Pensieri & strategie di una stagione estiva bollente

AKA Chi ha vinto sto c***o di E3?

Ormai si sono posate le polveri del post E3 e mi ritrovo con qualche minuto libero in ufficio a pensare a cosa ci aspetta e a cosa è successo in quello che verrà ricordato per decenni come uno dei migliori Electronic Entertainment Expo di sempre, senza dubbio. Non rimarrà certo negli annali la triste debacle di Nintendo, una società che nel giro di 10 anni è passata dall’essere il mio Re Sole, il mio riferimento unico in campo di videogiochi a una macchietta sulla quale faccio scherzi al bar con gli amici, alla stregua dei carabinieri e dell’inglese di Renzi.

(Il tutto nell'estremo rispetto per la dipartita di Iwata, sulla quale trovate il mio pensiero qui, ndr)

Si è vista tanta bella roba quindi, con vecchie conoscenze – Ubisoft e EA – e nuovi nomi in palinsesto (Square Enix mancava da tempo e Bethesda ha tenuto la sua prima, scoppiettante, conferenza) a illuminare la ribalta della next-gen: da qui alla prossima estate di veri motivi per finalmente passare a una Xbox One o a una PlayStation 4 fiammante saranno ben più di quelli conteggiabili sulle dita di una mano.

La parte del leone però l’ha fatta, come nelle attese, la sfida Microsoft vs Sony. Le due società si sono sfidate a colpi di annunci, dando il loro meglio, come forse mai nelle ultime stagioni. A lettori e amici che mi stanno chiedendo in questo ultimo mese chi, secondo me, giocatore multipiattaforma dichiarato, ha “vinto” l’E3 2015, sto rispondendo con la stessa frase:

PlayStation ha vinto l’E3 dei sogni, Xbox ha vinto l’E3 delle realtà”

Ve la spiego: è innegabile infatti come Sony abbia mostrato una serie di titoli KILLER e senza precedenti, soprattutto per aver riportato in vita tutte quelle leggende ormai assurte allo stato di meme che affollavano i sogni bagnati dei nerdoni di NeoGAF e dintorni. The Last Guardian, Final Fantasy VII e Shenmue III resta un trittico di annunci pazzesco, in grado di toccare le corde degli appassionati. Se a ciò poi aggiungiamo i magnifici Uncharted 4 e Horizon: Zero Dawn, per Phil Spencer e compagnia bella sembra proprio non esserci stata storia.

Tuttavia, sarebbe sbagliato fermarsi qui nell’analisi, in quanto sicuramente ci sono dei “però”.

Se mi astraggo un attimo dai sentimenti, mi metto il cappello pensante e una lente d’ingrandimento sull’occhio, non posso che non sollevare dei dubbi sul merito di questa esplosione di hype e complimenti nei confronti di PS4. In fondo, The Last Guardian è un gioco che è stata Sony stessa a mettere nell’armadio per anni, dichiarando inoltre di averci mentito nel 2008, presentando un titolo che – a detta loro – hanno ammesso non fosse tecnicamente possibile realizzare all’epoca. Ora ritorna, praticamente invariato, su PS4. Gioia e giubilo certo, perché posso mettere la mano sul fuoco sulla qualità del prodotto finale, ma non esagererei nei complimenti, ecco. Final Fantasy VII Remake è invece la cosa più figa che potessi mai sognare, ma quel “Play First on PS4” lascia qualche dubbio sulla vera esclusività del progetto, un po’ come successe un paio di anni fa alla presentazione di FF XV e Kingdom Hearts III, originariamente creduti solo per PlayStation. I fan Xbox hanno qualche speranza allora. Dove le speranze sembrano meno è il caso di Shenmue III, altra mossa ad effetto uscita dall’E3 Sony. Suzuki ci ha commosso davvero ma è la formula del ritorno di Ryo a sollevare qualche sopracciglio. Kickstarter? Sony cosa c’entra? Solo 2 milioni di € (attualmente la campagna ha superato i 4.5) per un titolo open world in un mondo dove abbondano le alternative? Vedremo. Passando poi ai nuovi magnifici progetti di Naughty Dog & Guerrilla, si tratta pur sempre di prodotti destinati al 2016.

