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Alone in the Dark: the New Nightmare

Alone in the Dark: the New Nightmare
Informazioni Alone in the Dark: the New Nightmare
  • Produttore: Infogrames
  • Sviluppatore: Pocket Studios
  • Distributore: Infogrames
  • Genere: Survival Horror
  • Pegi: 12+
  • Multiplayer: No
  • Data di uscita: 01-gen-2001
  • Also On: PS2 PC
7
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Recensione Alone in the Dark: the New Nightmare  Scritto da: Antonio "No More" Bocchino | Data: 2010-05-21

Sempre con voi, nell'ombra.

Benvenuti al Survival Horror!
Così recitava l’entrata nella villa del primo Resident Evil per Playstation, l’indimenticabile titolo Capcom partorito dalla geniale mente di Shinji Mikami.
In effetti, Resident Evil è stata la saga che più ha rappresentato il genere Survival Horror e con ciò la paternità indiscussa del genere.
In realtà però, le cose non iniziarono come la “tradizione” vuole: Capcom furbescamente si additò ella stessa, come i fan del genere ben sapranno, la definizione da lei creata di Survival Horror facendo così in modo di prendersi tutti i meriti di aver creato un nuovo genere videoludico: che, però, in realtà già esisteva nelle fondamenta su PC dal lontano 1992, ovvero ben quattro anni prima che il titolo della casa giapponese approdasse sul mercato (Resident Evil è del 1996).
Il nome di tale saga è Alone in the Dark: un Survival Horror a tutti gli effetti con sfondi prerenderizzati e personaggi poligonali, con trama dai connotati lovecraftiani, che spremeva enormemente i PC dell’epoca, risultando di fatto il primo del suo genere, tanto è vero che i fan ne richiedono a gran voce il riconoscimento della “paternità”.
Da quando Resident Evil spopolò su Playstation, la saga di Alone in the Dark è passata un po’ in sordina su console ed ha toccato svariati lidi tra cui 3DO, e nei capitoli più recenti PC, Dreamcast, Playstation, Playstation 2, per finire addirittura con il quarto capitolo sull’ormai famosissimo portatile Nintendo ad 8 bit (parliamo del Game Boy nella sua versione a colori).
Difatti, è proprio questa versione che ci apprestiamo a scoprire e molti sono i dubbi che sorgono su questo porting addirittura derivante dall’originale per PC, data la natura stessa di portatile  ed alla mancanza di “potenza” che sarebbe necessaria per dare vita a questo genere.
Dello sviluppo si sono occupati i Pocket Studios, un team senza dubbio talentuoso, ma saranno riusciti costoro nell’intento di ottenere un Survival Horror credibile anche per i possessori del portatile di Kyoto?

La verità a volte si cela nell’oscurità
La trama di Alone in the Dark: The new nightmare, parte proprio dalla scoperta da parte del protagonista Edward Carnby della morte del suo caro amico Charles Fiske.
Ad informarlo di ciò è Aline Cedrac, brillante archeologa la quale aveva commissionato a Fiske,  la ricerca di una statuina che rappresenta il reperto archeologico di un’antica civiltà.
Inoltre lei, afferma che si è trattato di omicidio e di sapere chi è l’assassino di Fiske puntando il dito sul miliardario Alan Morton.
Convinto di ciò ed incaricato di esplorare i reperti archeologici commissionati precedentemente al suo defunto amico, Carnby, intraprende un viaggio a bordo dell’idrovolante assieme alla bella ricercatrice alla volta dell’isola di Shadow Island dove inoltre cercheranno di fare chiarezza sull’accaduto col dott. Morton.
Ma appena messo piede sull’isola Carnby si rende conto che c’è qualcosa di troppo sinistro ed intima la ricercatrice a rimanere sull’idrovolante in attesa di notizie.
Così, ha inizio un’inquietante avventura alla ricerca di reperti archeologici e della verità.
Il tutto è raccontato con una certa “fretta” in questa presentazione (capirete il perché di questa affermazione più avanti) e con delle schermate d’intermezzo ovviamente fisse, ma solo discrete sia nei dialoghi sia nella rappresentazione, facendo sembrare il tutto, solo un pretesto per catapultare il giocatore sull’isola ed è un peccato dato che su Gameboy Color si sono toccati vertici elevatissimi a livello narrativo come in Metal Gear Solid Ghost Babel

