Warcraft - L'inizio

Orcs & Humans
Scritto da il 01 giugno 2016
Warcraft - L'inizio Recensione

Di base, parlare di cinema o videogiochi non è sempre facile. Se poi parliamo di cinema e videogiochi, beh, la storia ci insegna che raramente qualcosa riesce ad andare bene. Dai tempi dell’inglorioso Super Mario Bros. laddove l’industria cinematografica si mescola all’ottava arte, quella digitale, i risultati sono spesso imprevisti e, in tal senso, anche Warcraft ha goduto della mia indole pregiudizievole in virtù di ciò che vi ho appena detto e per il fatto che, a parte vaghi ricordi della mia pre-adolescenza, sono sempre stato molto lontano dal mondo fantasy di Blizzard.

Entrando in sala, mentre inforcavo gli occhiali 3D, ho sperato almeno di essere intrattenuto a dovere e in finale la cosa non è andata esattamente così. Adesso vi dico perché.


Tides of Darkness

Warcraft - L’inizio è un film fantasy medievale, la cui principale fonte di aspirazione è la celeberrima serie strategica in tempo reale prima, MMORPG poi, che ha portato Blizzard nell’Olimpo degli sviluppatori videoludici. La trama del lungometraggio , non a caso, riprende totalmente gli eventi narrati nel primo gioco della serie, Orcs & Humans: il film si apre sul mondo degli Orchi, una terra ormai desolata e quasi priva di vita, se non fosse per la presenza dell’Orda comunque in affanno e in fin di vita. Tutto cambia all’arrivo di Gul’dan (Daniel Wu), un orco stregone che apre un portale magico che affaccia sulla verdeggiante terra di Azeroth, bello e pronto da invadere e colonizzare. L’arrivo degli Orchi ovviamente si fa sentire, portando il re Llane Wrynn (Dominic Cooper) a intervenire, grazie anche al mago novizio Khadgar (Ben Schnetzer) e il Guardiano Medivh (Ben Foster), nonché altri comprimari di cui faremo conoscenza durante la pellicola. Anche nella sponda degli Orchi però non c’è troppa aria di festa: il capoclan Durotan (Travis Fimmel), infatti, dubita molto del potere del Vil nelle mani di Gul’dan, forse anche dopo essere diventato papà, interrogandosi dunque sull’effettiva convenienza nell’essere comandato da un essere simile. In tutto questo, i 120 minuti di proiezione aprono e chiudono tutta una serie di sottotrame volte unicamente a dare inizio, come vuole il titolo del film, a creare lo sfondo di tutta la vicenda, premurandosi ovviamente di tenere aperte alcune questioni per permettere la stesura del seguito, platealmente annunciato dalle battute finali.

Qui, di fatto, c’è uno dei difetti maggiori del film: la serie di piccole vicende che si creano durante la visione sono, spesso e volentieri, inutili e frutto della peggiore raccolta di cliché cinematografici, dunque anche facilmente prevedibili, senza lasciare spazio all’immaginazione. Le poche trovate interessanti si possono ammirare perlopiù verso la fine del film e non posso esporvele perché comunque qualcuno potrebbe anche decidere di andare al cinema a vederlo nonostante quel che dico, il che è comunque sacrosanto.


Reign of chaos

Quanto alla recitazione, il cast “umano” racchiude al suo interno alcune tra le performance più discutibili e senz’anima della stagione cinematografica in corso, con battute recitate con un pathos da soap opera e incluso nelle vicende meno interessanti: il protagonista Lothar è sempre in bilico tra il serio e il giocoso, senza però azzeccare i momenti giusti e con un’attitudine da duro che può forse funzionare in una commedia poliziesca ma non in un fantasy. Il mago guardiano dal canto suo, più che abitare in una torre magica sembra più a suo agio nelle comuni hippie degli anni ’70. Sicuramente non ha aiutato il fatto che il film era in versione originale sottotitolata, confido dunque nella grande scuola del doppiaggio italiano di poter risollevare l’asticella della qualità in questo branco di cani sciolti.

