Wolf Children

"Non sto piangendo, è la pioggia"
Scritto da @ DjPrallail 09 novembre 2013
Wolf Children Recensione

La stagione cinematografica 2013 di Nexo Anime arriva a conclusione con uno dei film più attesi: Wolf Children. Mentre ancora si discute sulle possibili proiezioni di animazione giapponese al cinema dell’anno prossimo, Dynit ha annunciato in quel di Lucca Comics & Games, l’acquisizione dei diritti home video e cinematografici di The Garden of Words (che vista la durata ristretta verrà accompagnato da altri corti), del mai sufficientemente lodato Makoto Shinkai, ma al contempo, ha anche lasciato la porta aperta per un eventuale proiezione in 3D di Ghost in the Shell: Stand Alone Complex Solid State Society, film conclusivo dell’omonima serie da pochissimo rieditata nel bel paese in BluRay. Gli altri papabili per un giro sul grande schermo sono da ricercare nella trilogia di Madoka Magica, della quale il pubblico italiano ha goduto solo il primo capitolo, e dei film relativi alle più recenti acquisizioni della casa di distribuzione bolognese, ossia Steins;Gate e Anohana, anche se la serie relativa a quest’ultimo non ha suscitato più di tanto interesse. Ma basta divagazioni, torniamo a parlare di Ame e Yuki.


Da grande sarete lupi o umani?

La storia alla base di Wolf Children si dipana lungo un arco narrativo dalla longevità non consueta per le opere di Hosoda. Inizialmente l’attenzione è posta su Hana, giovane studentessa universitaria dal sorriso perennemente stampato in faccia, tanto da donare allegria ad ogni interlocutore, come un prato fiorito. Tra una lezione e un lavoro part time inizia a frequentare un misterioso e taciturno ragazzo, che ben presto si rivelerà essere per metà lupo. Nonostante le difficoltà che la vita in città può porre a dure ragazzi della loro età, la coppia si affiata, a tal punto di mettere alla luce due figli. Purtroppo però, nel giorno della nascita del secondo genito, uno pioggia pesante e assordante spazza via in un istante ogni possibile futuro idilliaco, facendo piombare Hana in un incubo difficilmente gestibile senza un animo forte. La repentina crescita dei due cuccioli e la loro continua incertezza tra la forma umana e quella lupesca, costringe la madre a scappare dagli occhi indiscreti dei passanti e della burocrazia di Tokyo, cercando rifugio nella più sperduta casa in montagna. È da qui che la storia ricomincia centrando l’attenzione sui due fratelli, Ame e Yuki, dagl’animi diametralmente opposti, in ogni occasione, anche e soprattutto una volta cresciuti e in cerca dell’indipendenza nel proprio futuro.


Voglio andare a vivere in campagna

Per la prima volta Hosoda prova a raccontare una storia molto più lunga e complessa rispetto alle opere con cui è diventato celebre. Il risultato è eccellente, tanto da trasportare lo spettatore con le emozioni di Hana prima, e quelle contrastanti di Ame e Yuki poi. Esulando dalla classica ambientazione pseudo liceale con cui ci ha abituati con La ragazza che saltava nel tempo e Summer Wars, Hosoda prende una via più matura, ma allo stesso tempo fanciullesca, quasi a voler emulare quella prerogativa classica delle opere di Miyazaki. A conti fatti però resta ben poco della fiaba per bambini, lasciando piuttosto un grande spazio di riflessioni per gli adulti. I punti maggiormente trattati sono proprio quelli dell’indipendenza, dell’oppressione della città e di conseguenza la riscoperta della natura. Hana scappa dalla facile e opprimente società per cercare un posto in cui vivere sola anche a costo di faticare e vivere di stenti, ma al contrario si ritrova in una comunità montana aperta e disponibile che le ridarà la gioia di vivere. Nello stesso modo i due bambini, una volta a stretto contatto con un ambiente più avvezzo alla loro particolarità, trovano ognuno la propria strada per il futuro, passando ovviamente fra traumi e forti emozioni. Buona parte dell’evoluzione dei personaggi viene raccontata attraverso intermezzi musicali, dove viene meno il parlato e si esaltano le doti registiche e di disegno della coppia Hosoda Sadamoto, in grado di raccontare storie comunque profonde solamente con le gestualità dei personaggi.


Disegno e animazioni

In questa opera più che mai si nota il distacco tra il character design effimero e privo di bordi che caratterizza le recenti opere di Sadamoto, a contrasto con degli sfondi che spingono forte sul dettaglio degli ambienti e in particolar modo della vegetazione. A tal proposito la parte iniziale, ambientata in un’anonima Tokyo, potrebbe lasciare a tratti perplessi, soprattutto a causa della strana scelta di animare gli elementi secondari per strada con la tecnica 3D al posto di quella tradizionale. A conti fatti però, resta un neo che viene coperto, ad esempio, dalla superba ricreazione della pioggia, la quale farà da importante fil rouge tra i momenti di maggiore patos.

COMMENTO
@ DjPralla

Wolf Children è il passo in più che mancava a Hosoda, quel tassello che lo fa entrare di diritto nella fantomatica classifica dei “Nuovi Miyazaki”. Con una regia semplice ma comunque efficace e presente nelle scene più importanti, riesce a confezionare una pellicola che non lascerà indifferenti anche i peggiori cuori di pietra. L’unica incertezza resta il ruolo del disegnatore Sadamoto che potrebbe non essere più nelle stesse corde del regista. L’appuntamento da segnarvi è il 13 novembre nelle sale cinematografiche di tutta Italia.

DISEGNO:8Il tratto di Sadamoto come ormai lo conosciamo. Molto belli i fondali naturalistici
SONORO:9Le parti musicali sono ottimamente accompagnate, come anche le più importanti scene
ANIMAZIONE:7,5Dopo una prima parte da storcere il naso, il tutto torna in ordine quando ci sono poche cose a muoversi
TRAMA:10Una trama lunga ma non difficile da seguire, che emoziona e tiene incollati.
VOTO FINALE9
PRO:- Storia lunga e corposa
- La riscoperta della natura
- Intermezzi musicali
CONTRO:- Animazioni sotto la media
Evangelion 3.0 You Can (Not) RedoEntrambi facenti parte della rassegna film organizzata da Nexo Anime e Dynit
Madoka Magica - Parte 1 - L'inizio della storiaEntrambi facenti parte della rassegna film organizzata da Nexo Anime e Dynit
SCHEDAANIME
Cover Wolf Children

Wolf Children

  • Anno: 2012
  • Genere: Seinen
  • Autore: Hosoda
  • Regia: Hosoda
  • Musiche: Takagi Masakatsu
  • Studi coinvolti: Studio Chizu, Madhouse
  • Tipologia: Film
  • Disponibilità: 13 Novembre al cinema
  • Durata: 117 minuti
Scheda completa...
Wolf Children2013-11-09 01:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-anime/wolf-children/"Non sto piangendo, è la pioggia"1020525VGNetwork.it