The Conjuring - Il caso Enfield

Who you gonna call? Una coppia del Connecticut a quanto pare
Scritto da Mail@ mattscannail 21 giugno 2016
The Conjuring - Il caso Enfield Recensione

Tre anni dopo il buonissimo successo commerciale e di critica del primo The Conjuring – L’evocazione, la coppia di fantasmologi (esiste come parola? Penso di no, ndr) Warren si sposta dagli Stati Uniti all’Inghliterra, per aiutare la ormai derelitta famiglia Hodgson. In The Conjuring – Il Caso Enfield infatti seguiremo le vicende – certo romanzate – del celeberrimo caso di poltergeist avvenuto proprio nella piccola cittadina inglese. Quindi una storia “vera”, un approccio molto originale che devo dire ho davvero apprezzato, all’interno di un genere come quello degli horror che, giocoforza se vogliamo, poche volte può usare situazioni reali come base per le sue storie.

Il pericolo è poi quello, soprattutto in caso di eventi soprannaturali, di banalizzare troppo le storie e renderle meno efficaci, meno immaginative e spettacolari. In The Conjuring però è stato raggiunto un equilibrio davvero ottimo, riuscendo a replicarsi inoltre in questo seguito, un film piuttosto godibile che, pur non raggiungendo vette di particolare tensione o genialità, fa il suo dovere e intrattiene per le sue quasi due ore e un quarto (un po’ tante se devo essere sincero).


Casa dolce casa. Infestata

Preparatevi quindi a visitare la casa popolare di una famiglia davvero sfortunata, imparare a conoscerne ogni suo anfratto (o quasi), visto che la grande maggioranza delle vicende del film si sviluppa appunto nell’abitazione di Enfield, la quale si scoprirà presto non essere una casa come le altre. Siamo nel 1979, Peggy Hodgson (Frances O’Connor) è la madre di quattro figli, alla ricerca di un modo per sbarcare il lunario dopo essere stata abbandonata dal marito. Una storia triste, una storia fin troppo comune, condita da apparizioni non certo amichevoli e problemi certamente meno consueti. La casa infatti ha un abitante inatteso: uno spirito di un vecchio uomo che perseguita i componenti della famiglia, in particolare la piccola Janet di undici anni. La ragazzina infatti dapprima si ritrova inspiegabilmente sveglia fuori dal letto durante la notte, poi inizia effettivamente a percepire la presenza maligna che infesta l’edificio, un rancore antico e demoniaco che, in una preoccupante escalation di violenza, arriverà a minacciare la vita stessa degli Hodgson. La scenografia degli interni è uno dei punti forti del film: ogni oggetto è posizionato sapientemente per inquietare lo spettatore (per esempio i giocattoli dei ragazzini) e ricreare l’ambiente decadente e grigio della periferia povera di Londra.

Dall’altra parte dell’oceano, i coniugi Warren (Vera Farmiga è Lorraine, Patrick Wilson è il marito Ed) hanno appena risolto l’ennesimo caso riguardante uno spirito, non senza difficoltà. Lorraine infatti, durante una seduta spiritica, è sfuggita a malapena a un terrificante demone vestito da suora, lamentandosi di come “si sia avvicinata troppo all’inferno” e abbia predetto la terribile morte di Ed, impalato davanti ai suoi occhi. La decisione di Lorraine è quindi di ritirarsi nella loro magione nel Connecticut, dedicandosi almeno per un po’ ai figli e alla vita tranquilla. Una pace che ovviamente durerà poco, in quanto la coppia di “acchiappafantasmi” si troverà presto in viaggio verso il Regno Unito, per risolvere il problema degli Hodgson.


Paura eh?

Tutta la trama del film, devo dire abbastanza coerente e interessante rispetto alla maggior parte degli altri horror di questi tempi, troppo spesso concentrati solo nel trovare un espediente per farci saltare sulla sedia o squartare gli attori sullo schermo, verte sull’investigazione dei Warren dietro mandato della chiesa. I due infatti devono cercare di documentare ufficialmente gli avvenimenti e fenomeni paranormali del poltergeist, per dimostrare che non si tratti di una messinscena sapientemente organizzata da una famiglia in cerca di attenzione e aiuto economico da parte dello stato o della santa sede stessa.

L’intreccio quindi scorre gradevolmente, grazie al tentativo del regista James Wan di non sfruttare tutti i clichés del genere, allontanandosi dalle “solite” situazioni dell’horror in alcuni casi. Da segnalare inoltre l’ottima performance attoriale di Vera Farmiga e menzione di merito anche per Frances O’Connor, intensa nel ruolo della madre di Janet. The Conjuring – Il caso Enfield poi, anche se ispirato ad una storia vera, prende una piega chiaramente soprannaturale e satanica, con una punta di religiosità di fondo classica del cinema americano, che alla fine stanca.

Infine, mi tocca rispondere alla domanda classica legata a ogni film horror che si rispetti e che sono sicuro mi porreste nel caso non ne facessi menzione: “ma allora The Conjuring 2 fa paura?”.

Beh, la risposta è: sì, ma non in maniera esagerata. A parte un paio di situazioni DAVVERO terrificanti infatti, la maggioranza dei colpi di scena e degli “scare” sembrano già visti e non ci sono casi di particolare atrocità e spargimenti di sangue, se è quel tipo di horror a colpirvi maggiormente. Tuttavia, la sensazione di inquietudine è convogliata abilmente dalla bella fotografia del film e sebbene i più navigati di voi trascorreranno la visione senza particolari patemi, sarà difficile non farvi passare almeno qualche brivido sulla schiena.

SCHEDACINEMA
Cover The Conjuring - Il caso Enfield

The Conjuring - Il caso Enfield

  • Produttore: New Line Cinema
  • Distributore: Warner Bros.
  • Interpreti: Vera Farmiga, Patrick Wilson, Frances O'Connor
  • Anno: 2016
  • Genere: Horror
  • Regia: James Wan
  • Durata: 133'
Scheda completa...
The Conjuring - Il caso Enfield2016-06-21 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-cinema/the-conjuring-il-caso-enfield-53858/Who you gonna call? Una coppia del Connecticut a quanto pare1020525VGNetwork.it