Haters e fanboys

L'argomento trito e ritrito per eccellenza

Ormai siamo in agosto e tutto o quasi tace, almeno fino alla prossima Gamescom; tuttavia, fino a un mesetto fa c'è stato un periodo davvero divertente nel mondo dei videogiochi (e, per quanto mi riguarda, solo in esso): quel bimestre pre/mid/post E3 in cui siamo stati bombardati di .gif esilaranti, annunci roboanti e fail mirabolanti. Ma, soprattutto, la bagarre (che noia dire sempre console war!) fra i due schieramenti opposti, Sonari e Boxari.

Questa volta è successo un po' di tutto: Boxari convinti nel pre-fiera che anche Sony avrebbe inserito i DRM, Sonari che sbeffeggiano i Boxari per i DRM, Boxari che sbeffeggiano i Sonari che sbeffeggiavano i Boxari per i DRM; Boxari delusi che diventano Sonari, ma che dopo tornano Boxari; Don Mattrick che un giorno dice una cosa, poi ne salta fuori un'altra, poi si mette a giocare a Farmville; Iwata che non riesce a tirare fuori dal cilindro una nuova IP che fosse una (“please understand, bitches” è una delle .gif che mi hanno fatto davvero scompisciare); Kaz Hirai che si dimentica la PS Vita nel bagno di casa prima di prendere l'aereo; il logo di Versus XIII che scompare per lasciare il posto a quello di XV. Insomma, ce n'è per tutti.

Don è confuso, così confuso da colpirsi da solo [semi-cit.]

Quello che non capisco, però, è perché sia così importante per molte persone sentire un senso di “appartenenza” ad un qualche schieramento, intervenendo per difendere a spada tratta le scelte di multimilionari confusi, o, dall'altra parte della barricata, per schernire l'avversario ad ogni mezzo errore. E si tratta di un discorso che potrei espandere ben oltre il mondo dei videogiochi: da quando ho FaceBook mi sono reso conto di un fenomeno che da molti anni non mi sfiorava più, cioè del tifo calcistico incallito, che intasa la mia bacheca di insulti a Conte, Mazzarri, Galliani e altre personalità di rilievo del settore. Io penso che il calcio andrebbe seguito per il piacere di vedere una bella partita, così il come il mondo dei videogiochi andrebbe vissuto solo e semplicemente con la voglia di mettere le mani su qualcosa di bello, di nuovo, di originale, di... qualunque cosa vogliate. Si apprezza quel che c'è di buono e si stigmatizzano i passi indietro, chiunque sia l'autore. In questo senso è bello che molti utenti Microsoft abbiano palesato la loro insoddisfazione a seguito della conferenza E3, in modo che l'azienda cambiasse le sue strategie almeno in parte. Sarò ingenuo, ma a me sembra una vittoria del consumatore.

Io, dal canto mio, sono multipiattaforma da una decina di anni (ma credo che per questa generazione mollerò), quindi non sento proprio questa competizione, però ammetto che ogni tanto mi piace buttare qua e là il commentino un po' acido, soprattutto nei lidi Nintendo, in cui mi è capitato spesso di incontrare veri e propri integralisti. E poi parlare male di Kingdom Hearts è un piacere di cui non mi priverei per nulla al mondo. Ma quello che è importante è parlare con cognizione di causa. Io parlo male di Nintendo perché mi fanno schifo le sue ultime console (proprio le macchine in sè e per sè), che ho acquistato e su cui ho passato le mie ore, e perché si fossilizzano sempre sulle stesse IP, ma non verrei mai a dire assurdità del tipo “Mario pattume!” oppure “Donkey Kong fa schifo!”. Allo stesso modo critico Kingdom Hearts dopo aver finito il primo episodio e aver provato a giocare (ma non ce l'ho fatta proprio a completarlo) il secondo. Recentemente ho anche scritto l'anteprima di Kingdom Hearts HD 1.5 ReMIX e mi è parso di dare un parere equilibrato sull'offerta ludica. Insomma, le personali inclinazioni sono sacrosante, ma le adesioni aprioristiche ad uno schieramento sono stucchevoli.

It's cool to hate, cantava Dexter Holland tanti anni fa. Vuoi vedere che aveva ragione?

Accanto a queste considerazioni, ce n'è una in qualche modo speculare: ad un certo punto, bisogna rendersi conto che i propri favoriti hanno sbagliato tutto. L'arma definitiva del consumatore è lo scaffale, o, al limite, il mercato dell'usato. Final Fantasy XIII è terribilmente limitato? Scaffale. DmC non è Devil May Cry? Scaffale. God of War è uguale a se stesso da otto anni? Scaffale. Amate queste serie? Allora forse, per il loro stesso bene, dovete “scaffalare”. O no?