Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo

Hideaki Anno riscrive la storia dei ragazzi col destino già scritto
Scritto da @ DjPrallail 18 settembre 2013
Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo Recensione

In tutto il suo complesso districarsi, Neon Genesis Evangelion è un’opera che ormai si porta appresso quasi vent’anni di grandi successi (e ovviamente alcuni bassi), attraverso svariate generazioni di spettatori che hanno saputo, o per meglio dire voluto, portar avanti questo mondo andando ad esplorare con le lenti d’ingrandimento nei meandri di tutti i frame, con lo scopo di scoprire ogni minima sfaccettatura che Anno e compagni hanno inserito. L’operazione Rebuild of Evangelion che ha avuto inizio il primo settembre del 2007, con l’arrivo nelle sale cinematografiche giapponesi di Evangelion 1.0, come già detto in altra sede, non può essere vista come un mero atto di marketing volto allo spremere il più possibile il brand, bensì bisogna riconoscevi un’incredibile voglia da parte delle menti alle spalle dell’opera originale, di voler riprendere tutto quanto il creato e portarlo avanti in una nuova dimensione. Per fortuna crogiolarsi nel successo riproponendo lo stesso materiale allo sfinimento, è un’idea che non è passata vicina alle menti in studio Khara. Grazie all’immancabile tempismo di Dynit che si è occupata di coordinare l’adattamento il lingua italiana e a Nexo Digital che ha spalancato le porte dei cinema italiani all’animazione giapponese, abbiamo avuto modo di gustare in anteprima Evangelion 3.0.


Un mondo che cambia stando fermo 

Dopo i piccoli indizi inseriti in 1.0 e le imponenti rivisitazioni alla trama fatte in Evangelion 2.0, è palese che non siamo di fronte ad un remake della serie originale sotto forma di tetralogia cinematografica, ma ad un’opera completamente nuova che va ad estendere quanto già mostrato da Gainax in tv e al cinema a fine anni ’90. Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo rompe ogni indugio e porta il brand oltre a quanto fatto in precedenza, in una direzione sino ad ora rimasta inesplorata e del tutto inattesi da parte dei fan. Il perno su cui si muovono tutti gli avvenimenti resta sempre e comunque Shinji Ikari, che dal canto suo si conferma essere il personaggio psicologicamente instabile e facilmente manovrabile che abbiamo imparato a conoscere negli anni. Quel che si modifica, invece, è tutto ciò che gli sta attorno, come improvvisamente il protagonista fosse caduto in una dimensione parallela, dove ritrova gli stessi luoghi e le stesse persone con cui ha vissuto nei precedenti archi narrativi fossero uguali dal punto di vista estetico, ma completamente diversi da quello emotivo. Quel che vuole trasmettere la pellicola sin dai primi minuti è la sensazione di estraniazione che prova Shinji (e di contrappasso lo spettatore) di fronte ad un mondo che lo rigetta, lo tratta come un oggetto inutile; l’esatto contrario di quanto successo negli episodi precedenti dove veniva seguito in ogni suo passo e assistito in ogni sua debolezza, in quanto era l’unico possibile salvatore della Terra. Quella stessa Terra che doveva difendere ora gli è contro per via delle sue decisioni personali che hanno portato a risvolti tragici per l’umanità. La psicologia del pilota dello 01 in questo capitolo finalmente viene approfondita e stuzzicata a dovere, portandolo sempre di più sull’orlo della pazzia e alla depressione. Dopo il rude impatto iniziale, la componente narrativa viene pian piano sviscerata nella parte centrale del film attraverso lunghe scene di dialogo e avvicinamento, accompagnate per lo più da suonate di piano, tra Shinji e l’emblematico Kaworu. Quest’ultimo, come suo solito, ricopre il ruolo di pietra di salvezza per gli spettatori in cerca di risposte, ma allo stesso tempo porterà con se un carico di frasi non complete che alimenteranno ancora di più le domande. In generale il tono dell’opera è estremamente criptico, sia dal punto di vista della scrittura con tante battute rivelatorie che si interrompono sul più bello e altrettante che di prestano a molteplici interpretazioni, che da quello artistico vista l’incredibile mole di dettagli inseriti in ogni anfratto.


