Julieta

Il ritorno del Maestro... O forse no?
Scritto da Mailil 28 maggio 2016
Julieta Recensione

Julieta non mi è piaciuto, ma neanche un po’. Fatta salva la regia di qualità, l’ho trovato un film con poco da dire, al punto di aspettare con ansia i titoli di coda. Il film è stato in concorso all’ultimo festival di Cannes, e la critica è stata divisa tra chi ha urlato al ritorno di Almodovar e chi ha più semplicemente urlato “cheppalle!”. Io ovviamente faccio parte del secondo gruppo, e in generale non apprezzo troppo le opere del regista spagnolo. Cerchiamo di capire cosa non va.


Drammoni familiari

Julieta (Emma Suarez e Adriana Ugarte) è una donna che da Madrid sta per trasferirsi in Portogallo con il suo compagno. Dopo aver deciso che libri portare, e aver sentenziato che non vuole più tornare a Madrid, esce di casa ed incontra Bea, un’amica di infanzia della figlia. Si scopre così che Julieta non vede la figlia da anni. La cosa la turba fortemente, dal momento che era riuscita a mettere da parte questa mancanza con molta fatica, e decide così di annullare il trasferimento in Portogallo per mettersi a scrivere le sue memorie, indirizzandole appunto alla figlia. Scopriamo così il passato di Julieta, di come ha conosciuto il compagno su un treno, Xoan (Daniel Grao), durante un viaggio in cui un passeggero seduto accanto a lei si è suicidato. Poi la fine del contratto da professoressa, il nuovo incontro con quel ragazzo conosciuto in viaggio, la gravidanza; ma anche i genitori di Julieta, la madre malata e la relazione del padre con la badante, ma anche la vecchia fiamma del fidanzato, Ava (Inma Cuesta). Il nuovo film di Almodovar mette al centro le donne, è totalmente al femminile, gli uomini sono delle figure laterali, funzionali a raccontare le storie delle altre. Il regista sembra voler riempire il film di simboli, dal suicidio del viaggiatore alle statue con i falli a parallelepipedo, oltre ad una serie di situazioni che sembrano in qualche modo ripetersi ciclicamente. 


Una donna sfortunatissima

Il personaggio di Julieta sembra essere messo costantemente alla prova, in un turbine di situazioni che spesso sembrano messe dove sono giusto per farla soffrire un po’ di più. Ancora più forte è la sensazione che nulla di tutto ciò abbia senso: perché scrive una lettera, che dalla quantità di fogli nelle battute finali del film è più una biografia, alla figlia? Per farle vedere che lei aveva motivo di cadere in depressione e diventare un peso per la figlia stessa? Per dirle che è stata una stronza a scappare via lasciandola sola? E ancora, dal momento che buona parte di questi elementi non hanno una reale correlazione con il distacco della figlia, perché realizzare un film con questo pretesto?

Non c’è un vero punto in Julieta, e la tematica prevalente sembra essere quella della sofferenza, subita per motivi e vie molteplici, e non sembra esserci via di fuga, al massimo un momentaneo distaccamento. Momentaneo perché dopo anni dalla scomparsa della figlia, dopo anni di tentativi di accantonare l’idea, questa torna forte per il solo incontro di Bea. Quindi le sofferenze del passato possono essere accantonate, ma rimango in qualche angolo remoto del nostro cervello, o del nostro cuore per i più romantici. O magari il finale del film ci dice che finalmente la protagonista ha superato il trauma, sfogandolo nella scrittura, fuggendo dal cercare di dimenticare mettendo tutto nero su bianco. Non è tanto la tematica a fare alzare il sopracciglio, apprezzabilissima e meritevole di riflessione, quanto il modo in cui questa è stata sviluppata, puntellandola di situazione che sembrano superflue.


Almeno è ben girato

D’altro canto il film è recitato decisamente bene, soprattutto da parte delle attrici che interpretano Julieta, che sono due date le diverse fasi della vita che coprono. Anche il resto del cast fa certamente bene il suo lavoro. L’uso del colore è davvero meraviglioso, un piacere per gli occhi, così come le inquadrature e la regia nel suo complesso non prestano il fianco a nessun appunto. In fondo però altro non mi sarei aspettato da un regista di comprovata esperienza. L’ottimo aspetto tecnico, però, non risolleva le sorti di un film in ultima istanza molto noioso, e che personalmente ho trovato senza capo nè coda. Almodovar dice che il film andrebbe visto una seconda volta per essere capito. A me sembra un po’ una paraculata, ma ci proverò. Visto che però vi devo dare un consiglio ora, sappiate che se siete fan del regista spagnolo non mi sento di sconsigliarvi la visione, ma certamente per il grande pubblico suggerisco di rivolgere l’attenzione altrove.

SCHEDACINEMA
Cover Julieta

Julieta

  • Produttore: El Deseo
  • Distributore: Warner Bros.
  • Interpreti: Emma Suarez, Adriana Ugarte, Priscilla Delgado
  • Anno: 2016
  • Genere: Drammatico
  • Regia: Pedro Almodovar
  • Durata: 99'
Scheda completa...
Julieta2016-05-28 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-cinema/julieta-53643/Il ritorno del Maestro... O forse no?1020525VGNetwork.it