Il Giardino delle Parole

Quando la pioggia può cambiare la vita
Scritto da @ DjPrallail 20 maggio 2014
Il Giardino delle Parole Recensione

Per quanto riguarda il risvolto cinematografico a livello mondiale dell’animazione giapponese, negli ultimi anni c’è stato parecchio fermento. Probabilmente, la chiave di volta è da ricercare nell’annuncio da parte di una colonna portante come Hayao Miyazaki di abbandonare definitivamente il ruolo di direttore di Studio Ghibli e allo stesso tempo di allontanarsi dalla stesura di opere d’animazione (chiudendo la sua carriera con Si alza il vento che arriverà nelle sale italiane a metà di settembre). È quindi scattata la corsa tra i registi più in vista del sol levante all'occupazione di quel posto lasciato immensamente vuoto. Tra i pretendenti c’è ovviamente Hideaki Anno, da sempre vicino a Studio Ghibli, che ha dimostrato con la nuova quadrilogia di Evangelion (specialmente con il recente terzo capitolo) di saper creare da zero e portare al vertice un team, sfruttando al meglio le nuove tecnologie. Restando in zona, c’è anche l’eccentrico Akiyuki Shinbo che, dopo aver preso piede tra gli appassionati con il fenomenale Bakemonogatari, si è buttato a capofitto sul progetto Madoka Magica, portando i livelli produttivi al top con il terzo film, La Storia della Ribellione (che arriverà nei cinema italiani il 2 luglio). C’è spazio anche per chi dallo Studio Ghibli è passato in modo marginale, ossia Mamoru Hosoda, che con il recente Wolf Children ha dimostrato di saper raccontare storie ricche di sottotrame e adatte ad un pubblico trasversale, senza compromessi, proprio come Hayao ha sempre fatto. Per ultimo c’è colui che sin dalla sua prima opera è sempre stato soprannominato “il nuovo Miyazaki”, ovvero Makoto Shinkai (il più giovane tra i contendenti). Purtroppo Shinkai ha sbagliato proprio nel momento cruciale in cui doveva produrre un vero e proprio film completo, con un Viaggio verso Agartha che, pur essendo un ottimo film, ha tradito in parte le consuetudini legate al suddetto regista cercando di avvicinarsi (a tratti spudoratamente) alla tipica storia da Studio Ghibli.


Due cuori e un gazebo

Con Il Giardino delle Parole Shinkai ritorna alle tradizioni, mettendo nel cassetto (almeno per ora) i lungometraggi in favore di tempistiche a lui più congeniali, come i cortometraggi e i mediometraggi. In quarantasei minuti l’autore mette in scena una storia semplice e lineare, che viene trasmessa allo spettatore per lo più tramite input visivi mozzafiato. 

La trama ritorna sulle tematiche classiche delle opere di Shinkai, ossia la distanza che intercorre tra due persone, che sia essa fisica o spirituale. Più nel dettaglio si parla di Takao, giovane quindicenne che ha già chiara in testa la visione del suo futuro e per raggiungerla si impegna quotidianamente nel disegnare calzature, oltre a svolgere diversi lavori part time per potersi permettere una vita dignitosa. A fare da contraltare c’è una misteriosa ragazza che, nonostante abbia molti più anni di Takao, si comporta in modo infantile passando le sue giornate seduta in un parco mangiando cioccolata e bevendo birra. In quel parco il futuro calzolaio trova ispirazione per disegnare nuovi modelli e approfitta di ogni giornata di pioggia per saltare la scuola e sedersi sotto un gazebo. Proprio sotto quel gazebo che protegge dalla pioggia gli abitanti del parco, i due limeranno piano piano la distanza che li separa, in un crescendo che parte da un tanka detto quasi sottovoce fino ad arrivare all’esplosione sentimentale nel finale. 

L’elemento cardine su cui Shinkai vuol far riflettere lo spettatore è l’evoluzione che l’uomo compie durante la propria vita, usando due figure completamente opposte, ossia il ragazzo, per certi versi ingenuo ma pronto ad entrare a far parte della forza lavoro e propositivo nei confronti del futuro, ed una donna che ha perso fiducia in se stessa e negli altri, la quale non vede più possibilità davanti a sé ed è al limite di un tracollo psicologico.