Tradizione e innovazione 

Dal punto di vista tecnologico ancora una volta Khara va a settare il nuovo standard per quel che concerne la mescolanza tra animazione tradizionale e computer grafica. I primi venti minuti sono per lo più uno sfoggio di mezzi da parte dello studio, che va a dimostrare che i tre interminabili anni che hanno separano questo film dal precedente sono stati ben spesi nell’affinamento delle tecniche. Purtroppo però, nei progetti supervisionati da Anno c’è una costante tendenza a chiudere in ritardo, e anche qui si può notare come alcune scene siano rimaste in uno stadio tra il concettuale e l’onirico, andando in parte a cozzare con l’imponenza grafica del film. Approfittando del vento di cambiamento che ha investito il progetto e dell’inserimento di svariati nuovi personaggi secondari, anche il disegno sempre affidato a Sadamoto subisce parecchi ritocchi che lo portano in linea con le produzioni più recenti del mangaka, riportando quindi i tratti somatici che ricordano facilmente Summer Wars o l’imminente Wolf Children. Anche le musiche hanno subito un netto cambio di toni, andando a ripescare brani appartenenti al repertorio di Nadia – Il Segreto della pietra azzurra (sempre musicato da Shiro Sagisu), ma in maniera più velata e amalgamata rispetto a quanto fatto con le musiche di Le Situazioni di Lui & Lei riproposte quasi intoccate in Evangelion 2.0. Ad ogni modo stiamo parlando di brani di grande effetto eseguiti da un’orchestra coadiuvata da cori, che posti nei momenti giusti sanno far salire la pelle d’oca. Per quel che riguarda il doppiaggio italiano è da segnalare un’ottima Rachele Paolelli nel ruolo di Misato Katsuragi, che prende il posto della storica Stella Musy, oltre all’eccellente interpretazione di Ilaria Latini in Asuka e di Daniele Raffaeli in Shinji; resta ancora sottotono l’interpretazione di Mari ad opera di Monica Ward.

COMMENTO
@ DjPralla

Evangelion 3.0 è un’opera che non lascia spazio a qual si voglia vena umoristica o simpatici siparietti di fan service, ma piuttosto parla di morte ed estizione di massa addossandone tutta la colpa su di un uovo, un ragazzo; prende lo spettatore e gli strappa di prepotenza il mondo che tutti hanno amato fino a quel momento, per dargliene uno decisamente più dark e malinconico. La storia è ormai posta su dei binari che si allontanano sempre di più dall’opera originale verso lande inesplorate che solo la mente di Anno può visualizzare. Questo terzo capitolo di preludio alla fine potrà far storcere il naso ai più nostalgici e agli integralisti, ma guardato con occhio critico riserva grandi emozioni date dalla capacità dello studio di rappresentare a schermo le loro idee, e allo stesso tempo riesce ad ammaliare con un nuovo intrigante setting storico. Non ci resta che lasciare tutto il tempo necessario ad Anno e a Studio Khara per confezionare l’ultimo tassello di questo enorme puzzle.

DISEGNO:9Ancora una volta Sadamoto sa adattarsi e riesce ad esprimere al meglio le novità
SONORO:9I nuovi temi orchestrali lasciano a bocca aperta e tengono alta la tensione per buona parte del film
ANIMAZIONE:10La tradizione si fonde ad una computer grafica che riesce a muovere una mole incredibile di dettagli a schermo. Ancora una volta vengono settati nuovi standard
TRAMA:8,5Il nuovo storia intriga e convince ma non del tutto. Mancano ancora tantissime risposte alle domande e le frasi lasciate a metà non aiutano a risolvere
VOTO FINALE9
PRO:- Tante novità di spessore
- Il design dei personaggi è stato attualizzato
- Grandi musiche che si adattano al nuovo mood
- Ottimo doppiaggio
CONTRO:- Alcune parti sono state fatte frettolosamente
- Il primo trailer mostrato non rappresenta in nessuno modo il film
Neon Genesis EvangelionLa serie da cui tutto ha avuto inizio
Evangelion: 1.0 You Are (Not) AloneLa base di partenza di Rebuild of Evangelion
SCHEDAANIME
Cover Evangelion 3.0 You Can (Not) Redo

Evangelion 3.0 You Can (Not) Redo

  • Anno: 2012
  • Genere: Shonen, Psicologico, Mecha
  • Autore: Hideaki Anno
  • Regia: Hideaki Anno
  • Musiche: Shiro Sagisu
  • Studi coinvolti: Studio Khara
  • Tipologia: Film Cinematografico
  • Disponibilità: 25 settembre al cinema
  • Durata: 105 Min
Scheda completa...
Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo2013-09-18 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-anime/evangelion-30-you-can-not-redo/Hideaki Anno riscrive la storia dei ragazzi col destino già scritto1020525VGNetwork.it