Non solo videogames : Il pagellone dell'Italia alla Confederations Cup 2013

Analisi di un'eliminazione cocente
Non so voi, ma ci sono rimasto male. Nevertheless, da ex-giornalista sportivo mi sono sentito in dovere di dare i voti agli azzurri, personalissimi e chiaramente opinabili da tutti voi.
Bando alle ciance, via:
Buffon 6: Tra un paio di buone prestazioni inserisce la serata nera col Brasile e l'assenza ai calci di rigore finali. Il rivale ispanico non fa miglior figura, per quello che vale. É però decisivo in altre occasioni. Gigi c'è ancora.
Barzagli 4,5: Non è così immediato alla sua età essere in forma anche a fine giugno in Brasile per una competizione di secondo piano e si vede. Macchinoso ma soprattutto incline a errori come non si vedeva da anni. 
Bonucci 5,5: Inizia male, venendo anche sostituito, ma gioca due buone partite contro Brasile e Spagna. Qualcuno gli getterà la croce addosso per il rigore decisivo mancato, ma dopo sei centri consecutivi qualcuno doveva prima o poi sbagliare. 
Chiellini 7: Il migliore lì dietro. Ruvido ed efficace, sbroglia matasse di qua e di là, aggiungendoci pure un gol contro il Brasile. 
De Sciglio 6: Il futuro è con lui, certo. Il presente anche, ma forse sente l'impatto dei match importanti, commettendo qualche ingenuità e perdendo poi il posto da titolare. 
Abate 5,5: Abulico, anche se non negativo. Sacrificato sull'altare del cambio di modulo senza averne troppe colpe.
Maggio 6,5: Chiude con una prestazione monstre con la Spagna – dove gli è mancato solo il gol – una Confederations Cup che lo aveva visto più controproducente che altro nelle prime uscite. I miracoli del 3-4-2-1 hanno su di lui un effetto clamoroso.
Pirlo 6,5: Da lui ci si attende sempre la giocata decisiva e la gestione perfetta di ritmo e palloni in uscita dalla difesa. La prima spesso arriva, la seconda, vuoi per le condizioni fisiche deficitarie, molto più raramente. Mezzo punto in più per la partita sul dolore giocata contro gl iberici.
De Rossi 7: Uno dei più continui e un'assenza pesantissima contro i verdeoro. Nel match di commiato dell'Italia alla manifestazione avrebbe potuto giocare anche da centravanti e in porta e avrebbe reso lo stesso.
Marchisio 6: In crescita, dopo un inizio stentato. Il 6 è sulla fiducia, per un giocatore che dopo gli ottavi di Champions League ha perso condizione e convinzione nei suoi mezzi. C'è tempo per ritrovarsi per la nuova stagione (in bianconero?) e per i Mondiali.
Aquilani 5: Non è né carne né pesce. Entra e non te ne accorgi. Contro il Giappone viene sacrificato dopo mezz'ora e la squadra ne giova. Buon cambio, ma per una nazionale come l'Italia forse serve altro.
Montolivo 5: Vale bene o male il discorso fatto per Aquilani, ma qui stiamo parlando di un giocatore che è reduce dalla sua miglior stagione in carriera, oltretutto in un team importante come il Milan. Personalmente, la grande speranza e la successiva grande delusione della manifestazione.
Candreva 7: L'unica partita che gioca veramente la gioca da protagonista. Forse poteva vedere più minuti al posto degli spenti Marchisio, Aquilani e Montolivo.
Giaccherini 7: Probabilmente il migliore – a sorpresa – della truppa azzurra. Finalmente utilizzato da Prandelli nel suo vero ruolo, in appoggio alle punte spostato sulla fascia sinistra, gioca alcune delle sue migliori partite in carriera. Al ben noto dinamismo si aggiunge capacità di saltare l'uomo e acume tattico nello scodellare palloni in mezzo all'area di rigore. Segna un gran gol col Brasile e avrebbe persino portato l'Italia in finale non fosse stato per il palo.
Balotelli 6: Segna e convince all'esordio, dopo marca visita con Giappone e Brasile, pur cacciandoci dentro uno splendido assist di tacco per Giaccherini. Salta la partita decisiva per infortunio, deve essere più presente nella manovra. 
Cerci s.v.: Comparsata insipida. 
Diamanti 5,5: Non è in grande forma, ha una splendida occasione giocando da titolare il match con il Brasile ma delude. 
Giovinco 6: Realizza un gol importante con il Giappone, per il resto fa poco altro. Freddo sul rigore nell'amara lotteria della semifinale. Gli si chiede però di fare reparto da solo in attacco, cosa che ovviamente non è in grado di fare.
Gilardino 6: Si fa trovare pronto, non una cosa ovvia alla sua età e con la sua relativa mobilità, contro le Furie Rosse. Gli manca il gol e quel guizzo in più davanti, ma come cambio è ottimo.
Prandelli 6,5: Parte confuso, cambiando idee in corsa durante le sfide del girone, con risultati alterni. Disegna un capolavoro tattico in semifinale, ma bastava guardare nel giardino di Antonio Conte per capire come vanno fatti giocare i titolari del blocco Juventus. L'Italia nell'occasione più difficile ed importante mostra gli artigli e dimostra forse di essere la seconda nazionale più forte in questo momento, a meno di exploit del Brasile nella finale. Avanti così, che l'appuntamento importante è tra 12 mesi, sempre in terra carioca. 
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