Giochi d’ombra
Appena acceso il portatile Nintendo Alone in The Dark presenta subito la selezione delle lingue.
Una volta selezionato il linguaggio che più vi aggrada, si entra nella schermata principale ove è possibile selezionare tra Nuova (partita) e Riconoscimenti.
Selezionando Nuova (partita), si avrà la possibilità di selezionare uno dei tre slot per dare il via alla storia e ciò risulta molto comodo nel caso in cui si volessero fare più salvataggi.
Il protagonista è controllato con il D-pad, ma a differenza del cugino Capcom, il controllo è Charatcher Relative ossia, per far proseguire il personaggio in una determinata direzione ad esempio in avanti, non si dovrà premere col D pad in alto sempre e comunque, perché le varie ambientazioni, hanno più angoli di “ripresa” e ci si muove in base ad essi come d’altronde in tutti i titoli moderni e ciò è un punto a favore dello “snellimento” dei controlli tutto senza la rigidità caratteristica della saga di Mikami.
Col tasto A, è possibile prendere gli oggetti selezionarli dal menu (si può difatti avere in dotazione un oggetto per volta  selezionandolo dal menu.) che verrà visualizzato in alto a sinistra da una piccola icona, col tasto B invece, si può interagire coi fondali, leggere documenti che diano degli indizi per quanto riguarda la trama.
Con SELECT si entra nell’inventario dove è possibile accumulare pozioni, oggetti di vario tipo mappe e quanto si può trovare esplorando le varie location ed in puro stile Resident Evil si possono anche combinare alcuni oggetti tra loro.
Con START invece, si mette il gioco in pausa permettendo di salvare in qualsiasi momento, di caricare un’altra partita o di uscire dal gioco.
Il gameplay alla fine, si presenta come un classico Survival Horror dove è necessario investigare dappertutto alla ricerca di indizi ed oggetti utili per aprire porte o arrivare in luoghi prima inaccessibili, risolvere enigmi...
 
 
 
Ma, non dimentichiamo forse qualcosa?
Fin’ora non si è parlato di armi ed è strano che in un gioco del genere non vi siano.
Difatti non è così…
Le armi, ci sono e sono rappresentate dalle classiche pistole, fucili a pompa, balestre, ecc. ciò però che ne caratterizza la presenza è il fatto, che è possibile utilizzarle solo in determinati momenti ovvero quando si cambia schermata a causa degli incontri casuali!
Confusi?
Cerchiamo di capire meglio come stanno le cose…
Durante la fase esplorativa, che è caratterizzata dalla classica impostazione del genere, compariranno in maniera del tutto casuale delle schermate isometriche con scrolling, dove il giocatore, sarà libero di muoversi e solo in queste situazioni è possibile utilizzare le varie armi contro i mostri che si pareranno davanti al nostro Edward il quale, potrà sparare e camminare contemporaneamente, ma non potrà correre (come nell’intero gioco d’altronde) esponendosi maggiormente agli attacchi di belve più veloci.
Anche in queste situazioni, è possibile prendere pozioni o munizioni rappresentate dalle canoniche icone con la differenza che basterà passarci sopra mentre con il tasto A, si potrà sparare e soltanto in questo caso inoltre, sarà possibile visualizzare l’energia del protagonista e le armi con il rispettivo quantitativo di munizioni in alto alla schermata di gioco.
Il combattimento, volgerà al termine  in caso di sterminio delle creature presenti nella schermata oppure nel momento in cui il nemico in questione smetterà di attaccare dandosela a gambe.
Ovviamente essendo un Survival Horror, le munizioni scarseggeranno ed il giocatore dovrà stare attento a non sprecare nulla.
Certo però sarà difficile mantenere questo proposito per alcuni motivi, primo fra tutti, l’eccessiva presenza di questi “incontri casuali” in alcune zone impennando il livello di difficoltà nelle fasi più avanzate senza contare il fatto che a causa della visuale isometrica, non sarà possibile mirare con precisione e questo, porterà all’inevitabile spreco di preziosi proiettili, rendendo i combattimenti frustranti soprattutto quando si incontrano i boss.
Certamente, forse per le limitazioni del portatile Nintendo, non si poteva fare di più e con un po’ di pratica il problema può essere limato.

