Ave, Cesare!

Un lavoro minore dei fratelli Coen, che offre 100 minuti di frizzante ironia, nostalgia e qualche riflessione
Scritto da @ sgelibteril 02 marzo 2016
Ave, Cesare! Recensione

Da un’idea cominciata a fiorire nel 2004, arriva nelle sale Ave, Cesare!, ultimo sforzo dei prolifici fratelli Coen che continuano a sfornare con encomiabile – ed impressionante – regolarità film di qualità dal lontano 1984. La pellicola conclude idealmente la trilogia iniziata con Fratello, dove sei? (2000) e con Prima ti sposo, poi ti rovino (2003), tre lavori accomunati da un George Clooney in ottima forma.


Un ironico tuffo nella Hollywood dell’età d’oro

1951, Hollywood. Al centro della trama troviamo Eddie Mannix (Josh Brolin), cattolicissimo fixer della Capital Pictures (fantomatica casa di produzione già apparsa in Barton Fink, uno dei primissimi lavori della coppia di fratelli). Il suo ruolo? Risolvere qualunque tipo di problema possa ostacolare la produzione di un film od offuscare la pubblica reputazione di un attore. Vita tutt’altro che facile la sua, costretto a domare – con le buone o le cattive – vizi e stravaganze di star ultrapagate. Ma Mannix – così come i Coen - crede fermamente nella magia del cinema, la sua fede nella fabbrica dei sogni è cieca: la sua ci appare come una missione quasi sacra, devota, satura di abnegazione.

I problemi all’orizzonte sono molti, ma il fixer sembra mantenere il polso della situazione, riuscendo a fronteggiare gli assalti della stampa, personificati dalle giornaliste gemelle Thacker (interpretate con magistrale ironia da Tilda Swinton). Tra le altre vicende, tre assumono un’importanza maggiore nella pellicola. DeeAnna Moran (Scarlett Johansson), popolare diva di musical acquatici, è rimasta incinta in seguito ad una relazione clandestina. Hobie Doyle (Alden Ehrenreich), abilissimo con pistola e cavallo nei film western, dimostra un’assoluta incapacità in qualunque altro tipo di recitazione, mandando su tutte le furie il regista di raffinati drammi sentimentali Laurence Lorenz (Ralph Fiennes) e donando allo spettatore dialoghi squisitamente divertenti. In ultimo – ma non per importanza - la celebre star Baird Whitlock (George Clooney) viene rapita dal set di Ave, Cesare!¸ pellicola a tema religioso di proporzioni epiche che sembra ben canzonare Ben Hur e l’intero filone della cinematografia biblica. Ciliegina sulla torta, i rapitori sono un gruppo di improbabili sceneggiatori comunisti che combattono il Capitale inserendo clandestinamente scene di propaganda socialista in kolossal hollywodiani.


Un Coen minore, ma frizzante e nostalgico

La trama di Ave, Cesare! priva di buona parte degli spigoli tipici della filmografia targata Coen – è molto scarna, essenziale, priva di un forte elemento narrativo di sottofondo: è ridotta a mero pretesto per inanellare una serie di gustose e taglienti vignette che formano, nel loro insieme, un esuberante abbraccio alla Hollywood anni Cinquanta. I Coen si divertono – e ci divertono – a sperimentare una serie di generi cinematografici che probabilmente non avranno mai il modo – o la voglia – di girare davvero. La pellicola è infatti arricchita da un continuo play within the play di shakespeariana memoria, che porta sul grande schermo scene di ben cinque diversi film girati negli studios della Capital Pictures. E non è un caso se sono proprio queste scene, realizzate con grande attenzione per i dettagli, a costituire il principale godimento estetico della pellicola. Una riuscita mistura di malinconica nostalgia ed affettuosa ironia verso un’epoca aurea per la settima arte. Un’ironia che tende ad allargarsi e a guardare con occhio ilare, non solo il mondo del cinema, ma anche l’intellettualismo comunista d’oltreoceano e le annose questioni teologiche tra le varie confessioni cristiane.

Il cast di attori è stellare ma, a parte un Clooney (alla sua quarta collaborazione con i fratelli) gustosamente autoironico, l’unico ad avere un personaggio da poter sviluppare è Brolin e lo fa in maniera robusta e convincente. Tutte le altre sono praticamente comparsate o a volte dei veri e propri cameo (si veda la microscopica parte assegnata a Frances McDormand), a dimostrazione di come i Coen in questo film abbiano giocato molto.

Ave, Cesare! è uno dei migliori film dei fratelli Coen? No di certo, senz’altro ricopre un ruolo minore nella loro vasta filmografia. Ma questo non svilisce la pellicola che resta un’ottima fonte di intrattenimento, colma di un’ironia che – come i due fratelli ci hanno da tempo abituato – non smette mai di far pensare anche, e soprattutto, quando sa strappare le sue migliori risate.

SCHEDACINEMA
Cover Ave, Cesare!

Ave, Cesare!

  • Produttore: Mike Zoss Productions
  • Distributore: Universal Pictures
  • Interpreti: Josh Brolin, George Clooney, Scarlett Johansson
  • Anno: 2016
  • Genere: Commedia
  • Regia: Joel ed Ethan Coen
  • Durata: 106'
Scheda completa...
Ave, Cesare!2016-03-02 12:30:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-cinema/ave-cesare-52778/Un lavoro minore dei fratelli Coen, che offre 100 minuti di frizzante ironia, nostalgia e qualche riflessione1020525VGNetwork.it