Fattore WOW

Dal punto di vista tecnico Il Giardino delle Parole lascia ogni spettatore basito per la qualità del dettaglio con cui Shinkai ha cercato di riprodurre la realtà, aggiungendo al tutto un tocco di personalità che va ad esaltare le luci e le rifrazioni. Se tutto ciò che sta attorno è perfettamente delineato e preciso, a non esserlo sono proprio i protagonisti, contraddistinti da un’aura che non li trattiene nel corpo disegnato con bordi effimeri, ma li espande sino a raggiungere lo spettatore che, in un caso o nell’altro, riuscirà a trovare dei collegamenti con la propria esperienza di vita. Dal punto di vista della regia Il Giardino delle Parole, pur restando per lo più fedele allo stile classico, si contraddistingue dalle opere precedenti di Shinkai per una ricerca ancora più intensa di campi larghi (anzi, larghissimi) che vanno a riprendere il brillante verde del parco o lo sbiadito grigiume degli enormi palazzoni, in un continuo gioco di contrasti. Come accennato prima, il punto centrale della realizzazione tecnica è la pioggia che da una parte toglie per buona parte del film il tipico effetto “wow” di Shinkai, ma dall'altra aggiunge uno strato di animazioni onnipresenti a schermo, con un risultato magnifico. Vedere il parco, le strade o i palazzi che vengono presi di mira dalla stagione delle piogge è un’esperienza che per l’animazione giapponese non era mai stata provata prima.

La finezza con cui il tutto viene disegnato e animato rende pressoché impercettibili i continui e vistosi tentativi di Product placement, che anzi vengono colti come una simbolica ricerca estrema delle fedeltà con la realtà.


I contenuti Extra

Nonostante il livello dell’opera, si sarà capito, è di altissimo livello, solo 46 minuti non sono sufficienti per il passaggio nei cinema. Nexo Digital, in accordo con Dynit, ha quindi pensato di farcire l’esperienza con alcuni contenuti extra: il film (trasmesso nelle sale italiane esclusivamente il 21 Maggio) viene infatti anticipato da Someone's Gaze, corto dalla durata di circa sei minuti (purtroppo non doppiati in italiano) dove viene narrato il rapporto tra una ragazza che intraprende la propria vita indipendente e il padre che resterà da solo con la gattina Mii sino a quando succederà qualcosa a quest’ultima. Si tratta di un corto particolarmente piacevole, che va ad incastonarsi con particolare interesse tra le miriadi di corti promozionali che Shinaki è solito a realizzare. Alla fine del film, invece, è possibile vedere un’intervista di circa diciassette minuti in cui Makoto, che spiega diversi ambiti della suo opera, dando spunti per eventuali chiavi di lettura che ogni spettatore può prendere in considerazione, oltre ad altri sei minuti di confronto tra bozzetti, immagini finali e realtà.

COMMENTO
@ DjPralla

In definitiva Il Giardino delle Parole pur non raggiungendo le vette di perfezione imposte da 5cm per Second con cui Shinkai ha ammagliato il mondo nel 2007, è un’opera estremamente godibile, emozionante e toccante. Una prova del fatto che il regista non ha perso di vista la propria identità e personalità in favore di una standardizzazione commercialmente necessaria. Anche in questo caso dopo l’ultimo fotogrammo il pensiero va diretto a quelle potrà essere la nuova opera del ritrovato maestro.

DISEGNO:9I cieli di Shinkai diventano pioggia e tra luci e riflessi lo stupore nello spettatore è costante
SONORO:8,5L'accompagnamento al piano è dolce e mai invasivo. Rain sul finale è il tocco perfetto per far emozionare
ANIMAZIONE:7Nonostante gli sforzi (soprattutto con la pioggia) le animazioni non brillano come il resto
TRAMA:8Una trama semplice che riesce a comprendere diverse interpretazioni, ma in fondo nulla di rivoluzionario
VOTO FINALE8,5
PRO:- Realizzazione grafica stupefacente
- Musica dolce
- Inteso
CONTRO:- …ma breve
- Troppo product placement
Evangelion 3.0 You Can (Not) RedoIl posto lasciato vuoto da Miyazaki è ambito da molti. Specialmente da Anno
Wolf ChildrenAnche Hosoda ci tiene a mostrare il suo con un'opera dai tratti classici di Studio Ghibli
SCHEDAANIME
Cover Il Giardino delle Parole

Il Giardino delle Parole

  • Anno: 2013
  • Genere: Seinen
  • Autore: Makoto Shinkai
  • Regia: Makoto Shinkai
  • Musiche: Daisuke Kashiwa
  • Studi coinvolti: CoMix Wave Films
  • Tipologia: Mediometraggio
  • Disponibilità: Cinema
  • Durata: 46 Minuti
Scheda completa...
Il Giardino delle Parole2014-05-20 18:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-anime/il-giardino-delle-parole/Quando la pioggia può cambiare la vita1020525VGNetwork.it