Codemotion 2015: sviluppare videogiochi in Italia si può

Una piccola sintesi sul movimento gamedev italiano presente all'evento milanese

Il mondo dello sviluppo di videogiochi in Italia è quanto mai vivo. Non è un'affermazione campata per aria giusto per rinvigorire gli animi degli addetti al settore, ma è un dato di fatto. Sono ormai anni che seguo il fermento attorno allo sviluppo di videogiochi nel Bel Paese, sia tenendo d'occhio gli studi un po' più grandicelli sia il mondo degli sviluppatori indipendenti. Giusto qualche mese fa sono stato alla GameOver di Milano, evento prettamente dedicato ai giovani intraprendenti che vogliono addentrarsi nel mercato dei videogiochi, e ho visto tanti team sbocciare, alcuni di grande talento. 

Fatta questa introduzione, cosa mi spinge a scrivere questo intervento? Beh, un po' perché nel mio piccolo mi sento parte dell'ecosistema gamedev italiano, perché da sempre cerco di esprimere la mia passione attraverso la realizzazione di prototipi di gioco, un po' perché non posso dimenticarmi di essere (o essere stato?) giornalista, figura che ti sprona con naturalezza ad informare i lettori sugli argomenti più interessanti.

E questo argomento io lo reputo interessante, è un movimento che nasce dalle basi (gli stessi sviluppatori) e si ramifica lungo tutta la filiera fino a toccare gli stessi videogiocatori italiani, che a parte una piccola cerchia, purtroppo non possiedono una grande cultura videoludica. Il 20 ed il 21 Novembre si è tenuto a Milano il Codemotion 2015, kermesse dedicata a programmatori, designer, esperti in sicurezza, ecc… insomma, un evento rivolto ad un'ampia fetta di professionisti. Approfittando dell'opportunità che l'azienda per la quale lavoro ha offerto ai propri dipendenti, ho avuto modo di vivere la due giorni seguendo talk che spaziano da argomenti inerenti il mio lavoro di tutti i giorni a tematiche che accarezzano questa mia passione.

Giusto… passione, parola che si sposa perfettamente con il mio essere game designer e sviluppatore. Ho assaporato tanta passione al Codemotion, dalle figure più diverse tra loro, proprio perché è un sentimento trasversale che chiunque può coltivare nel proprio piccolo. I keynote di entrambe le giornate hanno dato i giusti spunti motivazionali per godere dei successivi talk e da sviluppatore web vi consiglio su tutti di riguardare l'intervento di Rasmus Lerdorf, papà del linguaggio PHP. Ma, in questo spazio non vi tedierò con spunti sugli argomenti che riguardano questo mondo perché ci tengo a raccontarvi qualcosa su ciò che probabilmente vivete quotidianamente all'interno della vostra sfera personale; esatto, proprio loro, i videogiochi. Tant'è che ho apprezzato moltissimo lo showcase messo a disposizione dagli organizzatori per alcuni team indipendenti che hanno potuto mostrare le loro creazioni in costruzioni a tutto il pubblico.

Immagine Codemotion 2015

Da sinistra a destra: Filippo Andrighetti, Ennio Pirolo, Giacomo Brambilla, Ciro Continisio ed il sottoscritto

Entrambe le giornate hanno offerto interventi riguardanti lo sviluppo di videogiochi, alcuni più tecnici mentre altri comprensibili da chiunque. Andando in ordine cronologico, Paolo Cattaneo, ideatore del gioco Cast Of The Seven Godsends, ha voluto condividere le difficoltà che ha incontrato durante il porting del suo pargoletto da un vecchio ambiente di sviluppo (XNA di Microsoft, purtroppo abbandonato dalla casa stessa) a Unity, tool di sviluppo che non ha di certo bisogno di presentazioni. Beh, se non ha fatto un miracolo ci andiamo davvero vicini perché credetemi che fare passaggi da un ambiente ad un altro non è mai facile e Paolo è stato tenace nella sua sfida. Un bell'intervento che insegna a non mollare mai, lezione applicabile anche al di fuori del game dev. Purtroppo i due talk successivi non li ho potuti seguire per varie ragioni, ma sia l'intervento di Andrea Magnorsky sul mondo di sviluppo F# (sia il linguaggio che i tool a disposizione) che la generazione di contenuti in maniera procedurale su Unity di Pier Luca Lanzi e Michele Pirovano hanno riscontrato un ottimo successo sentendo i pareri di amici.

