Ho deciso di dedicare oggi il mio tempo, seppure con un leggero ritardo nella mia tabella di marcia, alla stesura della mia personale critica ad uno degli anime di successo della stagione autunnale. Parlo ovviamente di:
Star Driver: Tagayaki no Takuto
Regia: Takuya Igarashi
Sceneggiatura: Yoji Enokido
Studio: Bones
Certamente, a prima vista, Star Driver suscitò in tanti diverse perplessità, si voglia per il character design pieno di bishonen e bishojo alla Code Geass, solo più anonimi, e sia per il setting della storia piuttosto usuale e dalle anticipazioni di trama tutt’altro che entusiasmanti. Ciononostante Star Driver è riuscito a guadagnarsi una discreta fanbase, tutto sommato meritata ma, credetemi, di gente delusa ce n’è davvero a pacchi e il perché di questa controparte mi diletterò a giustificarla con quanto seguirà.
L’arrivo del Ginga Bishonen!
La storia di Star Driver prende posto nella fittizia isola denominata Southern Cross. Qui, una notte, arriva a nuoto dalla terraferma il giovane Tsunashi Takuto. Sfinito sulla spiaggia e prossimo ad un destino non certo roseo, Takuto si risveglia però il mattino seguente presso la lussuosa residenza di Shindou Sugata, che lo ha tratto in salvo insieme alla graziosa Agemaki Wako che subito accorse a salvarlo.
Veniamo subito a sapere che Takuto è arrivato a Southern Cross per iscriversi al prestigioso liceo dell’isola, oltre che per un altro scopo non ancora precisato, stringendo così un amicizia indelebile con Wako e Sugata, coi quali formerà il trio protagonista della nostra vicenda.
Tuttavia, l’isola all’apparenza tranquilla cela dietro la sua maschera alcuni segreti oscuri: “la brigata della croce di stelle scintillanti” (o anche detta Glittering Crux all’inglese), capitanata dal misterioso Head, intende violare i sigilli delle quattro sacerdotesse guardiane dell’isola. Quest’ordine utilizza degli enormi robot da combattimento denominati Cybodies, custoditi proprio in fondo al liceo, sottoterra, che possono combattere solo in una arena extradimensione apposita al di là dello spazio e del tempo denominata “Tempo Zero”.
La rottura dei sigilli delle sacerdotesse permetterà loro di poterli usare fuori questa dimensione e, dopo aver distrutto il primo sigillo di una sacerdotessa dalle ignote origini e identità, andrà alla conquista della sacerdotessa del sud: Wako.
Takuto si oppone a questo obiettivo e si ritrova volutamente invischiato nella disputa alla guida di un Cybody speciale dal design caratteristico: il Tauburn.
Al grido di “Apprivoise!” (diamine, mai avevo sentito una parola così figa per cominciare a combattere su un mecha!) Takuto fa la sua entrata sul “palcoscenico” all’interno di Tauburn e, dopo una trasformazione che sembra una presa in giro e che fa tanto magical girls, si autoproclama “Ginga Bishounen!”, il Fighetto Galattico (così tradotto dai nostri amici di Pluschan Fansub, che si contrappone neanche troppo al Galaxy Pretty Boy dei traduttori inglesi), cominciando così la sua battaglia contro il gruppo di Head alla difesa di Wako, promettendosi di distruggere tutti i loro Cybodies, in una storia che miscela amicizia, temi dell’adolescenza, battaglie sui mecha e tanti personaggi.
Continua a leggere >>
pagina 1 | pagina 2 | pagina 3