Atlus vs. Europe

Le imperscrutabili politiche di un publisher

Buona Domenica a tutti. L'argomento che vorrei affrontare oggi mi è stato suggerito da un evento inaspettato, anche se non imprevedibile: lo scorso 13 Febbrario, con l'ultimo aggiornamento del PlayStation Store, sono giunti in Europa due nuovi giochi per PlayStation Portable, cioè a dire Gungnir e Growlanser: Wayfarer of Time. Due tattici, discreto il primo, eccellente il secondo. Digressioni, comunque, perché non è di queste release che voglio parlare nello specifico; se ci sarà il tempo, mi piacerebbe recensire prima o poi Wayfarer of Time, comunque, perché merita molto.

Il tema è la politica assurda di Atlus nei confronti dei mercati europei. Se guardiamo alle varie software house nipponiche impegnate nello sviluppo di JRPG, ci accorgiamo che le principali hanno trovato canali di distribuzione in Occidente abbastanza regolari: publisher come NISA, XSeed, Aksys e Atlus USA garantiscono una buona copertura negli Stati Uniti, con localizzazioni talvolta del tutto inaspettate (Hakuoki su PSP è stato una sorpresa assoluta). E in Europa? Dalle nostre parti le cose van peggio: solo NISA è un publisher europeo "stabile", mentre XSeed si accontenta delle uscite digital delivery.

Atlus, invece, se ne frega. E non si capisce perché, siccome alcuni dei suoi brand (Shin Megami Tensei in particolare) hanno presa anche dalle nostre parti. Fatevi una capatina sulla pagina FB di Ghostlight, e vedrete un numero impressionante di richieste di pubblicazione di giochi Atlus, in particolar modo Shin Megami Tensei IV e Soul Hackers sul perfido 3DS, che a causa del blocco territoriale "azzoppa" i JRPGisti europei. Fatto sta che poi, anche quando qualcuno si prende la briga di portare questi giochi in Europa, Atlus non collabora: lo dimostrano Persona 4 Arena e Devil Survivor Overclocked, rimandati eternamente (peraltro pare che la data del 22 Febbraio per il secondo sia priva di fondamento, nonostante la fonte fosse attendibile).

Adesso poi, Gungnir e Wayfarer of Time arrivano nel Vecchio Continente, con sei mesi di ritardo, che non trovano alcuna motivazione, dal momento che non mi risulta ci siano state ulteriori traduzioni, non sono state stampate copie fisiche e il rating PEGI era lì da un pezzo. Parliamo poi del simpatico prezzo di € 29,99, superiore a quello della versione retail americana. Ciliegina sulla torta: nessuna pubblicizzazione, tanto che nemmeno gli appassionati ne erano al corrente prima del 13 Febbraio, quandi i due titoli si sono materializzati sugli scaffali virtuali del PlayStation Store.

Con questo ho finito. Consiglio semplicemente di giocare a Growlanser: Wayfarer of Time, perché è un tattico di prim'ordine.