Quando la macchina dei sogni giunse nella terra del sogno americano aveva una line up da sogno: Sonic Adventure, Virtua Fighter 3tb, House of the Dead 2 e Sega Rally 2 da parte di Sega, PowerStone da Capcom, Ready 2 Rumble da Midway, Soul Calibur da Namco.
Era il 9 Settembre 1999. 9/09/99.
Sega vedeva in questa data un non sò che di magico, il momento migliore per lanciare l'
hardware che avrebbe messo una pietra sopra al fallimento (commerciale) del Saturn e che avrebbe legato indissolubilmente la
Sega arcade e la
Sega casalinga. "
La coraggiosa, fiera vita del Dreamcast" così scrive
Gamasutra, che ha dedicato un lungo articolo a questa ricorrenza, "
fu colma di imprevisti, dubbie decisioni, e, infine, una scioccante e violenta fine"
Sega attorno al progetto Dreamcast non si può certo dire abbia fatto economia: convinta di un futuro ritorno economico, la casa di
Sonic promosse e incentivò la crescita hardware e software della console. Ciò da un lato promosse tutta una serie di capolavori (a cominciare dal "
costosissimo"
Shenmue), dall'altro portò
Sega a meditare circa il proprio futuro. La discussa decisione, annunciata nel
2000, di reinventarsi compagnia "
third party" dall'oggi al domani, provocò notevoli scossoni all'industria, ma portò il sorriso sulle labbra a
Bill Gates e compagni.
Al lancio, però, la situazione era sensibilmente differente: "
C'era un clima negativo quando il Saturn uscì dai giochi" commenta
Peter Moore, allora
Presidente di Sega of America (il quale stamane dalle pagine del suo
blog ha voluto commemorare con "
nostalgia" la console che "
cambiò la faccia dell'intrattenimento interattivo per sempre") "
Ma vi era un'amore incredibile" continua Moore
"per ciò che rappresentava il brand Sega, la sua attitudine irriverente". I numeri diedero ragione a questa visione: nei soli
Stati Uniti furono preordinate circa
300 mila unità, per un totale di vendite di
mezzo milione di console in due settimane (nelle sole prime ventiquattro ore furono venduti
225 mila Dreamcast, per un incasso di
98 milioni di dollari). "
Avevamo fatto di ciò un mostroso entertainment e un fenomeno culturale" ammette un esaltato
Moore "
che andava ben oltre i giocatori. La gente era al corrente del Dreamcast e anche se non avevano alcuna intenzione di acquistarlo, sapeva che sarebbe arrivato il 9-9-99"
Il lancio del Dreamcast fu un "enorme successo". Una situazione anacronistica, che nemmeno Sega si attendeva: l'unico vanto commerciale di una storia sempre votata al ribasso, in costante caduta libera. "9/9/99 è una data che rimarrà nella storia, non per la sua mnemonica ripetizione, ma perchè rappresenta l'inizio del trend di orchestrare in maniera certosina l'hype"
E' il
Dreamcast ad aver settato buona parte delle nuove abitudini dell'industria ci fa capire
IGN, che ha anch'esso dedicato alla defunta piattaforma uno speciale. "
Il Dreamcast fu l'estremo tentativo da parte di uno dei massimi giganti dell'industria; la compagnia che arrivò dal nulla e minacciò il monopolio di Nintendo" nel settore domestico.
"Anche dopo una decade" chiosa Travis Fahs di IGN "poche console sono in grado di suscitare emozioni nei fans tanto quanto la piccola bianca meraviglia di Sega"
Seppur non direttamente interessati da questa ricorrenza (in Europa la console uscì il 14 Ottobre), siamo ben consci dell'importanza di questo lancio, ma sopratutto di questa console. "L'uscita del Dreamcast è stata sicuramente" dice Edriano Cordara, Direttore di Vgnetwork, "una tra le più importanti per il mondo dei videogiochi, proprio perché, come il nome suggerisce, era carica di tanti sogni speranzosi di fortuna".
Dreamcast era un nome importante, accattivante, "un epiteto di grande impatto" ammette Nicolò Pellegatta, Caposezione Retrogame, "che può suonare altisonante o addirittura irreale, ma al termine della sua carriera si può dire che mai nome per un prodotto tecnologico fu più azzeccato" Quella scatoletta composta da "artefatti tecnici e meccanici" possedeva in sè "un particolare feeling, una mistica forza astratta".
Per Simone Azzini, vicecaposezione news, la console Sega fu la chiara "dimostrazione di come la potenza sia nulla senza controllo". Il modem 56k integrato e "la capacità d'immagazzinare molti più dati sul supporto fisico", aprivano nuove frontiere tecnologiche, garantendo nuovi traguardi ludici. Dovette purtroppo incappare in molti problemi: la "posizione dominante" di Playstation, il declino dell'industria arcade, "il marketing sbagliato", le incomprensioni a livello societario,...
Quel che è certo è che il 128 bit Sega fu "l'ultimo baluardo di una software house che ho sempre apprezzato qual è Sega", dichiara Massimiliano di Marco, Caposezione news, che ripensa immediatamente ai bei momenti passati in sua compagnia: "Shenmue è un'opera d'arte e mi spiace che errori a livello manageriale non abbiamo potuto far proseguire la storia".
Nostalgico lo è anche
Vincenzo Petrassi, in forza nelle sezioni
Playstation 2 e
Retrogame; per lui il Dreamcast fu "
una console incredibile su cui ho visto girare titoli di egregia fattura, dall'atipico e ambizioso Shenmue e colossale seguito, a differenti JRPG come Grandia 2 e arcade di altissimo livello. Peccato per la sua brutta fine, farebbe furore ancora oggi"
Già la sua fine. "La stella si è spenta prematuramente" ricorda Cordara "Brutto giorno per tutti fu quello... davvero un triste e malinconico giorno..."
Ma in tutti c'è speranza, perchè "
la macchina dei sogni" vive nei cuori dei giocatori, vive con i
remake, con i titoli scaricabili via
PSN e
Live Arcade, che "
riprongono con miglioramenti grafici i classici del Dreamcast, da Rez ad Ikaruga". In tutti c'è speranza, corroborata dal fatto che "
i sogni non sono svaniti ma sono ancora in circolazione". Come l'ultimo, emozionante, prodotto per la console:
Rush Rush Rally Racing, racing game amatoriale di Redspotgames, in arrivo a breve al costo di 22 $. Certo, assomiglia a Metropolis Street Racer, ma "non aspettatevi Metropolis Street Racer" ironizza Kotaku. Il Dreamcast vive ancora. Nessuno se ne è dimenticato e tutti gli vogliono bene.
"Pertanto, buon compleanno Dreamcast e grazie per i sogni che continuamente ci fai vivere."