Una melanzana decisamente marcia

Tutto accadde un semplice 7 di febbraio...

Corre l'anno 2013. Le macchine non volano ancora, le porte USB per il cervello sono fantascienza, mentre la dura situazione attuale è quella di una crisi globale che coinvolge tutto e tutti, incluso il nostro – sino ad oggi magicamente non intaccato – mondo dei videogames.

Nei panni del vostro Scanna, facendo parte della stampa specializzata, e non magari di una clientela sin troppo volubile o campanilista nei confronti della/e console scelta, sto imparando a digerire senza troppe storie molte scelte economiche delle aziende che tanti anni fa mi sarebbero rimaste decisamente sullo stomaco. Quando – da ragazzino innamorato del suo GameCube – venni scottato dalla discutibile politica dei Capcom Five (cinque esclusive per cubo che poi si rivelarono tre giochi in seguito portati su PlayStation 2, un titolo solo discreto e un altro cancellato, ndr) da parte della casa di Resident Evil. Dopo quel "tradimento", per anni non mi fidai più di quella malvagia azienda giapponese che aveva privato la mia console preferita di quello che gli spettava, per seguire una ancora più apparentemente malvagia bramosia di denaro, la quale ancora faticavo a comprendere.

Sono cresciuto, ne ho viste di tutti i colori e, soprattutto ultimamente, ho dovuto soffrire notevolmente nel vedere brand e studios storici del mio back-ground videoludico (THQ e Atari per citare gli ultimi due in ordine cronologico, ndr), scomparire nel nulla cosmico, risucchiati dalla recessione e dalla globalizzazione.


Una situazione non certo idilliaca

Nel mercato di oggi quindi sopravvivono più o meno a loro agio due categorie ben distinte di software house: le indipendenti e le majors. Le prime oggi ovviamente possono avvantaggiarsi dei benefici del digitale, di iOS, di Internet, per diffondere i propri prodotti e con talento e fortuna fare anche un sacco di soldi, evitando la maggior parte dei costi fissi dovuti al mercato retail. Le seconde al contrario sono aziende multinazionali sempre più globali e globalizzate, in grado di portare nei negozi decine di titoli all'anno, su ogni console, senza colpo ferire, sacrificando tuttavia spesso la creatività per seguire il Dio Denaro. Esempio? Gli ormai annuali Halo, Call of Duty e Assassin's Creed, che per quanto qualitativamente inattaccabili, possono stancare chi ha sete di novità e di meraviglia.

Momenti duri invece passano gli studi di mezza grandezza, incapaci di ridursi a livello indie ma allo stesso tempo non in possesso delle risorse per competere con i pesci grossi; citavamo prima THQ, un perfetto esempio di questa tendenza. In questo coacervo di porting, seguiti e free-to-play, a volte riesco ancora a stupirmi, vedendo alcuni “dinosauri” come JRPG alla Ni No Kuni, survival horror come Zombi U e, fino a ieri, anche platform 2D come Rayman Legends. Giochi appartenenti a generi decisamente in ribasso, dalle caratteristiche decisamente originali e fedeli a una sola piattaforma, anche se non legati da rapporti di esclusività come succede con i prodotti delle second parties (Quantic Dream per Sony, Game Freak per Nintendo, per fare due esempi).

Fino a ieri dicevo, in quanto proprio la major francese Ubisoft ha annunciato questo 7 febbraio che proprio l'ultima avventura della melanzana dagli arti wireless raggiungerà anche altre piattaforme, nominalmente Xbox 360 e PlayStation 3. Per chi segue le faccende Nintendo, ma in generale l'industria negli ultimi anni, ormai avrà fatto il callo ad annunci del genere: un tempo GTA e Final Fantasy erano esclusive Sony, Mass Effect si poteva giocare solo su Xbox 360 mentre – roba degli ultimi giorni – l'ultimo Resident Evil, Revelations, non sarà più prerogativa unica degli utenti Nintendo 3DS. Niente di nuovo sul fronte occidentale quindi, direte voi. Oltretutto, solo l'altro ieri abbiamo imparato come persino la versione aggiornata di Ninja Gaiden III, Razor's Edge, vedrà la luce anche sulle altre console HD nel giro di qualche mese.


