Il mio 2015: la TOP 10 di Guitar Hero

La premiazione più prestigiosa di VGN alla sua terza edizione

Nel 2013 e nel 2014 ho dedicato un intervento blog ai cinque giochi che mi hanno maggiormente rapito durante l'anno. Questa volta ho deciso di esagerare, presentando addirittura una TOP 10 (oltre che una FLOP 10). Il motivo è semplice: ho giocato a troppa roba meritevole! Davvero, mi riesce difficile escludere anche uno solo fra i titoli selezionati.

Solita premessa fondamentale: questa classifica è personalissima, e include solo ciò che ho giocato nel corso del 2015; non sorprendetevi, dunque, se figura un titolo del 1615 oppure se non vedete Metal Gear Solid V o Batman Arkham Knight, perché – molto semplicemente – non li ho nemmeno sfiorati.

10) SteamWorld Dig

La scena indie ha fatto rivivere il genere metroidvania, tanto che nel 2015 ne ho completati ben due; il prossimo sta un po' più in alto nella classifica, mentre SteamWorld Dig sta “solo” qui. Un titolo davvero interessante, soprattutto per la direzione artistica e per l'idea di realizzare un metroidvania in cui è il giocatore a plasmare il mondo, seppur solo “per sottrazione” (cioè scavando). Non lo colloco in una posizione più elevata perché non mi ha lasciato molto: l'ho terminato in un pomeriggio e fine. Ma per meno di € 10 va benissimo così.

9) SteamWorld Heist

In maniera quasi casuale mi sono ritrovato a completare nel giro di meno di sei mesi sia SteamWorld Dig (forse ero l'unico della redazione a non averlo ancora giocato) sia il suo seguito. I due giochi sono diversissimi fra loro, ma sono entrambi validissimi, quindi un posto per entrambi nella TOP 10 è doveroso. SteamWorld Heist è quello che mi è piaciuto di più, anche perché è un'esperienza più longeva, che lascia il tempo al giocatore di ambientarsi prima di raggiungere i titoli di coda (che, più o meno, è quello che mi è successo con SteamWorld Dig). Sono curioso di scoprire quale sarà la prossima trovata di Image & Form.

8) Castlevania: The Dracula X Chronicles

Ho comprato The Dracula X Chronicles molti anni fa, ma l'ho sempre lasciato sullo scaffale, spaventato dall'alto livello di difficoltà di cui avevo letto un po' ovunque. Alla fine ho trovato il coraggio di affrontare Dracula per l'ennesima volta e devo ammettere che è stata davvero durissima. Ma ne è valsa la pena: questo remake di Rondo of Blood ha degli aspetti controversi, ma rimane una valida rilettura del classico di Konami. Classico di Konami incluso nel pacchetto, per giunta (anche se non nella sua versione migliore), sicché ho finito col giocarmi pure quello subito dopo!

7) Rogue Legacy

Rogue Legacy è il gioco che mi ha tenuto compagnia all'inizio della mia carriera lavorativa (beh, dai, non esageriamo: non mi pagano, per cui...). Ricordo che nelle pause pranzo mi fiondavo a casa per passare almeno un'oretta ad esplorare dungeon generati casualmente in compagnia dei miei strampalati eroi, discendenti di una dinastia di ninja nani e cavalieri gay. Certo, l'estetica 16-bit comincia a stancarmi, però riconosco che per piccoli team indipendenti con pochi soldini sia una soluzione che fonde eleganza e convenienza.

6) Ori and the Blind Forest

Da molti anni i metroidvania non sono più il mio pane quotidiano, ma, quando me ne capita uno, lo spolpo volentieri. Soprattutto se è bello come Ori and the Blind Forest, uno degli “indie” (più o meno, dai) che hanno maggiormente catalizzato le attenzioni della stampa nel 2015. So che, nonostante le belle parole che spendo in questa sede, gli ho dato uno dei voti più bassi che si trovano sul web, ma questa è un'altra storia, che riguarda un certo modo di valutare i giochi al giorno d'oggi. Potrei parlarne in futuro nel mio blog. Del voto numerico, invece, ho già detto abbastanza, credo. Compratelo (magari in sconto, ancora meglio) e godetene.

