Un americano a Parigi

La danza, l’ironia il romanticismo
Scritto da Nadia Pestelliil 06 giugno 2016
Un americano a Parigi Recensione

Per tutti gli amanti del cinema americano anni ‘50, torna nella sale in occasione del suo 65esimo compleanno, uno dei Cento Film Americani più importanti della storia per l’American Film Institute, in versione sottotitolata e restaurata.

Un americano a Parigi è un trionfo di spensieratezza che esprime tutto lo spirito americano del secondo dopo guerra. Sul ritmo delle musiche del poema sinfonico di George Gershwin, opera da cui è tratto il film, ci si diverte moltissimo, fin dalle prime scene, a seguire i volteggi di Gene Kelly, gli stacchi musicali, e anche il filo della trama, che non è un semplice contorno rispetto al ballo e alle musiche, ma intriga lo spettatore, che non può fare a meno di chiedersi come riusciranno i protagonisti a uscire dal garbuglio di intrecci sentimentali in cui si sono infilati.

Il tutto viene condito da un pizzico di ironia. Non mancano i momenti in cui ci si ritrova a ridacchiare per le gag, gestite con un atteggiamento molto autoironico e poco americano; stranamente non vengono riproposti i soliti schemi preconfezionati sull’estero, stile pizza e mandolino, ma anzi, sono i personaggi statunitensi a prendersi in giro applicando su se stessi gli stereotipi con cui sono visti dagli europei.

Interessantissima l’idea di proporre la pellicola in lingua originale, data la difficoltà nel trovare certi vecchi film non doppiati.


Paris is in the air

Mi è capitato raramente di vedere un film americano che riuscisse davvero a rendere l’atmosfera di un altro paese (specialmente se europeo e caratteristico come la Francia). Ma Un Americano a Parigi fa respirare il profumo dei fiori che c’è sotto al Sacre Coeur e dentro ai vicoli di Montmartre, l’atmosfera di rilassatezza delle persone sedute ai cafè sul ciglio della strada la sera, il romanticismo che gronda dalle passeggiate in riva alla Senna.

Non vi nego di essermi emozionata subito, alla prima scena, quando lo spettatore viene introdotto nel micro appartamento del protagonista Jerry Mulligan, proprio sotto uno di quei meravigliosi tetti di ardesia tipicamente parigini.

Ma l’atmosfera non è celebrata solo dalle splendide scenografie; la colonna sonora fa da sovrana, scandendo i momenti della quotidianità nella città dell’amore, sempre in bilico fra il romanticismo e l’ironia.


Una lei adorabile

Accanto all’intramontabile Gene Kelly, protagonista indiscusso del film, troviamo un’esordiente Leslie Caron, ballerina e attrice francese, solo all’esordio della sua carriera ma già splendida, che letteralmente incanta quando balla e canta, e che già dà prova di un notevole spessore interpretativo.

Un viso adorabile con un’espressività unica, accompagna perfettamente tutti i movimenti delle coreografie più lunghe, che sembra affrontare senza alcun tipo di sforzo.​


Un finale che lascia interdetti

Nonostante la mia passione per il cinema hollywoodiano anni ‘50 non avevo mai visto Un Americano a Parigi e, pur essendomi goduta ogni secondo, il finale mi ha lasciato alquanto perplessa.

La scelta del grande Vincente Minelli è stata di puntare tutto su uno spettacolare balletto corale di chiusura, con Gene Kelly come protagonista ovviamente, molto in stile Broadway, senza risparmiarsi né sulle coreografie, né sulla scenografia e nemmeno sulla regia che enfatizza alla perfezione il ritmo sempre più incalzante del numero musicale, rivelandosi all’avanguardia per quegli anni. In tutto ciò inevitabilmente la sceneggiatura si perde, proponendo un finale scontato e anche un po’ stiracchiato. Un vero peccato visto che per buona parte del film i vari elementi sono stati bilanciati alla perfezione, rendendo l’opera piacevole anche per i non appassionati di musical.

Sconsigliata comunque la visione a tutti quelli a cui non spuntano gli occhi a cuoricino quando i titoli, che per noi sono di coda, fanno da apertura al film e sono accompagnati da una colonna sonora melodica e meravigliosamente altisonante.

SCHEDACINEMA
Cover Un americano a Parigi

Un americano a Parigi

  • Produttore: Metro-Goldwyn-Mayer
  • Distributore: MGM
  • Interpreti: Gene Kelly, Leslie Caron, Oscar Levant
  • Anno: 1951
  • Genere: Musical
  • Regia: Vincente Minnelli
  • Durata: 115'
Scheda completa...
Un americano a Parigi2016-06-06 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-cinema/un-americano-a-parigi-53707/La danza, l’ironia il romanticismo1020525VGNetwork.it