La seconda giornata è stata ricca di argomenti inerenti lo sviluppo di videogiochi. Subito in partenza, Ciro Continisio e Ennio Pirolo hanno parlato dell'evoluzione del design di Fatal Error, gioco contraddistinto da un gameplay davvero divertente, soprattutto quando ci si ritrova a giocare in 4 contemporaneamente. L'evoluzione nel corso degli ultimi due anni ha portato il loro gioco a migliorarsi sempre più, sia nel comparto grafico che in quello tecnico, dimostrando che se si hanno le idee chiare non conta il tempo a disposizione ma basta proseguire per la strada tracciata. 

Codemotion 2015 Immagine SBK 2015A seguire sono rimasto di sasso sentendo l'esperienza di Giuseppe Navarria, un uomo con le p**** d'acciaio mi verrebbe da scrivere di getto, che ha coltivato la sua passione realizzando un engine proprietario in C++ per piattaforme mobili, alla faccia di chi si crogiola con Unity o Unreal Engine. Questo engine è stato utilizzato per lo sviluppo delle versioni smartphone di SBK 2015 / 2015. Massima stima, davvero. Successivamente, per “colpa” del buon Rasmus, non ho seguito l'intervento di Stefano Gualeni, che ha parlato di come il game design può essere efficace nell'educazione e nei cambiamenti sociali. Argomento interessante che riprenderò il prima possibile. 

Sapete quando si dice “un finale col botto”? Ecco, è ciò che è accaduto nelle ultime ore al Codemotion 2015 per quanto riguarda il ramo game development. Conoscete i ragazzi di InvaderGames? Avete per caso visto o sentito parlare di Resident Evil 2 Reborn? Qualsiasi siano le vostre risposte, sappiate che sono un piccolo esempio di come in Italia è possibile creare realtà che realizzino videogiochi. Il loro lavoro con l'Unreal Engine 4 non è passato inosservato e, come ha spiegato Michele Giannone, perfino Capcom ha voluto conoscerli meglio. I loro consigli? Non mollare mai, credere in quello che si sta costruendo e creare un ambiente di lavoro motivato in modo che tutti possano dare il meglio. Passando al successivo talk, storytelling nei videogiochi è una novità? Assolutamente no e Matteo Pozzi ha riportato tanti esempi e sfaccettature di come la narrativa abbia fin dagli albori avuto un ruolo importante nell'industria videoludica, anche in espressioni quasi inimmaginabili. Il media videoludico si presta benissimo ad esperimenti e molte volte da essi scaturiscono piccoli capolavori.

Concludo questo intervento (alla faccia, ma quanto ho scritto?!) cogliendo al balzo l'assist offerto da Marina Rossi e Federico Fasce, che nel loro talk conclusivo hanno cercato di rispondere alla domanda: perché dovreste iniziare a realizzare giochi al giorno d'oggi? Il loro discorso è stato molto toccante perché hanno esposto in prima persona la loro esperienza purtroppo fallita e capirete che nei loro panni non è stato per nulla facile parlare ad una platea. Però, una volta analizzato il loro vissuto, si capisce che non tutto è stato invano.Immagine Codemotion 2015 Stand InvaderGames

Ogni videogioco prodotto fa parte di un grande ecosistema in equilibrio, un ecosistema che contribuisce alla vitalità del mondo dei videogiochi. Seppur non diventi un best seller, anche il più piccolo lavoro creativo ha senso di esistere. Soprattutto prodotti molto personali, che raccontano parti di se stessi o vicende vissute in prima persona, sono necessari per impreziosire la nostra cultura.

Affermazioni che non mi lasciano altro da aggiungere se non: happy gamedev!

Link utili: Codemotion World e pagina Facebook Codemotion Italy