Il tuo turno è finito

Riflessioni di un nostalgico?

Salve a tutti, lettori di VGNetwork che non sono in spiaggia. Avrei voluto aggiornare il mio blog più spesso, almeno una volta al mese, ma, purtroppo, la vita è fatta di tante cose, buona parte delle quali è meno piacevole e più difficile dei videogiochi (sempre che non si parli di Ghosts 'n Goblins, ovviamente). Quindi eccoci qua, con un argomento che mi sta particolarmente a cuore, ma su cui forse una buona parte dell'utenza non è d'accordo. Chissà, magari potete insultarmi nell'apposito spazio per i commenti (/insulti).

Come avete avuto modo di vedere e di leggere su queste pagine virtuali, all'E3 che si è da poco concluso è riaffiorato Final Fantasy Versus XIII. Gioco di cui mi è sempre importato pochissimo, sia chiaro. Perché parlarne allora? Beh, perché adesso è Final Fantasy XV, va da sé. Quella che a molti pare una questione di forma piuttosto che di sostanza, cela in maniera nemmeno troppo velata un'altra questione, di sostanza piuttosto che di forma. Final Fantasy è un brand immenso, un nome di cui possono “fregiarsi” decine di videogiochi di generi assortiti e di qualità oscillante dall'eccellente all'indecente. Ma quando si parla dei capitoli numerati, dei cosiddetti main, bisogna sempre stare attenti. Ora (si fa per dire. 2014, 2015, duemilamai) ci ritroviamo un action-JRPG, per la prima volta e probabilmente non per l'ultima. Quello che voglio dire è che Final Fantasy XV è il coronamento di un percorso iniziato più di dieci anni fa, un percorso, intrapreso da team diversi, che aveva come meta un battle system sempre più veloce, sempre meno “noioso”.

E che c'è di male, vecchio babbione? Più dinamico, più fico, no? A parte il fatto che non ho particolare fiducia nelle capacità di Square Enix di confezionare un battle system di quel tipo, il punto nodale è un altro. Con Final Fantasy XV muoiono le speranze di vedere un JRPG classico turn-based sviluppato con un budget almeno discreto. Gli appassionati avranno sicuramente notato come la generazione che sta volgendo al termine (finalmente?!) ha segnato la morte di numerosissime serie di un certo rilievo: Wild Arms, Breath of Fire, SaGa, Grandia, Xenosaga (Xenoblade non è Xenosaga IV) e via così. Molte di quelle sopravvissute, invece, hanno sperimentato la diaspora su handheld e si sono accontentate di capitoli low budget o di porting o remake: Suikoden, Persona, Shin Megami Tensei (abbiamo appena visto come Shin Megami Tensei IV abbia dei valori di produzione più bassi del suo predecessore)... la lista è lunga. Morale della favola? I turn-based sono quasi scomparsi su home console, come, d'altro canto, i tattici.

Non vi piacerebbe un'esperienza di questo tipo con le risorse della nuova generazione? A me sì...

Quale futuro ci aspetta? In sostanza, non si potrà fare altro che puntare sui low budget, che non sono il male (e più volte li abbiamo apprezzati), ma che, per forza di cose, offrono una minor cura che può incidere sulla struttura di gioco, e basta un'occhiata ai vari Hyperdimension Neptunia, Mugen Souls e affini per accorgersene. Bisognerà accontentarsi di qualche esperimento, di un Ni no Kuni, che offra un'esperienza ibrida calata in una struttura classica. Forse sarebbe stato un anacronismo, non lo so, ma a me non sarebbe dispiaciuto un bel Final Fantasy XV a turni. Square Enix ha già un'altra grande serie action, che è Kingdom Hearts, forse non era così necessario convertire Final Fantasy. Il fatto che Kingdom Hearts mi faccia ribrezzo è un'altra storia, che potrei affrontare in un prossimo intervento, chissà...