serial experiments lain

Close the world, open the nExt
Scritto da @ GiacomoFestiil 24 settembre 2013
serial experiments lain Recensione

Si è soliti dire, per ignoranza o scarsa documentazione, che gli appartenenti alle culture estere siano delle persone insane, non normali. La cosa si ripercuote tristemente anche nei giorni nostri, e in particolar modo lo stereotipo vuole ritrarre gli esponenti del Sol Levante come persone assurde, in contrasto col loro essere ancora fortemente legati alle proprie antiche tradizioni nonostante l’avanzamento tecnologico che stanno attuando all’interno della loro stessa nazione. Non si può certo negare però che alcuni autori, siano essi del campo della cinematografia, del fumetto o dell’animazione, non abbiano una mente che nella più comune delle accezioni verrebbe definita normale, e la cosa si fa felicemente notare nelle opere che creano. Questo serial experiments lain – il titolo va scritto tutto in minuscolo su volere degli autori – vanta un team creativo decisamente d’avanguardia. Yoshitoshi ABe e Yasuyuki Ueda (Texhnolyze) come ideatori, Ryutaro Nakamura (Love Hina, Kino’s journal) alla regia e Chiaki J. Konaka (Digimon tamer, Parasite dolls) alla sceneggiatura. Il risultato sono tredici episodi di pura follia cyberpunk in grado di disorientare anche lo spettatore più preparato ed esigente.


La fine… o l’inizio? O tutt’e due? 

La serie parte molto drammaticamente. Una studentessa, Chisa Yomoda, si suicida buttandosi da un palazzo. Qualche giorno dopo, però, alcune sue compagne di classe ricevono una mail sul cellulare, proprio a nome suo. Tutte pensano subito a uno scherzo di pessimo gusto, ma Lain Iwakura, una timida e apparentemente insignificante ragazza, ne rimane particolarmente colpita. Pochi giorni dopo suo padre, appassionato di informatica, le regala un NAVI, uno strumento molto simile a un computer che permette a chi lo usa di collegarsi al Wired, versione più esagerata e fantascientifica del moderno internet. Lain si appassiona così alla tecnologia e agli infiniti mondi che si posso esplorare tramite essa, fino ad estraniarsi completamente dalla realtà, problema aggravato anche dal fatto che quella in cui vive non sembra essere l’unica realtà esistente. Un’altra Lain dal carattere più trasgressivo ed esuberante sembra aggirarsi per la città, e un gruppo di hackers chiamati Knights sono molto interessati a lei. Le sorprese inoltre non finiscono qui, dato che continuando a vagare nel Wired, la (apparentemente) vera Lain scopre che la sua vita terrena non è altro che un illusione, giacché ella sembra essere nata con la rete stessa. Qual è, infine, la verità?


Fra sacrifici umani, fantasiosi, virtuali e tecnici. 

Su una serie come questa le cose da dire sarebbero molte, tanto che iniziare da una qualsiasi sarebbe difficile. Va sottolineato però che l’eccessiva complessità che l’intera vicenda assume rende questo prodotto una visione che non tutti possono apprezzare, dato che il comprenderlo risulta una cosa difficile anche per il fan più accanito. Tutt’oggi infatti è possibile trovare sulla rete una moltitudine di teorie da parte dei fan atte a spiegare come meglio possibile il reale significato di questa serie e la discussione è ancora accesissima anche a diversi anni dalla sua realizzazione. L’abilità di scrittore di Konaka, però, permette allo sceneggiatore nipponico d’imbastire una serie di eventi complessi oltre ogni umana concezione, ma permeati da un fascino al quale è impossibile rimanere indifferenti. È proprio su questo fascino a tratti perverso che l’intera serie sembra puntare, infrangendo le regole di quasi ogni genere narrativo pur rimanendo coerentemente all’interno di quei dogmi tipici del cyberpunk, raccogliendo la pesante eredità dei maestri passati senza vivere di meri rimandi. Quello di serial experiments lain è un mondo spento, vuoto, abitato da persone tristi che cercano un loro spazio all’interno di esso e, non trovandolo, proseguono la loro ricerca in un sostituto virtuale, più allettante e apparentemente semplice, che però non risulta privo di pericoli. Da qui iniziano i guai maggiori, da una società estraniante dove i membri che ne fanno parte non riescono a comunicare fra loro, incapaci di essere padroni della proprie vite, eleggendo il suicidio come unico modo per avere un’effettiva scelta sulla propria esistenza – un po’ come nel film Suicide club film di Sion Sono. Anche la religione non è altro che una proiezione del proprio egoismo, creata da umani che cercavano nella propria vita una riscossa più allettante e adatta alle loro esigenze e che l'hanno creata tralasciando una serie di altre questioni che, se vanno bene per loro, possono risolversi ai danni di molti altri. Servono scelte estreme per questo mondo (o questi mondi?) estremo, e serve un altrettanto massimo sacrificio per far sì che nessuno soffra più. Non bisogna però sacrificarsi per godere di questo gioiello assoluto, anche se la produzione, di sacrifici, ha dovuto farne, eccome. Purtroppo questa miniserie risente di un budget produttivo decisamente non all’altezza, quindi l’animazione in generale è caratterizzata da un forte risparmio, che prevede anche un fastidioso riutilizzo di alcune sequenze animate. Da sottolineare la qualità degli effetti speciali sonori, invece, che permeano la pellicola in ogni minimo secondo; infatti, tutti i fotogrammi della serie sono accompagnati da un effetto sonoro, in modo che non vi sia mai un secondo di silenzio tranne che nell’episodio finale, quando ogni complicazione verrà risolta. 

COMMENTO
@ GiacomoFesti

Se tutto ciò è bastato a convincervi, l’anime è già stato distribuito in quattro VHS anni fa da Shin vision e da Dynit nel 2000, che nel 2003 ha effettuato la stessa distribuzione nel medesimo numero di dvd a un prezzo più che abbordabile. Stavolta siamo nella realtà oggettiva e i motivi per essere felici ci sono eccome. serial experiments lain è uno di questi!

DISEGNO:6Funzionale ma non eslatante
SONORO:7Accompagna degnamente le scene più claustrofobiche
ANIMAZIONE:5Si va davvero al risparmio
TRAMA:10Eccelsa sotto tutti i punti di vista
VOTO FINALE9
PRO:- Geniale su tutti i livelli
- Situazioni davvero claustrofobiche…
CONTRO:- …peccato che proprio quelle potranno urtare i più sensibili
- Per alcuni sarà eccessivamente complesso in certi punti
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SCHEDAANIME
Cover serial experiment lain

serial experiment lain

  • Anno: 1998
  • Genere: Seinen, Fantascienza, Psicologico
  • Autore: Yasuyuki Ueda, Yoshitoshi ABe
  • Regia: Ryutaro Nakamura
  • Musiche: Reiichi Nakaido
  • Studi coinvolti: Triangle Staff, Pioneer LDC, Tatsunoko Pro
  • Tipologia: Serie TV
  • Disponibilità: Dvd (Dynit)
  • Durata: 13 Episodi
Scheda completa...
serial experiments lain2013-09-24 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-anime/serial-experiments-lain/Close the world, open the nExt1020525VGNetwork.it