Ad ogni modo, il problema più grande di Warcraft - L'inizio è il suo prendersi sul serio: appare evidente che le vicissitudini narrate, infatti, siano state pensate per cercare di proporre qualcosa di più di un film per appassionati, mancando però della verve necessaria per farlo, ma anche del già citato calderone di eventi che impedisce di affezionarsi a determinati personaggi a causa della loro velocità di esecuzione. Probabilmente un po’ di umorismo alla Blizzard avrebbe giovato alla causa, eppure le occasioni sono o sfruttate male o, più semplicemente, sono rifilate allo spettatore col contagocce. Qui la responsabilità è anche del regista Duncan Jones, cineasta di tutto rispetto e autore di ottimi film come Moon e Source Code ma che forse non era la persona più adatta per girare un fantasy del genere o, quanto meno, per la stesura di una sceneggiatura appropriata.

A chiudere la mia aspra critica, c’è il 3D: non sono un sostenitore della visione tridimensionale e Warcraft - L'inizio non ha assolutamente aiutato la causa, limitandosi a qualche effetto visivo di poco conto e traducendo quindi la cosa ad una cosa extra dall’importanza pressoché nulla.


Beyond the Dark Portal

Se gli umani faticano a brillare nelle loro avventure a Azeroth, chi emerge sono sicuramente gli orchi: il comparto tecnico è sicuramente il migliore del film, sia a livello registico che di CGI. Come detto, Duncan Jones forse non é adatto alla sceneggiatura ma dietro la macchina da presa ci sa fare, offrendo sempre inquadrature interessanti e panoramiche degne di nota, mostrando raramente il fianco a critiche e con soluzioni di rado banali. C’è poi da affrontare un discorso su come la CGI abbia giovato enormemente alla riuscita del film, visivamente parlando. Tutti gli orchi sono perfettamente caratterizzati e squisitamente disomogenei nelle loro forme, con modelli di incredibile fattura e con una cura maniacale dei dettagli. Tutto ciò che circonda l’Orda è realizzato con perizia e non può che lasciare a bocca aperta, sfidando anche rivali di un certo calibro come i Na’vi di Avatar, grazie ovviamente ad un nuovo livello di dettaglio, apprezzabile sia quando la camera si sofferma su momenti placidi ma soprattutto durante le diverse scene di combattimento che esaltano i movimenti delle creature. Degno di nota anche l’utilizzo della lore del gioco almeno per quanto riguarda ambientazioni e design, ben riproposti durante l’intero arco narrativo. Anche se un gradino sotto, anche l’accompagnamento sonoro può ritenersi “salvo”, sia per quanto riguarda gli effetti sonori che per la colonna sonora, fermo restando che il suo compositore, Ramin Djawadi, ha saputo fare cose decisamente migliori, anche in un genere più o meno simile come in game of Thrones.

Volendo tirare le somme, Warcraft - L’inizio è un po’ una falsa partenza: un incipit per una (presunta) trilogia che al momento convince davvero poco, sia a livello di trama che di qualità attoriale ma che, almeno per bontà e affetto, non vogliamo ancora decretare come un fallimento su tutta la linea, piuttosto un gettare delle fondamenta per un secondo film realmente degno di nota. D’altronde, le potenzialità ci sono.

SCHEDACINEMA
Cover Warcraft - L'inizio

Warcraft - L'inizio

  • Produttore: Legendary Pictures
  • Distributore: Universal Pictures
  • Interpreti: Ben Foster, Toby Kebbel, Dominic Cooper
  • Anno: 2016
  • Genere: Fantasy
  • Regia: Duncan Jones
  • Durata: 123'
Scheda completa...
Warcraft - L'inizio2016-06-01 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-cinema/warcraft-l-inizio-53688/Orcs & Humans1020525VGNetwork.it