha in mano se spera di rimanere competitiva in ambito portatile. Con Sony ormai fuori dal mercato console portatili (difficilmente ci sarà una PS Vita 2), ma dentro il mercato mobile con tablet, smartphone e cloud streaming, con le grandi software house ormai votate ad iOS e Android, rimane soltanto Nintendo con una chance di difendere il gaming portatile tradizionale.

Probabilmente siamo anche davanti ad una Nintendo senza chiare idee sul suo futuro: dopo aver sfruttato appieno il boom di touch-screen e motion gaming, aver tentato la strada del 3D (senza particolare successo) e quella del second screen gaming (con ancora meno successo), forse ai piani alti della storica azienda giapponese troviamo più domande che risposte rispetto al futuro del videogioco, specialmente portatile.

Sarà forse la volta di un tablet targato Nintendo? D’altronde, una sorta di tablet già lo produce, ed un tale Pokémon: Trading Card Game Online è da poco stato rilasciato su iPad, pronto a tastare il terreno di un (possibile) nuovo mercato…