Transformers 4: L'era dell'estinzione

Combattere insieme o rassegnarsi all'estinzione
Scritto da Mail@ M4rCuSil 09 luglio 2014
Transformers 4: L'era dell'estinzione Recensione

Approcciarsi ad un film come Transformers 4 non è facile. Da una parte ci sono i ricordi dell’infanzia, con tutto il carico di cartoni animati, action figures e fumetti, mentre dall’altra, in agguato, c'è Michael Bay. E Bay non perdona: ti giri un attimo, ti distrai giusto un secondo e ti ritrovi in mezzo ad esplosioni infinite, pezzi di acciaio incandescente e navi spaziali che fluttuano ad un’altezza decisamente troppo bassa su Chicago. Transformers 4 prende i leggendari robottoni e li inserisce in un film lungo, denso, pieno di personaggi e d’azione. Ma in questo marasma di distruzione riesce a salvarsi qualcosa?


Autobots, roll out!

Nonostante le sue colpe passate e presenti, Bay sembra aver effettivamente imparato qualcosa dalla trilogia appena conclusa, ripartendo da zero per la costruzione di questo nuovo episodio. Uno dei tanti problemi della serie, per esempio, è stata l’eccessiva abbondanza di personaggi comici la cui esistenza veniva giustificata solo per il fatto che essi fossero utilizzati come bersagli di scherzi puerili. Fortunatamente L’era dell’estinzione dà un freno a questi personaggi - due o tre contro gli almeno otto dei film precedenti - un cambio dovuto in gran parte al nuovo tono più scuro, il quale può essere anche considerato un cliché degli ultimi sequel hollywoodiani, ma che nel caso di Transformers 4 significa semplicemente non provare nemmeno a essere divertente ma cercare di essere entusiasmante. Un piccolo cambiamento, certo, ma per Bay offrire uno spettacolo emozionante è sicuramente più facile che fornire del buon umorismo. Anche qui, però, l'azione è abbastanza piatta, un copia e incolla dei lavori precedenti con nessuna invenzione o il desiderio di differenziarsi. Anzi, una differenza c’è: L’Era dell’Estinzione è nettamente meno sessista rispetto ai suoi predecessori, anche se ancora infarcito di belle donne. Se non altro, ci sono stati alcuni tentativi di rendere le donne di questo episodio più che una semplice facciata. Tessa Yeager (Nicola Peltz), per esempio, vuole andare al college e ad un certo punto la vediamo leggere un libro. Il che, per Bay, è un progresso enorme. Peltz è inoltre un'attrice decisamente migliore rispetto alle precedenti protagoniste, Megan Fox e Rosie Huntington-Whiteley, e si presenta più come una persona vera che come una modella inserita nella storia per caso. 


Questa non è una guerra

Un altro elemento positivo è costituito dal fatto che il cast - quello umano - rappresenta un enorme miglioramento rispetto alla prima trilogia. Mark Wahlberg è un leader molto più apprezzabile di Shia LaBeouf ed è ben sostenuto dai cattivi Kelsey Grammer e Stanley Tucci, forse il migliore del gruppo, il cui personaggio è chiaramente ispirato a Steve Jobs. Bene il cast, quindi, e complimenti a Bay per aver girato un film leggermente migliore rispetto agli ultimi tre. Ora, però, tocca agli aspetti negativi. Ogni regista che si rispetti potrebbe facilmente tagliare 45 minuti da Transformers 4, portando la pellicola ad una più accettabile durata di due ore. Se ciò accadesse, la trama del film potrebbe addirittura guadagnarne, invece è presente una quantità incredibile di scene inutili - d’azione e non - che non portano nulla al film, se non il desiderio di alzare gli occhi verso le uscite. Basti pensare che la scena d’azione migliore (la lotta di Wahlberg con un agente interpretato da Titus Welliver) non mostra nemmeno un Transformer e potrebbe non aver nemmeno richiesto un pesante ritocco al computer, a seconda di come sono state gestite le acrobazie. 


Dinosauri d'acciaio

Nella maggior parte delle scene, però, il film mostra robot giganti darsele di santa ragione; il che dovrebbe risultare più emozionante di quello che sembra, eppure spesso ci si ritrova a pensare a tutt’altro. Bay lo rende possibile con uno stile registico perfettamente adatto a questo franchise. Transformers potrebbe essere qualcosa di consapevolmente stupido, ma non dimentichiamo che è una serie creata per vendere giocattoli, il che rende l'ex regista di spot televisivi Bay la scelta perfetta.Il suo modus operandi è quello di mettere lo stile prima della sostanza, ma il risultato non è nemmeno un lavoro con un senso innovativo o artistico come quello di Zack Snyder. Si tratta di uno stile iper-cinetico, rapido e brillante che - si può solo supporre - nasce dalla paura innata di Bay di poter perdere l'attenzione del pubblico anche solo per un secondo. Questo significa che il film va sempre di corsa per arrivare al suo prossimo combattimento o inseguimento in macchina, elemento che va a scapito della caratterizzazione dei personaggi. Certo Transformers 4, va riconosciuto, rappresenta un lavoro migliore dei film precedenti, ma Wahlberg e sua figlia non ricevono molte attenzioni dopo l’incipit iniziale “un texano duro cerca di fare l’impossibile per sua figlia”. Transformers 4 segna l’inizio di un'altra trilogia, la quale, su questa base, sarà sostanzialmente un more of the same forse di qualità poco più superiore rispetto a quella passata. L’Era dell’Estinzione è un buon fantafilm estivo, da gustare al cinema con una bibita ghiacciata.

SCHEDACINEMA
Cover Transformers 4: L'era dell'estinzione

Transformers 4: L'era dell'estinzione

  • Produttore: Paramount Pictures
  • Distributore: Universal Pictures
  • Interpreti: Mark Wahlberg, Nicola Peltz, Jack Reynor
  • Anno: 2014
  • Genere: Fantascienza
  • Regia: Michael Bay
  • Durata: 165'
Scheda completa...
Transformers 4: L'era dell'estinzione2014-07-09 18:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-cinema/transformers-4-l-era-dell-estinzione/Combattere insieme o rassegnarsi all'estinzione1020525VGNetwork.it