Da solo nel buio.
Se fin’ora, sembra che non ci sia nulla di buono in questo titolo ecco che compare la punta di diamante del titolo: il comparto tecnico di questo gioco è semplicemente mostruoso!
E’ incredibile ciò che ci si troverà davanti quando finita la presentazione inizierà l’avventura vera e propria e non ci si renderà immediatamente conto della cosa pensando che sia solo un’altra schermata di presentazione!
I Pocket Studios, hanno semplicemente compiuto un miracolo, trasportando “pari pari” gli sfondi prerenderizzati direttamente dalla versione PC del gioco e riducendoli in maniera eclatante sul piccolo schermo LCD.
Il personaggio, non è poligonale ma è sufficientemente dettagliato e non solo, utilizza anche una particolare tecnica detta Sprite Scaling che ingrandisce o rimpicciolisce lo sprite in modo tale da dare la sensazione di allontanamento o avvicinamento verso l’inquadratura!
Nelle schermate di combattimento invece, la grafica dello sfondo non è prerenderizzata ma è comunque di buona fattura, mentre gli sprite dei mostri sono veramente ben fatti anche se il bestiario non è molto vario e soprattutto originale…
Il tutto, è accompagnato da un sonoro altalenante, abile nel ricreare l’atmosfera con dei fantastici campionamenti audio che riproducono i versi di animali notturni come gufi, grilli e quanto altro possa caratterizzare un’isola con della foresta, grotte, la classica villa abbandonata, ma anche ruggiti e versi inquietanti che contribuiscono a creare un’atmosfera davvero da brivido sicuramente, tra i punti più alti toccati su questa piattaforma.
Purtroppo però non si può dire lo stesso della colonna sonora, ridotta ai minimi termini e ripetitiva forse per favorire la qualità dei campionamenti. Ricordiamo infatti, che è pur sempre poco lo spazio su di una cartuccia e questo avrà limitato non poco gli sviluppatori ma forse un po’ di varietà in più poteva esserci con uno sforzo maggiore.
La longevità è buona ma c’è una nota dolente: ad inizio recensione, si è accennato ad una trama raccontata in modo “affrettato”, ma in realtà l’introduzione è stata tagliata ed adattata.
Nel titolo originale difatti, era possibile giocare anche col personaggio della dottoressa Cedrac in modo similare a Resident Evil 2 raddoppiando in questo modo la longevità globale.
In questa versione invece, non è possibile fare ciò forse per mancanza dello spazio su cartuccia e per questo, nella trama, la bella ricercatrice è diventata solo un personaggio di supporto via radio…
Nonostante tutto però, la durata del titolo è buona considerando che si parla di un titolo portatile e considerando pure purtroppo il livello di difficoltà mal calibrato che tende ad innalzarsi sin troppo velocemente, rischiando di lasciare il giocatore in più occasioni a fronteggiare i mostri con pochissime munizioni e ciò, lo rende sin troppo ostico alle volte… 
 
 
In alternativa a Alone in the Dark: the New Nightmare
Alone in the Dark ( X360 ) Alone in the Dark ( X360 )

Il più recente episodio della saga, a firma Eden Games: evocativo in taluni punti, zoppicante in altri
Il commento dell'autore su Alone in the Dark: the New Nightmare
Avatar di Antonio
 
Antonio "No More" Bocchino
Tanto più la notte è profonda, tanto prima sorgerà l’alba di un nuovo giorno.
A conti fatti, Alone in the Dark è un buon gioco caratterizzato da un’incredibile realizzazione tecnica  riuscendo laddove nemmeno Capcom con il porting destinato alla console medesima del suo pupillo riuscì a fare.
Certamente non una versione impedibile a causa dei tagli purtroppo necessari alla trama ed a doppio filo alla longevità ma che certamente saprà regalare una bella avventura con atmosfera horror, caratterizzata anche da piccoli tocchi di classe, ai possessori del piccolo portatile disposti a chiudere un occhio sulla difficoltà anche vistala  penuria di giochi del genere per tale piattaforma.

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Pregi del gioco

Realizzazione tecnica mostruosa!

Effetti sonori degni di nota.

Atmosfere incredibilmente fedeli alla controparte PC.
Difetti del gioco

Difficoltà e gestione dei combattimenti mal calibrati.

Tagli alla trama ed alla longevità.

Colonna sonora troppo ripetitiva e ridotta.

Pagella del gioco
Voto grafica
9.5
Certamente impressionante, una magistrale prova di forza per il piccolo 8 bit
Voto sonoro
7.5
Campionature audio discrete, ma i tagli alla soundtrack originale si sentono tutti
Voto giocabilità
6.5
Ovviamente ridimensionata, a partire dal gameplay d'atmosfera
Voto longevità
7
Non eccessivamente longevo, ma si rivela una distrazione più che piacevole...
 
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