Alla ricerca di Dory

A tredici anni dal salvataggio di Nemo, Disney Pixar torna ad esplorare le profondità dell’Oceano
Scritto da Mail@ eugeniofiumiil 19 settembre 2016
Alla ricerca di Dory Recensione

Spesso e volentieri le case di produzione cinematografica vengono accusate di proporre film esclusivamente per far soldi, fregandosene della qualità della pellicola e puntando tutto sull’effetto al botteghino. Per quanto riguarda i sequel poi ne esistono di due tipi: ci sono quelli che escono a raffica, volti a cavalcare l’onda del successo e a creare veri e propri franchise; e poi ci sono quelli proposti a distanza di anni (a volte decenni) che mirano a rispolverare l’interesse del grande pubblico per un cult di tanto tempo fa. Quest’ultimo caso si divide a sua volta in mere operazioni commerciali ed in film che vogliono davvero raccontare qualcosa.

Certamente l'intenzione di Alla Ricerca di Dory è quella di rispolverare un design vincente, ma bisogna ricordare che la pesciolina smemorata, a suo tempo, attirò su di sé tutte le attenzioni a discapito del protagonista Marlin. Perché dunque non raccontare la sua storia?


Un'identità propria

Sebbene siano passati tredici anni da Alla ricerca di Nemo, la storia riparte un anno dopo il salvataggio del piccolo pesce pagliaccio ad opera di suo padre Marlin e l’amica Dory. Proprio quest’ultima frequenta con Nemo la scuola del maestro Rey ed in seguito ad una lezione riguardante la migrazione, riaffiorano improvvisamente i suoi ricordi. Dory è confusa, ma sa che i suoi genitori vivono a Gioiello di Morro Bay, in California, e parte decisa insieme ai suoi due amici alla loro ricerca.

La scelta vincente di questo secondo capitolo sta nel non aver voluto fare una copia sputata del primo, per ricalcarne il successo (J.J. Abrams, fischiano le orecchie?). Infatti prende nettamente le distanze dal primo film, a partire dal titolo che non è Alla ricerca di Nemo 2 bensì Alla ricerca di Dory. La pellicola infatti è interamente incentrata su Dory. Separata dai suoi amici una volta raggiunta destinazione, è affiancata da un altro personaggio, Hank, un polpo a sette tentacoli con scarsissimo senso dell’umorismo, che le fa da spalla proprio come lei faceva da spalla a Marlin nel primo film. Padre e figlio sono relegati a semplici comprimari, ma nonostante le poche apparizioni durante la parte centrale del film, sono utilizzati sapientemente. La seconda grande differenza sta nella struttura del lungometraggio stesso. Se Alla Ricerca di Nemo il tema principale era il viaggio, in questo secondo capitolo l’attraversamento dell’oceano è quasi di contorno. I tre pesciolini arrivano infatti (troppo) presto al Parco Oceanografico dove vivono i due genitori della protagonista.

Tutto ciò ha sicuramente dato un’identità propria al film Disney Pixar, che oltre a risolvere questioni lasciate in sospeso nel primo film spiegando ad esempio il perché Dory sappia parlare il “balenese”, può benissimo esser visto ed essere capito anche da chi ha perso il primo Alla ricerca di Nemo.


Difetti cercasi

Sebbene il film sia davvero ben fatto ed assolutamente scorrevole nonostante le quasi due ore di durata, presenta qualche sbavatura.

Il principale difetto di questo lungometraggio animato risiede nella sua parte finale, decisamente troppo allungata; il film infatti potrebbe benissimo finire con 20’ di anticipo. In particolare vi è una sequenza in cui il film raggiunge il suo apice grazie ad un’espediente narrativo davvero emozionante e da quel momento ci sono altri 35’ che smorzano il pathos creatosi e tolgono importanza a quel momento, il più alto di tutto il film, che doveva essere maggiormente valorizzato. Seguono molte scene davvero divertenti, dove si ride tanto e di pancia, ma qualche taglio qua e là avrebbe giovato al film nel suo complesso.


Quello che tutti si chiedono...

Ad ogni sequel di un qualsiasi film la domanda che tutti si pongono è se sia superiore al primo capitolo. Sciogliamo ogni dubbio, la risposta è "no, Alla ricerca di Dory è un gradino sotto Alla ricerca di Nemo" e, se vogliamo dirla tutta, non rientra nemmeno nei migliori cinque film prodotti da Disney Pixar. Ciò non toglie che sia un film assolutamente godibile e che tenga alta la reputazione degli Studios che hanno cambiato il modo di fare lungometraggi animati ormai oltre vent’anni fa. Ma sapendo che l’unico passo falso della Pixar era stato proprio con un sequel (Cars 2) e quanto possa essere rischiosa la tendenza degli ultimi tempi di riportare al cinema sequel/reboot/remake di cult o classici di oltre 10 anni fa (vedi Indipendence Day, vedi Terminator, e si potrebbe andare avanti per ore) la minima possibilità che questo Alla ricerca di Dory potesse non soddisfare il palato dei fan c’era eccome. Per fortuna non è successo nulla di tutto ciò; non resta che consigliare assolutamente la visione ma soprattutto di non perdere la spassosissima scena dopo i titoli di coda.

SCHEDACINEMA
Cover Alla ricerca di Dory

Alla ricerca di Dory

  • Produttore: Pixar Animation Studios
  • Distributore: Disney
  • Interpreti: Ellen DeGeneres, Albert Brooks, Hayden Rolence
  • Anno: 2016
  • Genere: Animazione
  • Regia: Andrew Stanton
  • Durata: 97'
Scheda completa...
Alla ricerca di Dory2016-09-19 23:55:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-cinema/alla-ricerca-di-dory-54216/A tredici anni dal salvataggio di Nemo, Disney Pixar torna ad esplorare le profondità dell’Oceano1020525VGNetwork.it