La famiglia Fang

Un film piacevole, ironico e drammatico, che ci racconta -– con elementi extra-ordinari - l’ordinaria fatica dell’emancipazione dalle figure genitoriali
Scritto da @ sgelibteril 06 agosto 2016
La famiglia Fang Recensione

Dietro ad un titolo semplice spesso si nasconde un sottobosco di intricati rapporti umani tutt’altro che scontati: è questo il caso de La famiglia Fang, film diretto da Jason Bateman e prodotto da Nicole Kidman, ambedue aventi anche il ruolo di protagonisti della vicenda, tratta dall’omonimo best-seller di Kevin Wilson.

Una storia bizzarra – ai limiti del verosimile – e con forti tinte ironiche viene intelligentemente sfruttata per dipingere il sempreverde conflitto tra genitori ingombranti e la necessità di autodeterminazione dei figli.


Art for art’s sake

Caleb e Camille Fang (Cristopher Walken e Maryann Plunkett) sono una coppia di eccentrici artisti d’avanguardia, la cui intera vita è dedicata alla ricerca stilistica ed alla necessità di scioccare la gente. Le loro performance consistono in provocatorie messe in scena che coinvolgono (e sconvolgono) ignari passanti. Performance atte a turbare, calpestare la quiete, catturare emozioni e reazioni. Solo l’azione è arte, solo l’estemporanea imponderabilità della vita è arte. Non la pittura, non la scultura, non la fotografia, morte rappresentazioni di qualcosa ormai decompostosi.

Annie e Baxter Fang(Nicole Kidman e Jason Bateman), figli della coppia, nascono in un mondo anarchico, con una sola regola: stupire, quindi fare arte. La loro venuta al mondo coincide con una svolta nella poetica dei genitori: saranno i piccoli a diventare protagonisti delle sovversive pantomime pubbliche, con gli pseudonimi di Child A (Annie) e Child B (Baxter). Il quartetto è molto unito, si diverte, fa notizia e dà spettacolo; i bambini sembrano vivere un’infanzia idilliaca, nutriti dal clima creativo che li circonda.


L’ombra degli alberi priva del sole le piccole piante

Non sempre la vita mantiene le promesse. Con un salto temporale di quasi quarant’anni, il film ci mostra come i due ridenti ed estrosi ragazzini siano diventati due artisti falliti: Annie un’attrice di film indipendenti più famosa per il suo alcolismo e la sua eccentricità che per il proprio talento; Baxter uno scrittore impantanato che – dopo un momentaneo successo – vive un blocco creativo che lo costringe ad accettare improbabili lavori da freelance per arrivare a fine mese. Entrambi, troppo a lungo adombrati dalle figure genitoriali (in particolare da quella paterna), non sembrano aver dato nutrimento alla propria individualità. Nonostante da anni si siano distaccati da Camille e Caleb, l’emancipazione è ben lungi dall’essere stata raggiunta.

Un bizzarro evento costringe le due coppie, dopo molto tempo, ad interfacciarsi in un difficile e mai banale confronto, in un disomogeneo mix di repulsione e magnetica attrazione.


“Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è disgraziata a modo suo.”

Nonostante ogni personaggio stia attraversando, a suo modo, un periodo di profonda crisi, ne La Famiglia Fang il tema dell’autodeterminazione è quello dominante: il dovere – e la capacità – di emancipazione dalle proprie figure genitoriali, cessando di esserne una propaggine, divenendo a tutti gli effetti Individuo. Annie e Baxter hanno superato l’infanzia, ma sembrano incagliati in una sempiterna adolescenza, combattuti tra pulsioni autodeterministiche e incapacità di plasmarle in un concreto affrancamento. Un’adolescenza lunga più di trent’anni le cui cicatrici sono evidenti nella psiche dei due protagonisti.

È possibile conciliare un modo così totalizzante di vivere l’arte con un normale rapporto padre-figlio? È possibile cogliere i frutti e gli insegnamenti di genitori così creativi, senza rimanere soffocati dal loro ipertrofico ego? Il film non ha l’ambizione di dare risposte, ma il pregio di utilizzare – con frizzante ironia - una vicenda sensazionale, per raccontarci la comune storia della vita di ogni figlio. Non serve essere figli di artisti per immedesimarsi nei protagonisti, ognuno degli spettatori ha vissuto – a suo modo – piccole parti del dramma messo in scena. Una cosa la pellicola dà però per certa, usando le parole di Caleb Fang: i genitori danneggiano i figli. Una regola aurea, impossibile da modificare, contro cui è inutile provare a ribellarsi. L’unico modo per liberarsene è accettarla e guardare avanti. Sarà questa accettazione a porre fine alla pseudo-adolescenza di Annie e Baxter e a consentire loro – dopo anni di attesa – di muovere i primi passi nel mondo degli adulti.


Una commedia? Un film drammatico? Un film piacevole

A cavallo tra i due generi, La Famiglia Fangmesce elementi drammatici ad un pungente sarcasmo, esitando in una miscela che gratifica lo spettatore. Ma è proprio il suo rimanere esclusivamente piacevole il più grande limite della pellicola. L’ottimo cast ci regala interpretazioni di livello (con la Kidman e Walken in splendida forma) capaci di penetrare nelle sfumature caratteriali dei singoli personaggi; la storia è fresca, frizzante e mai banale; Bateman, alla macchina da presa, dimostra una mano più salda e matura di quella offertaci con Bad Words. Ciononostante La famiglia Fang è un film che, pur dotato di un’affilata dentatura, non riesce mai davvero a mordere. Non graffia, non lascia il segno.

Un film per passare 107 minuti molto piacevoli e senza mai spegnere il cervello. Nulla di più, nulla di meno.

SCHEDACINEMA
Cover La famiglia Fang

La famiglia Fang

  • Produttore: Red Crown Productions
  • Distributore: Adler Entertainment
  • Interpreti: Nicole Kidman, Jason Bateman, Christopher Walken
  • Anno: 2016
  • Genere: Commedia
  • Regia: Jason Bateman
  • Durata: 105'
Scheda completa...
La famiglia Fang2016-08-06 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-cinema/la-famiglia-fang-54045/Un film piacevole, ironico e drammatico, che ci racconta -– con elementi extra-ordinari - l’ordinaria fatica dell’emancipazione dalle figure genitoriali1020525VGNetwork.it