L'eredità di Nintendo Wii U

Un viaggio tra gioie e dolori della sfortunata console Nintendo

La console era già sulla via del tramonto da alcuni mesi ma con l’annuncio ufficiale della data d’uscita di Nintendo NX l’azienda giapponese ha definitivamente staccato la spina a Wii U. Certo, all’appello mancano ancora una manciata di titoli, il grosso dei giochi però è ormai stato fatto ed è tempo per noi utenti di tirare le somme di quella che è forse la più fallimentare macchina casalinga che la grande N abbia mai realizzato. 

Quando si parla di Wii U la cosa che salta subito in mente è il suo ingombrante pad dotato di schermo, un concept che a dirla tutta non mi ha mai convinto. Il progetto di Nintendo però era basato sulle migliori delle intenzioni: tentare di rincorrere la scia del riuscitissimo doppio monitor di DS e al tempo stesso contrastare i tablet, nuovi protagonisti dei salotti di tutto il mondo. Purtroppo però non puoi vincere la guerra dei divani con un’arma da passeggio e già nel primo anno di vita le vendite dimostrarono quanto fosse inadeguato il percorso intrapreso. Fu questo l’unico errore? Assolutamente no: ad essere poco efficace risultò anche la campagna marketing, che non riuscì minimamente a far passare il messaggio che quella che veniva venduta nei negozi non era un accessorio per Wii bensì una macchina tutta nuova. E la line-up di lancio? Vogliamo parlarne? Definirla un disastro totale è essere indulgenti: le first party ridotte all’osso e le terze parti vecchie di mesi se non anni. 

Errori, uno dietro l’altro, che non hanno cessato di verificarsi anche negli anni successivi. La prima grandissima colpa di Nintendo del post-lancio è stata innanzitutto quella di non aver coltivato a sufficienza i rapporti proprio con le altre grandi aziende del settore, cosa non assolutamente accaduta con Wii e che ha portato ad inevitabili periodi morti nella scaletta delle uscite. E poi? Beh e poi c’è stata la totale incapacità di sfruttare a dovere il doppio schermo, al punto che persino la casa madre ha gettato la spugna con la maggior parte delle sue proprietà intellettuali storiche. D’altra parte la difficoltà nel programmare giochi per Wii U non è stato di certo un punto a suo favore, anzi. 

Wii U è stato gestito malissimo, questo lo abbiamo capito, veniamo però al sodo della questione: qual’è l’eredità che la console ci ha lasciato dopo 4 anni di onorato servizio? Dal punto di vista dei platform l’offerta è altissima, d’altra parte è di Nintendo che stiamo parlando, per gli altri generi invece il discorso è ben diverso. Di RPG per esempio ne abbiamo visti molto pochi, pensate che non è stato pubblicato nemmeno un Fire Emblem, bisogna però dire che l’offerta include anche un certo Xenoblade Chronicles X che è un vero e proprio capolavoro. Troviamo poi un grande Mario Kart, un ricchissimo Super Smash Bros., l’atteso Pikmin 3 ma sono quasi totalmente mancati gli sportivi in salsa mariesca e tanti altri nomi noti del calibro di Metroid, F-Zero ed Animal Crossing. L’unica nuova IP davvero di rilievo si è dimostrata essere Splatoon, un gioco coloratissimo e che ha saputo portare una ventata d’aria fresca in un genere stagnante come quello degli shooter competitivi. 

Se si parla di PlatinumGames cosa vi viene in mente? A me una grande partnership, l’unica che Nintendo ha saputo coltivare a dovere durante l’era Wii U. Con il famoso team di Hideki Kamiya la casa di Mario ha prodotto tre titoli di sicuro richiamo come lo splendido ed irriverente Bayonetta 2, l’innovativo The Wonderful 101 e il più che buono Star Fox Zero. Non si poteva desiderare di meglio e sono abbastanza sicuro che pure con NX il rapporto continuerà solido come non mai anche perché, è bene ricordarlo, l’unica chance che ha Bayonetta di sopravvivere è proprio su console della grande N. Nonostante la pessima infrastruttura del multiplayer online ed il confusionario shop, c’è un’altra cosa che deve essere assolutamente menzionata: gli sviluppatori indipendenti. Dopo assurde limitazioni nell’era Wii, su Wii U l’azienda ci ha tenuto ad agevolare i piccoli team tanto che abbiamo visto ottime produzioni quali FAST Racing Neo, Showel Knight ed Affordable Space Adventurs i quali hanno rattoppato alla bell’e meglio buchi altrimenti incolmabili.

​Wii U, una console sfortunata che ha pagato lo scotto di essere nata vecchia ma soprattutto d’essere stata mal gestita durante tutto il suo ciclo vitale. Di buoni titoli se ne sono visti, nessuno lo mette in dubbio, ma pochi hanno saputo bucare lo schermo come fecero in passato Mario Galaxy, Metroid Prime o Paper Mario. A questo punto Nintendo NX dovrà fare molto, molto di più: architettura developer-friendly, first party di sicuro impatto e soprattutto buoni rapporti con le grandi aziende del settore per offrire contenuti costanti. Se così non sarà difficilmente il mercato perdonerà all’azienda giapponese un ennesimo buco nell’acqua.