Una storia ben diversa

E invece no, questa volta Ubisoft l'ha fatta abbastanza grossa.Ripercorriamo dapprima le fasi della vita di Rayman Legends, uno dei primissimi titoli terze parti annunciato (addirittura ci fu un leak nel pre-E3 scorso, contenente il primo trailer) per il futuro nascituro Wii U. Graficamente magnifico, ancor più del già magistale Origins, l'ultima incarnazione dell'omino creato da Michel Ancel sembrava – assieme a Zombi U e Scribblenauts Unlimited – l'unica vera ragione per acquistare la console dal paddone non essendo fan sfegatati della Grande N. Già alla Gamescom di Colonia il titolo appariva in ottima forma, pronto per il lancio, fissato con l'uscita di Wii U il 30 Novembre. Poco più di un mese prima di quella data però, dagli uffici di Ubisoft arrivò la prima notifica di un ritardo: Rayman Legends avrebbe così perso la sua prevista release nel 2012. Siccome però la seguente data fu fissata al 26 Febbraio 2013 e visto che anche una succulenta demo venne rilasciata nell'eShop a Dicembre, sembrò a tutti che il ritardo avesse già motivi unicamente economici. Il software era praticamente terminato, ma la concomitante uscita di New Super Mario Bros. U poteva rivelarsi un problema: data l'estrema similarità ma differente appeal dei due titoli, il rivale poteva aver fatto propendere la casa di Assassin's Creed per un rinvio strategico, solo di qualche mese, per evitare la tempesta. Poco male.Ieri però, la doccia fredda. Rayman Legends, a sole tre settimane dall'arrivo nei negozi, non solo viene annunciato anche per le “concorrenti” Xbox 360 e PlayStation 3, ma viene anche rimandato a settembre per “permettere l'uscita contemporanea di tutte le versioni”. Roba da non credere.Un titolo già rimandato per motivi prettamente economici, riceve un secondo rinvio per motivi ancora più chiaramente economici. In un'industria dove le esclusive ormai sono da prendere con le molle e che rimangono ancorate in pratica solo a quelle che le produttrici di hardware riescono a prodursi in casa, la notizia del porting non mi stupisce per niente. In fondo Wii U non sta sbancando i botteghini e persino il primo Rayman HD (Origins) è riuscito a malapena a salvarsi dagli “squali” sbarcando su tutte le piattaforme disponibili, persino portatili. Capisco perciò la perdita dell'esclusiva – evidentemente non c'era nessun tipo di contratto con Nintendo – ma ciò che trovo inaccettabile e persino oscurantista, è rimandare un titolo già ultimato di 7 (!) mesi, per venire incontro a un delirante piano marketing!Delirante per due ragioni: in primis, la molto probabile buona riuscita del gioco su Wii U avrebbe creato un passaparola notevole e avrebbe convinto della sua bontà anche gli utenti delle altre console, in vista dell'uscita sulle suddette; in secondo luogo, un rinvio a Settembre significa che Rayman Legends dovrà vedersela con GTA V e forse anche le nuove console Microsoft e Sony, rischiando ancora di più di floppare clamorosamente. E questo per cosa? Per una misera possibile perdita dovuta ad una, prevediamo infinitesima, percentuale di persone multipiattaforma-munite che a settembre avrebbero comprato il gioco magari a prezzo ridotto su Wii U piuttosto che elargire i canonici 60€ per le versioni Xbox e PlayStation? Sinceramente non vedo altre ragioni, al di là di questa minima spiegazione.


Un manipolo di gente delusa, incluso il sottoscritto

Senza contare poi che questa decisione sta avendo per ora solo il risultato per Ubisoft di inimicarsi i giocatori Nintendo, appassionati e lunatici per definizione, arrabbiati sia per la perdita di fiducia nella loro azienda e console preferita, ma anche e soprattutto per dover aspettare mesi prima di intraprendere l'avventura di Rayman e compagnia. La cosa buffa è che proprio Wii U in queste ore sta dando una voce al volgo, tramite il social network interno Miiverse, sul quale le reazioni negative alla notizia si stanno moltiplicando. Vi consiglio di dare un'occhiata al video che trovate qui di seguito.IFrameAl di là della decisione impopolare, fatico sinceramente a capire la mentalità di Ubisoft. Sette titoli pronti per la finestra di lancio di Wii U, tra cui l'ottima esclusiva Zombi U e già adesso, con Rayman, confusione totale, cambi d'idea repentini e navigazione a vista solo perché magari l'ultima nata di casa Nintendo, dopo solo due mesi, sta un po' deludendo le aspettative in quanto a vendite. Ricordiamo solo un anno fa la situazione 3DS, simile se non più preoccupante di quella Wii U, in grado di spaventare molti, ma che poi si sta risolvendo – dopo un paio di decisioni drastiche – nel solito dominio portatile di Iwata e soci. I quali certamente, nonostante una risposta first party più che soddisfacente nella Nintendo Direct di qualche settimana fa, non staranno dormendo sonni tranquilli. Iwata-san, siamo pronti alla Direct dedicata alle terze parti...speriamo in qualche buona notizia prima o poi.

Fatto sta che, cara Ubisoft, ieri hai perso un cliente.