Quale sarà la sorte di Silent Hill?

Il destino della serie horror Konami non è mai stato così incerto

Il mio primo contatto con Silent Hill è avvenuto quando ero ancora piccolo e non vi dico il terrore e la paura che quel gioco mi scatenò all’epoca. Ero talmente tanto spaventato che non riuscii nemmeno ad andare oltre le prime due ambientazioni: spensi la console e lanciai il disco sul divano, non volevo più avere nulla a che fare con quelle creature deformi! 

Fortunatamente però le persone crescono, le paure cambiano e qualche anno dopo, spinto dalle entusiasmanti parole di un amico, installai sul mio PC Silent Hill 2. Ecco che la paura provata da ragazzino si trasformò in amore adolescenziale: il gioco mi mandò totalmente fuori di testa perché trama, personaggi ed ambientazioni erano una delle cose più affascinanti che mi era mai capitato di vedere. Da quel giorno io e Silent Hill siamo andati molto d’accordo tanto che riuscii a giocare il primo, poi continuai con il terzo, l’Origins ed infine, nonostante qualche difficoltà, completai anche il tanto criticato The Room. Avevo fatto, nel giro di qualche anno, una vera e propria incetta di creature terrificanti, misteri e colpi di scena e non vedevo l’ora di scoprire cosa Konami mi avrebbe regalato sulle allora inedite PlayStation 3, Xbox 360 e Wii.

Da povero ingenuo quale ero non sapevo assolutamente che una delle mie serie preferite si sarebbe ben presto trasformata in un vero e proprio incubo, ma non l’incubo che in molti si sarebbero aspettati di poter giocare. Sviluppato da un team inedito, Silent Hill Homecoming non stupì affatto ed anzi fece sollevare più di qualche sopracciglio a causa di una struttura dei livelli per niente brillante ed un comparto tecnico molto scadente. La trama, al contrario, era invece affascinante ed intrigante, il problema principale però era appunto puramente ludico. Il 2010 fu invece l’anno del remake del primo episodio, o per meglio dire del reimaging del primo episodio. Affidato alle abili mani dei Climax Entertainment, il titolo apportò uno stravolgimento totale alla serie proponendo ancora una volta una trama intrigante ma, hainoi, un gameplay limitato e non molto appassionante. Ennesimo buco nell’acqua per Konami che ormai pareva non saper più che pesci pigliare con il suo horror di punta. Un ultimo tentativo di recuperare terreno rispetto alla rivale Resident Evil si è visto nel 2012 con Downpour, un titolo che sulla carta aveva delle potenzialità enormi, con trama, ambientazioni ed enigmi da titolo tripla A, ma che nel concreto aveva alcuni enormi difetti legati al sistema di controllo che si riperquotevano sugli scontri con i nemici. 

Dopo il notevole numero di tentativi andati a vuoto la serie sembrava ormai spacciata, condannata ad una costante mediocrità e non in grado di restare al passo con l’evolvere dei tempi. Quando tutto sembrava perduto ecco però che arriva l’annuncio a sorpresa: durante la conferenza Sony per la GamesCom 2014 viene presentata una misteriosa demo interattiva dalle tinte horror, P.T., subito scaricabile dallo store. Il fenomeno diventa presto virale, anche perché sembra non ci sia un pattern collaudato per portarla a termine: dopo alcuni tentativi degli utenti riescono finalmente a sbloccare il finale ed ecco che arriva uno dei colpi di scena più incredibili del panorama videoludico moderno. P.T. non è altro che una demo per presentare Silent Hills, survival horror-reboot sviluppato da Kojima Production in collaborazione con Guillermo del Toro, noto regista hollywoodiano, ed il cui protagonista sarà il famoso Norman Reedus, volto noto della serie TV The Walking Dead. 

In poco tempo la notizia diventa virale ed i diretti interessati confermano quanto scoperto dai fan: il gioco si farà ed avrà dei valori di produzione ALTISSIMI. Kojima Production però sta lavorando al suo imponente Metal Gear Solid 5: The Phantom Pain e quindi si dovrà attendere ancora un po’ di tempo prima di vedere qualcosa di concreto sul gioco. Giusto, meglio fare le cose per bene piuttosto che incastrarsi in mille progetti contemporanei, peccato che la scorsa settimana sia arrivata l’ennesima bomba che è andata completamente a sconvolgere l’incoraggiante situazione creatasi in estate. Kojima e tutto il suo team non saranno più affiliati a Konami e quando verrà terminato il tanto atteso Metal Gear Solid V: The Phantom Pain, lasceranno definitivamente la compagnia. Dopo qualche comunicato ed operazione da parte della casa madre non si è saputo più nulla dell’accaduto e ad oggi le sorti di Silent Hills sono completamente avvolte nel mistero. Guillermo del Toro, da parte sua, ha ancora un contratto di collaborazione con Konami ma Kojima Production invece come si muoverà? Verrà stipulato un ennesimo accordo per portare a termine il reboot oppure verrà affiancato al regista un team creato ex novo per l’occasione? I dubbi sono davvero tanti e le informazioni latitano come non mai. Personalmente mi sento di essere pessimista al riguardo: quello di cui la serie ha bisogno è di essere presa in mano da un team esperto e dalla grande abilità, in grado non solo di raccontare una storia in maniera avvincente ma anche di regalare un gameplay all’avanguardia e piacevole. Kojima Production ha più volte dimostrato di poter essere questa figura e mi dispiacerebbe enormemente se Konami sprecasse la possibilità di far resuscitare una delle più ambiziose ed affascinanti serie horror mai create.