Il mio 2013: cinque giochi da ricordare

Tra novità e un po' di backlog

L'anno che è appena trascorso è stato decisamente pesante, fra affari miei e altri affari miei che non vi interessano più di tanto. Nell'ambito videoludico è stato comunque “faticoso”, nel senso che in certi periodi si è rivelata un'impresa stare al passo con le assegnazioni (bella fatica, dirà qualcuno!). Tuttavia i miei “sforzi ludici” – che è quasi un ossimoro – sono stati ripagati da alcuni titoli davvero importanti, che ricorderò con piacere finché non mi coglierà l'Alzheimer. Vorrei ora ripercorrere con voi i miei cinque momenti migliori joystick/console alla mano. Chiaramente questo non è il GOTY 2013 di VGN, cui ha partecipato l'intera redazione (e anche i lettori, in parte) e che si è rivolto solo alle uscite europee dell'anno appena conclusosi; si tratta solo di una classifica dei migliori titoli che ho GIOCATOOOO (come direbbe Farenz) quest'anno.

Tutto rigorosamente IMHO, ma siccome siamo nel mio blog non credo ci fosse nemmeno bisogno di specificarlo. Se volete criticare e insultarmi, c'è l'apposito (!) spazio per i commenti sotto.

5) Brothers: A Tale of Two Sons

Su Brothers mi sono già ampiamente soffermato in sede di recensione, dedicandogli più di ottomila caratteri; in pratica ho impiegato più tempo a scrivere la recensione che a giocare. Ciò mi porta a riflettere sulla longevità dei giochi e il suo legame strettissimo con il prezzo, argomento forse fuori tema ma non importa perché tanto è il mio blog; magari approfondirò in un altro intervento. Fatto sta che Brothers: A Tale of Two Sons è il tipico caso di esperienza breve e incisiva, che, se fosse durata il doppio, sarebbe stata a conti fatti decisamente peggiore, perdendo in intensità. E di parecchio. VOTO 8, labor limae.

4) Sly Raccoon

Nonostante un anno videoludicamente intenso, sono riuscito a recuperare pure un po' di backlog: certa roba (Bullet Witch) avrei fatto meglio a lasciarla dove stava, altra (Naruto: Rise of a Ninja) si è rivelata carina ma non imprescindibile e altra ancora, invece, è proprio figa. Sly Raccoon rientra in questa terza categoria e sinceramente mi stupisco di non averci giocato prima, siccome ai tempi di PlayStation 2 divoravo platform o pseudo-tali come Jak and Daxter e Ratchet & Clank. Meglio tardi che mai, anche perché il gioco è invecchiato bene, a mio avviso. Presto vi proporrò una recensione retro, che siete liberi di ignorare. VOTO 8.5, evergreen.

3) Shadow of the Damned

Il piatto forte del mio backlog del 2013: un TPS sbilenco e un po' zoppo, ma carismatico, divertente e tutto da ridere. Avrei voluto scrivere un intervento sul blog dedicato esclusivamente a questo gioco, ma poi ci sono state delle questioni personali che mi hanno distolto dal proposito. Ora lo inserisco sul mio podio personale, ringraziando l'italianissimo Massimo Guarini per il giro di giostra infernale che mi ha regalato; peccato che critica e pubblico non lo abbiano apprezzato come avrebbe meritato. Con un arditismo (ma neanche tanto) definirei Shadow of the Damned come il lato un po' scemo di Resident Evil 4; no, non quella “cosa” del 5, proprio il quarto, che è uno dei miei giochi preferiti nella line-up di GameCube, console a cui sono affezionatissimo. VOTO 8.5, cult game.

2) The Legend of Zelda: A Link Between Worlds

Quando il nostro Scanna nazionale mi ha detto che avrei testato io l'attesissimo A Link Between Worlds sono rimasto un po' sorpreso, siccome in redazione avevamo grandi esperti come Kikorin e Kid A, oltre a Matteo stesso. Forse l'ha fatto per avere una recensione meno “emotiva”, ed in effetti così è stato: libero da legami forti con la saga (con cui ho avuto un approccio “tardivo”, con The Wind Waker; e Twilight Princess non mi è andato giù), ho potuto apprezzare il gioco per quello che è, cioè un gran bell'action-adventure. Più bello che grande, in verità, visto che l'ho consumato in appena tre giorni intensi. VOTO 9, simply Zelda.

1) Fire Emblem: Awakening

Quanto vi ho rotto le palle con questo gioco! Anteprima, speciale, recensione, intervento blog, nuovo intervento blog (questo)... ormai s'era capito che sono fan. Nonostante tutto, però, devo dire che questo capitolo mi ha reso inquieto, perché rischia di innescare delle tendenze che non mi piacciono: in particolare, non ho digerito troppo la superficialità della trama e del lore, alcuni degli aspetti cardine dei migliori Fire Emblem, fra cui Path of Radiance e Radiant Dawn. Insomma, non mi pento delle parole lusinghiere spese qualche mese fa (sarebbe quasi ipocrita, tenendo conto che il timer ha sfiorato nel corso dei mesi le centocinquanta ore!), però mi auguro che il prossimo episodio non sia Awakening 2. VOTO 9, GOTY, after all.