5) The Legend of Zelda: Majora's Mask 3D

Se nel corso dell'anno ti capita di giocare un The Legend of Zelda di quelli giusti e poi ti permetti il lusso di non includerlo in TOP 10, vuol dire che in quell'anno hai messo le mani su troppi fottutissimi capolavori. Non è il mio caso, e quindi inserisco volentieri Majora's Mask 3D, a maggior ragione tenendo conto del fatto che non ho completato l'originale per Nintendo 64. Ora, evitato l'eventuale “scandalo” che sarebbe seguito all'esclusione di Majora's Mask 3D dalla classifica, mi va di gettare un po' di benzina sul fuoco: secondo me sia The Wind Waker sia A Link Between Worlds gli sono superiori. E il suo seguito, Twilight Princess, mi ha fatto schifetto. L'ho detto? L'ho detto.

4) 3D Gunstar Heroes

Non mi vergogno di dire che non avevo mai provato Gunstar Heroes: quando il gioco debuttò (1993) io non andavo ancora alle Elementari, e recuperai un SEGA Mega Drive solo quindici anni dopo. Questa versione per Nintendo 3DS mi ha fatto apprezzare la prima perla di Treasure, grazie anche a tutti gli aiuti attivabili. Sì, ho fatto massiccio uso di tutta quella roba da niubbi. D'altronde, per quest'anno mi è bastato Castlevania: The Dracula X Chronicles. L'unico appunto: avrei preferito giocare su New Nintendo 3DS XL (se non su TV), perché sono un po' ciecato.

3) Yakuza 5

Ho aspettato per troppo tempo questo gioco, talmente tanto che nel 2014 avevo completamente perso le speranze, disinteressandomi al futuro della serie. E invece nell'estate di quell'anno è saltato fuori che Ryu Ga Gotoku 5 sarebbe stato localizzato. Come ho detto in sede di recensione, Yakuza 5 non stravolge la serie, ma rappresenta un must have per ogni fan come me. E ora che è stata annunciata la localizzazione di Yakuza 0 ma solo per PlayStation 4, sto valutando seriamente di comprare la macchina di Sony; l'unica cosa che temo è di essere sopraffatto dal numero di giochi che dovrei procurarmi!

2) Rise of the Tomb Raider

Come avete potuto leggere fino a qua, gli ultimi mesi del 2015 sono stati quelli più densi di soddisfazioni videoludiche. Se non mi fossi concesso come al solito un po' di sano retrogaming, sicuramente avrei eletto come miglior gioco del mio 2015 Rise of the Tomb Raider. Non sono un fan di vecchia data della serie, anzi, non sono riuscito mai a digerire il primo ciclo, quindi i due reboot sono stati per me una boccata di aria fresca, soprattutto l'ultimo del 2013. Rise of the Tomb Raider non ha la carica dirompente del prequel, ma ne rappresenta un'evoluzione coerente.

1) Lumines

Per qualche strano motivo, a un certo punto mi sono reso conto che a Settembre PSP avrebbe spento dieci candeline in Europa, quindi volevo proporre la recensione di uno dei giochi del suo debutto. Lumines ha vinto il ballottaggio con Metal Gear Ac!d (ho perso la pazienza dopo dieci minuti netti), quindi ho estratto il magico UMD dalla custodia e l'ho inserito nella console dopo tanti anni per “riprendere la mano”. Non l'avessi mai fatto! Anche questa volta sono stato catturato (per troppe ore!) dal vortice di suoni, colori e tetramini scaturito dalla mente di Tetsuya Mizuguchi. Un vero classico.