Tratto dall'ononimo manga di Nobuyuki Fukumoto (sua seconda opera trasposta in animazione dopo Akagi), Kaiji è un anime adulto, riflessivo, lento nel suo svolgimento e pieno di suspence. Incentrato sul gioco d'azzardo, Kaiji è anche la panoramica della società contemporanea attaccata al denaro ma, in particolare, è anche una critica alla gioventù odierna svogliata, senza palle, incapace di reagire dinanzi i problemi della vita e succube dei potenti ma, nel bel mezzo di questi giovani senza spina dorsale si erge però un uomo protagonista della nostra storia, Kaiji Itou.
La storia di un fallito
Nel bel mezzo di una Tokyo che fa i conti con una pesante crisi economica, Kaiji Itou è un ventiduenne disoccupato che vive in condizioni deplorevoli in un monolocale scommettendo e perdendo soldi giocando d'azzardo, passando il tempo a pensare come racimolare denaro e arrivando a deprimersi per la sua povertà sfogando il suo stress nello sfregiare macchine di gente più ricca; tuttavia un giorno la sua vita è destinata a cambiare, ma non in meglio. Nel peggiore giorno della sua vita Kaiji è infatti visitato da un esattore di nome Endou (al quale aveva ovviamente rovinato la lussuosa macchina poco prima!), appartenente alla società Teiai, che lo informa di un imponente debito da pagare intestato a suo nome a causa di un ex collega di lavoro.
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Kaiji adesso tormentato da un nuovo, terribile problema non ha che due scelte: lavorare per la compagnia per ben dieci anni per rimborsare i soldi, oppure tentare la fortuna e partecipare ad una prova che potrebbe fruttargli il denaro per tirarsi fuori dai problemi.
Tuttavia, l'accettazione di quella sfida non sarà altro che il biglietto di sola andata per l'inferno per il disperato Kaiji che aiutato dal suo ingegno e un innata abilità a «sopravvivere» quando è alle strette si farà strada nella folla di altri sventurati verso la salvezza.
Zawa! Zawa! Zawa!
La gara a bordo della nave «Espoir» (la Speranza) nella notte decisiva per risanare il suo debito è solo l'inizio della serie di pericoli e azzardi a cui Kaiji si trova a prender parte nel corso della storia.
Ben presto la gente attorno a kaiji diventa potenziale amico o nemico. Voltafaccia, imbrogli e odio cominciano a permerare l'intensa vicenda nella quale il protagonista si trova invischato e spesso ricade vittima delle cattiverie altrui. Kaiji è un uomo: perde, piange, ma si rialza e cerca la soluzione per vincere, aggrappandosi alla sua abilità nell'uscire fuori dalle situazioni più complicate; come testimonia la prima prova a tempo a bordo della nave in cui, partendo da una somma base presa in prestito con interessi col trascorrere dei minuti, si prende parte ad un'imitazione della morra cinese con uso di carte elettromagnetiche numerate e distribuite tra i partecipanti. Purtroppo Kaiji diviene subito vittima di un partecipante imbroglione che presto lo getta quasi alla deriva, ma trovati «alleati» con cui condividere il denaro in possesso ed elaborare tattiche per spuntarla, inizia la rivincita del protagonista che si ritrova dinanzi sempre più difficoltà mentre si assiste al dramma degli sconfitti e alla gioia dei vincitori.
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È un anime magnetico, che tiene attaccati allo schermo e trasmette la rabbia e la frustrazione di Kaiji in preda all'esasperazione mentre i potenti della Teiai ridono beffardamente della gente alla loro mercè.
Si simpatizzano e si prendono in antipatia i comprimari con cui interagisce il protagonista che spesso preso dal suo spirito altruista si ritrova per mettersi nei guai e sperare nel ricambio di fedeltà altrui ma, guardacaso, le persone sanno essere imprevedibili e i tradimenti sono dietro l'angolo e, in un secondo momento, ad essere in gioco sarà anche la vita stessa dei partecipanti in gare sempre più ardue.
Complice della magneticità è la regia lenta, ragionata, con inquadrature decisive e personaggi molto espressivi, ma anche una voce narrante forte, che urla, che mette in evidenza i passaggi più importanti e quasi diventa un personaggio stesso dell'anime per la sua presenza mentre in sottofondo si odono gli «Zawa! Zawa!» che aumentano la tensione delle scene.
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