Paradise Beach - Dentro l'incubo

La bionda e lo squalo. Filmaccio? Sorprendentemente no
Scritto da Mail@ mattscannail 10 agosto 2016
Paradise Beach - Dentro l'incubo Recensione

È estate e si sente. Fa caldo, le città si svuotano e nelle sale cinematografiche appaiono gli immancabili blockbuster estivi. Alcuni interessanti e davvero attesi come Suicide Squad, altri magari spaventevoli, per sfruttare le serate libere al cinema con la vostra fidanzata come Lights Out e, immancabili, i film con le bellocce in spiaggia. Quelli fatti solo per farvi ammirare le curve dell’attrice di turno, con la profondità di un foglio di giornale, trame deliranti e feste dove si bevono cocktail con l’ombrellino.

Paradise Beach - Dentro l’incubo aveva tutti gli elementi giusti per essere uno di questi progetti. Ha la bella bionda non certo conosciuta per i suoi ruoli introspettivi, come Blake Lively (Gossip Girl, Lanterna Verde), un regista spagnolo semi-ignoto e una storia che, riassunta come un breve telegramma, non ispira certo fiducia.

Squalo attacca bionda surfista. STOP.

Bionda surfista rimane su scoglio. STOP.

Sfida tra bionda e squalo killer. STOP.


​La tensione corre sul filo. Dell’acqua

Paradise Beach è la storia di Nancy, ragazza texana in cerca di divertimento ed avventura, in una vita che non le ha regalato troppe gioie. La sua amata madre infatti è deceduta per un tumore e Nancy non è riuscita a dare un seguito alla sua carriera accademica, mollando l’università e la facoltà di medicina alla quale si era iscritta. Ora, Nancy gira il mondo con la sua tavola, surfando davanti alle spiagge più “cool” e sfoggiando la sua perfetta abbronzatura; questa volta però si trova in Messico e non si tratta certamente di una vacanza come le altre. Nancy infatti è diretta a una spiaggia misteriosa e inaccessibile, nella quale sua madre aveva viaggiato in passato, quando era incinta di lei. Un’iniezione di ricordi e nostalgia, che Nancy è costretta ad affrontare da sola, visto che la sua amica/compagna di avventure questa volta non è dell’umore migliore per affrontare le onde e preferisce rimanere in città piuttosto che accompagnarla. Nancy, così vicina alla location perfetta e cercata da anni, non può proprio rimandare e si dirige verso la spiaggia da sola. Questa scelta si dimostrerà ovviamente un terribileerrore.

La seconda scelta sbagliata Nancy la compie qualche ora dopo, quando abbandona gli altri surfisti per un’ultima sessione sulle onde prima di rincasare. Comincia a imbrunire e la spiaggia, già davvero poco frequentata, si svuota completamente. Il primo segnale che qualcosa non funziona arriva da uno strano rumore e una piccola increspatura nella superficie dell’acqua. Poi la ragazza la vede, la carcassa di balena che galleggia a pochi metri dalla riva; non è solo una vista triste, ma anche la ragione per la quale un pericolo tremendo si nasconde nelle onde. La parte introduttiva di Paradise Beach - Dentro l’Incubo, prima del palesarsi dell’enorme e famelico squalo bianco che diventerà il villain della pellicola, è una delle più curate e tese. Ogni inquadratura subacquea, ogni effetto sonoro, ogni scatto di Nancy sulla tavola può preannunciare l’inevitabile attacco della creatura e l’inizio del dramma della ragazza, il quale si sviluppa nel giro di circa 24 ore, passate principalmente sopra all’unico – convenientemente piazzato – scoglio portato alla luce dalla bassa marea.


Shark Away

E così, per almeno 50/60 degli 87’ di Paradise Beach, Lively rimarrà intrappolata su un piccolissimo scoglio appuntito, ferita e iniziando presto a soccombere a fatica, fame, sete e terrore, con lo squalo costantemente in caccia, attento e pronto a sfruttare ogni errore di Nancy per levarla dalla circolazione. Qui non posso non rimarcare una splendida prestazione attoriale di quella che fu la Serena Van der Woodsen dell’Upper East Side, capace di interpretare e reggere un lungometraggio praticamente da sola, accompagnata solo dal suo carnefice a sangue freddo e da un simpatico gabbiano ferito, la cui presenza sullo scoglio mi ha ricordato il pallone Wilson di Cast Away. Davvero una prova di maturità, forte e certo non facile per un’attrice che nella sua carriera principalmente ha interpretato il ruolo della bellona truccata e vestita di tutto punto e che invece ora si scopre eroina occasionale in mezzo al mare mostrando nettamente i segni di una battaglia impari per la sua sopravvivenza. Complimenti.

Paradise Beach - Dentro l’incubo non è certo un capolavoro e in tanti momenti si denotano le caratteristiche peggiori di un B-Movie di questo tipo, quali il canovaccio e le situazioni fin troppo banali ed abusate, oltre ad alcune inquadrature un po’ troppo “fanservice” sull’innegabilmente tonico corpo di Nancy (senza però scadere mai nel dubbio gusto, ndr). Tuttavia, da “esperto” della materia, lo posso forse definire il miglior film sugli squali dai tempi de Lo Squalo (e relativo primo sequel, volendo). Il che non è un grandissimo risultato, ma penso che ad una produzione del genere non si potesse chiedere di più.

Poi Blu Profondo resta un inno alla gioia caciarona degli anni ’90, vero, ma era davvero un filmaccio, quello sì!

SCHEDACINEMA
Cover Paradise Beach - Dentro l'incubo

Paradise Beach - Dentro l'incubo

  • Produttore: Sony Pictures Entertainment
  • Distributore: Warner Bros.
  • Interpreti: Blake Lively, Óscar Jaenada, Brett Cullen
  • Anno: 2016
  • Genere: Thriller
  • Regia: Jaume Collet-Serra
  • Durata: 87'
Scheda completa...
Paradise Beach - Dentro l'incubo2016-08-10 12:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-cinema/paradise-beach-dentro-l-incubo-54072/La bionda e lo squalo. Filmaccio? Sorprendentemente no1020525VGNetwork.it