È qui il punto focale che volevo analizzare: Sony ha mostrato roba fantastica, borderline mistica, ma niente di questo si vedrà prima di 9 mesi, e la maggior parte più probabilmente nel 2017.

Cosa resta di esclusivo ai fan PlayStation nel resto del 2015? Nulla, a parte un promettente indie come No Man’s Sky e qualche progetto di secondo piano come Until Dawn e la Uncharted Collection.

Passando a Spencer e soci, il fulcro di quello che è stato protagonista della conferenza Xbox, dotata di un ottimo ritmo e molto game-focused, verrà rilasciato da qui a Natale. Stiamo parlando degli attesissimi Rise of the Tomb Raider, sul quale ho detto la mia qualche giorno fa, Halo 5: Guardians & Forza Motorsport 6, oltre a Rare Replay e Fable Legends. Niente che ci abbia fatto gridare alla sorpresa, all’insperato, al miracolo, ma una solidissima line-up che i capi del brand fanno bene a definire “la migliore della storia di Xbox”. Per il 2016 solamente Gears 4 e Sea of Thieves, non certo la gragnuola di colpi ad effetto dei rivali nipponici.

È evidente da questo capire come non si possa veramente trovare un vincitore tra i due “litiganti”, almeno seguendo gli stessi identici canoni.

È impossibile altrettanto giudicare il prossimo futuro di Microsoft senza aver atteso la conferenza della GamesCom 2015. Crackdown, Scalebound e Quantum Break sono tre prodotti (due nuove IP) potenzialmente fenomenali e in grado di avere un riscontro mediatico simile a quello scatenato quantomeno da Horizon o da Uncharted, non avendo malgrado loro lo status da “santone” del trittico delle leggende metropolitane riportato in vita da Boyes e compagnia cantante. E anche sapendo questo, i birboni di Redmond hanno deciso pubblicamente di avvertire tutti che questo triumvirato non si sarebbe presentato a Los Angeles, attendendo la kermesse tedesca. Il 2016 di Xbox passa da Colonia, non c’è dubbio.

Il secondo round della sfida infinita non si terrà tuttavia nella città bagnata dal Reno (no, non il fiumiciattolo di Bologna, ndr), del duomo annerito dallo smog e della Kolsch: Sony non sarà infatti presente alla GamesCom. La decisione, presa qualche mese fa, era stata giustificata con l’eccessiva vicinanza dell’evento – previsto per la prima settimana di agosto – all’E3; SCEE ha così scelto di presenziare alla Paris Games Week di Halloween, un inedito per il circus dei videogiochi. Diciamo che la giustificazione, specialmente dopo l’E3, appare un po’ debole e spiegabile in ben altro modo: Sony andrà a Parigi perché a Colonia non aveva niente da mostrare, o quasi, visto che i suoi progetti più importanti ormai sono destinati a un futuro medio-lungo e molto difficilmente avrebbero potuto presenziare a due eventi così ravvicinati. Meglio quindi concentrarsi sulla stagione invernale, levando leggermente concentrazione alle uscite Microsoft di questo autunno, presentando magari qualche altra sorpresa, tra le quali ci attendiamo sicuramente qualcosa dagli autoctoni Quantic Dream.

Senza dimenticare poi il PSX di inizio dicembre: ah ma non erano troppo vicini E3 e GamesCom? E allora le stesse 7 settimane tra Playstation Experience e Parigi Games Week?

È davvero peculiare vedere le diverse strategie in azione, in questa estate rovente non solo dal punto di vista delle temperature per gli appassionati di videogiochi come noi. Per esempio, Xbox fa un errore madornale a non avere altri eventi (quasi assente dal TGS) dedicati nei quali mostrare le novità; parlare due volte all’anno in estate non è proprio il programma più efficace quando i rivali si mostrano in forze per ben 3 occasioni nella sola stagione autunnale.

Staremo a vedere cosa succederà in Europa, quindi, il nuovo campo di battaglia del momento; in tutto questo, personalmente, mi viene da dire una sola cosa: grazie al cielo sotto la mia TV ci sono sia una PS4 che una X1.