Single ma non troppo

Quattro donne a New York... aspetta, l'ho già sentita
Scritto da Mailil 12 febbraio 2016
Single ma non troppo Recensione

A San Valentino siamo soliti veder comparire un sacco di cose, tra merchandising, cioccolatini e film, collegate all’amore eterno e simili. In questo 2016 Warner Bros cerca il contropiede, con un film che parla dell’altra metà della vita, quella in cui si è single, con la storia di quattro ragazze all’avventura, ognuna a modo suo. Se fino a qui sembra tutto bellissimo è solo perché vorrei che finiste di leggere la recensione.


Sogni infranti

Alice (Dakota Johnson) è una ragazza che durante gli anni di college si fidanza con un suo collega; dopo quattro anni lui non ha ancora permesso che il sogno della ragazza si realizzasse, ovvero andare all’alba del nuovo anno sul Grand Canyon per vedere il sole sorgere. È evidente come questa mancanza sia l’esemplificazione della noia nella coppia, quindi l’unica soluzione utile è andare a New York e prendere una pausa dall’asfissiante rapporto. Nella metropoli Alice alloggia a casa della sorella Meg (Leslie Mann), ginecologa in carriera, e conosce durante il suo primo giorno di lavoro Robin (Rebel Wilson). C’è poi Lucy (Alison Brie), che si collega agli altri personaggi per il solo fatto che frequenta il bar di Tom (Andreson Holm) come le altre. Questi personaggi si muoveranno in una New York tutta festa, alcool e sesso, abitata da gente che nella vita punta a fare festa, a bere alcool e a fare sesso. Non che ci sia niente di male eh, però io non ci avrei fatto un film.

In qualche modo l’obbiettivo sembra essere quello di raccontare come ognuno di loro si rapporti all’essere single, tra nuovi amori, feste e drink, ma il bersaglio non è centrato assolutamente data la semplicità delle vicende. È possibile anche fare un film in cui i fatti nudi e crudi siano nulla di più della realtà quotidiana di tutti, ma servono capacità decisamente superiori alla media. Anche i personaggi, e ci torneremo a brevissimo, non riescono ad essere quattro donne sopra le righe come in Sex and the City, nonostante la penna alle spalle della serie e di questo film sia la stessa, e finiscono per essere delle caricature stereotipate della giovane donna di New York.


Approfondimenti

Torniamo indietro ai personaggi, e vediamo chi sono: Alice è una ragazza piuttosto timida, più incline ad una relazione stabile che alla vita festaiola della Grande Mela; nonostante questo legherà presto con Robin, sua antitesi, che punta ogni sera a bere qualsiasi cosa abbia una percentuale stampata sulla bottiglia e possibilmente a svegliarsi a casa di qualcuno di nuovo. Se questi eccessi possono risultare divertenti, lo sono di meno le inquadrature di questa ragazza evidentemente sovrappeso che balla in mezzo alla pista con un cerchio di persone intorno, come se ci stessero dicendo: “ehi, guardate come fa ridere una ragazza grassa che balla e ci prova con tutti”. Magari è una questione di sensibilità personale però.

La sorella di Alice è invece totalmente disillusa per quanto riguarda le relazioni di coppia, concentratissima sul suo lavoro di ginecologa, non vuole avere figli ed essere indipendente – dovrebbe essere un gioco sulla contraddizione ginecologa che però non apprezza così tanto i bambini – salvo poi cambiare idea, perché la biologia chiama, e salvo poi fidanzarsi con un ragazzo tanto bello quanto sveglio come una teiera. Anche la donna più autonoma non può resistere al fascino del bello e stupido e al richiamo della maternità. Io sono sarcastico, il regista invece non ha pensato che questo cliché potesse essere assolutamente fuori luogo, oltre ad essere decisamente old fashioned. Ovviamente diventa anche isterica in gravidanza. Tutte le donne in gravidanza sono isteriche. Mah.

Ultimi due del mazzo sono Lucy, che passa le giornate al bar cercando uomini sul web applicando un algoritmo di sua realizzazione per trovare quello giusto, ovvero quello con cui si sposerà e farà dei figli (abbiamo quindi anche la donna fissata con il matrimonio e la famiglia), e Tom, bellissimo barista con un’attività sessuale pari a quella di Casanova, che adotta soluzioni particolari nella gestione della casa per fare in modo che le donne al mattino se ne vadano prima che lui si svegli.


Un film vuoto

Ho passato circa tutto il film a cercare di capire dove volesse andare a parare. Verso la fine ho rinunciato, rassegnandomi al nulla che è il film, di cui si salvano solo alcune battute simpatiche. I personaggi rimangono statici lungo tutta la durata, e passano attraverso una serie di situazioni assolutamente inutili. Un qualsiasi film per reggere con queste premesse deve offrire un approfondimento particolare dei personaggi, e le situazioni devono essere, nella loro inutilità pratica, quantomeno simboliche. Qui ci troviamo di fronte invece a quattro stereotipi piuttosto beceri che fanno cose da macchietta femminile; volendo cercare del buono potremmo assumere che si voglia raccontare la vita di molti. Ok, ma anche in questo caso il film non riesce a raccontare la condizione sociale di un certo tipo di newyorkese, mette semplicemente in scena alla rinfusa cose che non ci interessano davvero e alla fine ci dice: “Hey, visto, ognuno ha deciso di essere single, ha fatto un percorso ed è arrivato, o non è arrivato, a qualcosa”. Davvero? Pensare che l’avevo già capito da solo che nella vita ognuno fa il suo percorso e gli capitano, o non gli capitano, delle cose.

SCHEDACINEMA
Cover Single ma non troppo

Single ma non troppo

  • Produttore: Flower Films, New Line Cinema, Rickard Pictures
  • Distributore: Warner Bros.
  • Interpreti: Dakota Johnson, Rebel Wilson, Alison Brie, Leslie Mann, Anders Holm
  • Anno: 2016
  • Genere: Commedia
  • Regia: Christian Ditter
  • Durata: 110'
Scheda completa...
Single ma non troppo2016-02-12 18:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-cinema/single-ma-non-troppo-52579/Quattro donne a New York... aspetta, l'ho già sentita1020525VGNetwork.it