Risorto

Prospettive di una crocifissione
Scritto da Mail@ mattscannail 12 marzo 2016
Risorto Recensione

La storia la sapete. Bene, anche troppo. Il famosissimo tizio con la barba e gli addominali scolpiti nasce nella stalla con il bue, l’asino, i tre sconosciuti che gli portano già i primi regali di compleanno, la luce sale nel cielo e il calendario come lo conosciamo noi inizia da 0. Il bambino cresce, inizia a compiere atti inspiegabili e magnifici, la gente si innamora, lo inizia a seguire su Telegram e poi un giorno, diventato personaggio troppo scomodo, il governo lo manda a morire su una croce. E non è finita qui! Riesce persino a racimolare le sfere del drago e resuscitare, prima di lasciare a tutti un messaggio d’amore e fratellanza e ascendere al cielo. OK, scherzi a parte, la storia della religione cattolica si basa sulla nascita, morte e resurrezione di Gesù (o Yeshua per gli amici ebrei) e quello che potrebbe o potrebbe non essere accaduto circa 2000 anni fa nell’hinterland di Gerusalemme.

Qualunque sia il vostro credo religioso, si tratta di una delle storie più incredibili, potenti e più raccontate di sempre e ovviamente il Cinema non ha mancato di rappresentare queste vicende da tutti i lati possibili. Dai film religiosi strappalacrime e dal budget di 3,50€ circa che ci mostravano a catechismo nei pomeriggi di ottobre, alla violenza e crudezza de La Passione di Cristo di Mel Gibson, senza scordare le canzoni di Jesus Christ Superstar. Il 17 di marzo, arriva nelle sale italiane Risorto di Kevin Reynolds (Waterworld), il quale sulla carta offre una prospettiva davvero intrigante e originale da dove osservare le miracolose vicende del Messia nei suoi 33 anni di Erasmus sulla Terra.


Togliamoci il chiodo subito

Infatti Risorto, propone quasi immediatamente, in maniera inusuale, proprio la scena della Crocefissione, normalmente momento clou e climax degli altri lungometraggi sull’argomento. E ci regala non il punto di vista del Cristo, o nemmeno di qualche suo seguace o apostolo, bensì quello di Clavio (Joseph Fiennes, conosciuto principalmente per Shakespeare in Love e Killing Me Softly, oltre ad essere fratello del ben più famoso Ralph), risoluto e ambizioso tribuno romano, giunto a Gerusalemme per fare carriera e riuscire a guadagnarsi la sua pace.

E così l’elemento cardine della nostra cultura diventa in Risorto una frase gettata lì quasi a caso da un Ponzio Pilato non più temibile boia del Messia, ma semplice amministratore Romano, il quale definisce proprio la situazione qualcosa come “la semplice esecuzione di un sobillatore diventato troppo importante e di due comuni ladri”. Nonostante tutto, proprio la scena della crocifissione stessa è una delle più forti del film: Clavio arriva sul luogo a tutto quasi già avvenuto, con i ladri morenti e addirittura Yeshua già apparentemente arresosi prima che Longino (solo io penso ogni volta a Evangelion? Ndr) lo trafigga con la sua lancia nel costato. Ma in questa situazione, tra il pianto di Maria, tacciata solo di essere “la madre del Nazareno” e lo sguardo cupo di Clavio, i primi segni della santità dell’uomo esanime e dalla corona di spine fanno capolino. E forse proprio questa “normalizzazione” della figura di Gesù risulta uno dei punti di forza del film: Yeshua (Cliff Curtis) riesce infatti a mutare radicalmente le persone con la mera presenza, il mero e profondo sguardo, le mere azioni quotidiane, piuttosto che trasmutazioni di Ferrarelle in Tavernello o moltiplicazioni di Bastoncini Findus. Peccato giusto che nel finale Reynolds rovini tutto proponendo un paio di scene davvero dimenticabili, inclusa la guarigione di un lebbroso realizzata in maniera davvero povera e infelice: vedere per credere. A questa aura, a questo mistico potere di attrazione comunque, i soldati Romani, Clavio compreso, non riescono a sottrarsi, fino ad arrivare, anche un po’ prevedibilmente, a schierarsi con lui e passare da cacciatori ad alleati, prima di un finale incentrato sui buoni sentimenti e sull’inclusione di tutte le civiltà sotto all’ombrello del Cristianesimo.


Fox Crime: Jerusalem Stories

Fin qui, tutto bene, peccato che Risorto alla lunga dimostri due difetti di ritmo e produzione fondamentali, i quali mi hanno sicuramente deluso e fatto uscire dal cinema abbastanza indifferente su quello che avevo appena visto.

In primis, il film pare quasi una puntata di un qualsiasi show investigativo visto su Fox Crime. Va bene offrire un punto di vista diverso su una questione religiosa, ma qui si esagera quasi: Clavio si aggira per la città, spronato da Ponzio Pilato a cercare il cadavere – secondo loro trafugato – di Yeshua, prima di vedersi scatenare una rivolta di piazza di gente convinta di avere un vero Messia tra loro (wink wink). Nel fare ciò, aiutato da Draco Malfoy (curiosamente chiamato Lucius, così come il padre del personaggio interpretato da Tom Felton nella serie dei maghetti adolescenti, ndr), Fiennes si infiamma tra interrogatori, torture, retate e porte tirate giù a calci, quasi come stesse cercando Pablo Escobar nella Colombia degli anni ’80. Una scelta registica coraggiosa che alla fine non esalta la produzione, grazie anche alla prestazione di Fiennes stesso, un po’ troppo robotico nella prima ora di film, nel ruolo del sergente di ferro.

Il tutto è poi realizzato con valori di produzione scarsi e taglio registico noioso, inattesi da un regista che fu in grado di stupire gli anni ’90 piazzando Kevin Costner in un universo post apocalittico fatto d’acqua in Waterworld o narrando la storia spettacolare delle tribù dell’isola di Pasqua in Rapa Nui. Risorto si trascina con un paio di sequenze d’azione poco riuscite e inquadrature/location banali e sabbiose, senza riuscire mai a stupire tra un calcio a una porta e l’altro, tra un’interrogazione e l’altra. Anche i pochissimi effetti speciali utilizzati sono a livello di serie TV di medio livello, non certo un complimento se sapete di cosa sto parlando.

Risorto è quindi un film dimenticabile, magari non terribile ma certamente banale e che potrebbe soddisfare soltanto i fan accaniti del figlio di Dio, in cerca dell’ennesima occasione per rivivere da un angolo diverso uno dei momenti più importanti della “storia” (wink wink).

SCHEDACINEMA
Cover Risorto

Risorto

  • Produttore: TriStar Pictures
  • Distributore: Warner Bros.
  • Interpreti: Joseph Fiennes, Tom Felton, Peter Firth
  • Anno: 2016
  • Genere: Drammatico
  • Regia: Kevin Reynolds
  • Durata: 107'
Scheda completa...
Risorto2016-03-12 15:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-cinema/risorto-52934/Prospettive di una crocifissione1020525VGNetwork.it