Zootropolis

Animalotti poliziotti
Scritto da Mailil 13 febbraio 2016
Zootropolis Recensione

Negli ultimi anni i rigurgiti razzisti sembrano essere aumentati: l’immigrazione, gli attentati terroristici e, nel piccolo del nostro paese, le discussioni relative alla possibilità di riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali, stanno (ri)portando alla luce quello che era il sopito sospetto, se non proprio disprezzo, per il diverso. La paura per l’altro è un sentimento che da sempre è esistito nell’uomo, e l’arma principale per combattere queste assurde preoccupazioni è la cultura, o più semplicemente l’insegnamento che quello che è diverso non è anche pericoloso. Disney porta sul grande schermo un film che ruota attorno a questo concetto, utilizzando la diversità esistente tra le specie animali come mezzo, con la volontà di insegnare ai più piccoli a non aver paura del prossimo; anche i più grandi però dovrebbero prendere appunti.


Animali di città

Zootropolis è una città in cui gli animali di qualsiasi specie vivono l’uno accanto all’altro. Prede e predatori si sono accordati per vivere tutti insieme sotto una legge comune, rifiutando il precedente stato di natura. Judy Hopps è una coniglietta della campagna che sogna di essere una poliziotta fin da piccola e che riuscirà soddisfare il suo sogno all’inizio del film; si ritroverà così ad essere il primo coniglio poliziotto, unico animale di piccole dimensioni in mezzo a leopardi, lupi, orsi, rinoceronti, e con un bufalo come capo. Verrà subito messa a fare le multe in una città sconvolta dalla sparizione di alcuni animali. Incontrerà così Nick Wilde, una volpe, di professione truffatore. Mettendo sul piatto la sua stessa carriera, la piccola Judy riuscirà a farsi affidare il caso di uno degli scomparsi, nello specifico una lontra, e si imbarcherà con Nick alla ricerca della soluzione del caso. Circa a metà film, quando la situazione sembra finalmente risolta, il film ci sbatterà in faccia che nulla è come sembra e amplierà la portata degli eventi, rafforzando il suo messaggio.


Riflessioni animalesche

Se si osserva con attenzione si nota come, nonostante l’impostazione da poliziesco e la centralità delle indagini nell’economia del film, qualsiasi elemento è funzionale a mettere a nudo le diversità che esistono tra gli animali di diverse specie, con particolare attenzione al dualismo tra predatori e prede, esemplificato in modo chiarissimo dalla coppia Judy – Nick, nemici naturali. Nel film ogni animale ha le sue mansioni principalmente dovute alla sua tipologia fisica, e questo stato sembra inamovibile fino all’arrivo di un coniglio poliziotto. Nonostante le diffidenze tra specie diverse, soprattutto da parte degli erbivori nei confronti dei predatori, la vita della città sembra filare liscia fino alla nascita di una ragione che sconvolgerà gli equilibri e farà esplodere le preoccupazioni; questo porterà a manifestazioni e cambiamenti dei vertici politici, per permettere alle prede, meno forti ma più numerose, di proteggersi da un supposto attacco dei predatori. Nemici immaginari, differenze utilizzate come armi dal potere politico per avere il consenso delle masse, segregazione e paura... Vi ricorda qualcosa?


Che pelo!

Se dal punto di vista contenutistico abbiamo una trama ben sviluppata e dei contenuti degni di nota, anche a livello tecnico c’è di che rimanere stupiti. La CGI di Zootropolis è assolutamente impressionante, il pelo degli animali fa spavento, ma la ricerca del dettaglio non si ferma all’aspetto strettamente tecnico: ogni minima caratteristica della città sembra stare lì per mostrarci l’esistenza di infrastrutture atte a far convivere in armonia tutte le specie, nessuna esclusa, dai criceti che necessitano di automobili piccole e tubi/ascensore, a sistemi di asciugamento automatico per ippopotami in giacca e cravatta che non vogliono rinunciare alla loro naturale propensione all’acqua. Oltre a questi aspetti tecnologici vedremo anche diversi ecosistemi, così che gli animali possano vivere nella foresta pluviale piuttosto che in ambienti ghiacciati, e un mondo che cerca di essere il più credibile possibile grazie alla presenza di clan mafiosi, delinquentelli che vendono DVD masterizzati (attenzione alle copertine) e club di naturisti, dove gli animali sono, ovviamente, nudi.


Clap Clap

Complimenti a Disney, quindi, per saper aver costruito un film che con la sua semplicità ci racconta la complessità dell’integrazione e che nel mostrare le differenze in modo ironico fa capire come sia possibile convivere tutti in armonia. Zootropolis è un film tristemente attuale nelle tematiche, che però riesce a trattare un argomento piuttosto spinoso con leggerezza (non in senso negativo, si intende), senza lasciare da parte nessun aspetto del problema. Indirizzato principalmente ad un pubblico giovane, si trovano spesso e volentieri strizzate d’occhio rivolte agli adulti, come il contatore della popolazione della città dei conigli che aumenta ad un ritmo vertiginoso, e dettagli relativi al messaggio del film difficilmente leggibili da un bambino, soprattutto in relazione alla realtà contemporanea. Piccolo appunto finale, avrei personalmente gradito più orsi bruni, che invece ci sono con il contagocce. Gli orsi bianchi non sono altrettanto simpatici.

SCHEDACINEMA
Cover Zootropolis

Zootropolis

  • Produttore: Walt Disney Animation Studios, Walt Disney Pictures
  • Distributore: Walt Disney
  • Interpreti: Teresa Mannino, Massimo Lopez, Leo Gullotta, Nicola Savino, Diego Abatantuono
  • Anno: 2016
  • Genere: Animazione
  • Regia: Byron Howard, Rich Moore, Jared Bush
  • Durata: 108'
Scheda completa...
Zootropolis2016-02-13 00:01:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-cinema/zootropolis-52580/Animalotti poliziotti1020525VGNetwork.it