Viewtiful Joe

La vita spericolata di un eroe anormale!
Scritto da Matteo “Scanna” Scannaviniil 27 maggio 2010
Viewtiful Joe Recensione

È il 2003. Dopo i primi, illusori, mesi di lancio Nintendo e tutto il mondo videoludico si è ormai reso conto di come Gamecube non stia riscuotendo il successo sperato in termini di vendite, nonostante la grande N abbia già sparato quasi tutti i “pezzi da 90” nel suo arsenale, da The Legend of Zelda: The Wind Waker a Metroid Prime, passando per Super Mario Sunshine per non scordare Starfox Adventures. La qualità media dei titoli per il cubo viola è impressionante, ma proprio la mancanza di importante apporto da parte delle terze parti inizia a farsi sentire, similmente a quello che era successo anni prima a Nintendo 64, spettatore impotente del boom di Sony Playstation.

Per rasserenare gli animi e dare speranze ai tanti sostenitori della casa di Mario arriva in totale controtendenza l’annuncio in grande stile di Capcom della produzione di ben cinque titoli in esclusiva per la console con la maniglia : i cosiddetti Capcom Five. Resident Evil 4, Project Number 03, Killer7, Dead Phoenix e Viewtiful Joe; questi i nomi di quelli che poi si sarebbero rivelati “Capcom Flop” o i “Capcom Fake”, se volessimo usare un nome più consono a come andarono effettivamente le cose in seguito. Lo strano e mediocre P.N.03 fu infatti l’unico dei cinque a rimanere un’esclusiva Nintendo, mentre Killer7, Resident Evil 4 e Viewtiful Joe raggiunsero poi i lidi Sony su PlayStation 2 (con anche la beffa per gli utenti GameCube di contenuti aggiuntivi inclusi) e Dead Phoenix fu addirittura cancellato. Non è soltanto la mancata esclusività ad aver sollevato polemiche, in quanto Killer7 si rivelò uno strano titolo visionario molto di nicchia, così come P.N.03, mentre solamente Resident Evil 4 mantenne le promesse in termini di qualità, dimostrandosi forse uno dei migliori giochi della generazione a 128-bit. A risollevare le sorti dei Five, oltre che parzialmente anche quelle di GameCube stesso arrivò però il più inaspettato e meno pretenzioso dei cinque titoli annunciati : l’uragano Joe si presentò in grande stile a riempire di calci e pugni tutte le produzioni multimilionarie di quegli anni.


Henshin a go-go baby!!

  Joe è un ragazzo come molti altri, ha una ragazza molto carina di nome Silvia e una vita normale.La sua passione però è alquanto particolare, infatti Joe è un fan del cinema d’azione, in particolare dei cosiddetti B-Movie con protagonisti supereroi in calzamaglia stile Power Rangers, tra i quali il celebre (almeno per Joe) Captain Blue, ormai invecchiato, con una pancetta tutto fuorchè da paladino della giustizia. È proprio durante uno spensierato pomeriggio al cinema con Silvia ad assistere alla proiezione di uno dei successi cinematografici di Captain Blue che avviene il fattaccio : la bionda e occhialuta fidanzata di Joe viene inspiegabilmente rapita da un supercattivo uscito dalla pellicola e trascinata di forza nel mondo del film. Joe viene portato anch’egli all’interno del telone del cinema, proprio da parte del suo idolo Captain Blue, il quale lo investe inoltre dei poteri VFX per renderlo un eroe in tutina rossa e cercare di salvare Silvia dalle grinfie delle malvage entità che stanno attaccando Movieland. Viewtiful Joe: questo il nuovo soprannome di Joe con il suo nuovo aspetto molto “cool”, la sua forza sovrumana e i suoi poteri VFX, un personaggio dal design fresco e geniale, un po’ Power Rangers un po’ Superman ma con un carisma e un carattere unico e inimitabile, spaccone ed esibizionista ma anche chiaramente preoccupato per le sorti della sua amata.Nella caratterizzazione dei personaggi, degli ambienti e dei buffissimi nemici si denota il tono scanzonato e parodiale del gioco, in perfetto stile B-Movie.

Basti pensare alla forse ridicola e senza senso frase che Joe deve urlare dopo essersi messo in posa per potersi trasformare in Viewtiful, quel “Henshin a Go-Go Baby” che è entrata nel cuore e nei ricordi di chiunque abbia almeno provato il titolo Capcom (n.d. in verità pochi sanno che “Henshin” è la parola giapponese che sta per “Trasformazione”).


VFX Powers

Ma come funziona, joypad alla mano, Viewtiful Joe? La visuale è quella classica dei beat’em’up in due dimensioni, ma in verità il prodotto di quelli che poi diventeranno i membri di Clover Studio è ricco di elementi di gioco di piattaforme e d’azione. Joe avanza infatti per i livelli come in un Metal Slug raccogliendo oggetti, saltando e correndo, ma soprattutto picchiando. Nelle combo eseguibili, nelle mosse sbloccabili alla fine dei livelli sta il vero cuore delle avventure di Joe, un cuore action e maledettamente tamarro, che ricompensa i giocatori più “stylish” ed aggraziati nel farsi largo tra le orde nemiche con punti e bonus di ogni tipo.

Per mettere pepe ulteriore e originalità nel sistema di controllo arrivano i poteri VFX, quelli che fanno di Joe un supereroe; i VFX (acronimo per Viewtiful Effects) sono tre e vengono alimentati da una barra visibile di fianco a quella della vita in alto sullo schermo, la quale si ricarica col tempo. Slow, Mach Speed e Zoom In sono i nomi dei tre poteri, tutti legati al controllo del tempo e spesso combinabili tra loro; Slow è il primo a venire appreso da Joe e, come intuibile, permette al giocatore di rallentare il tempo nel gioco, aumentando il potere dei colpi del nostro eroe o permettendogli di schivare missili e proiettili in perfetto (anzi forse più esibizionista) stile The Matrix. Mach Speed invece ha l’effetto contrario, ossia di aumentare la velocità delle movenze di Viewtiful Joe, il quale praticamente si sdoppierà o triplicherà o quadruplicherà aumentando sempre di più il proprio quantitativo di pugni e calci, potendo colpire più avversari alla volta. Infine troviamo Zoom In, utilizzabile in combo con gli altri due, il quale concentra l’azione su Joe con uno zoom della telecamera in grado di aumentarne la forza, sbloccargli nuove mosse e paralizzare i nemici nelle vicinanze, stupiti e spaventati da quanto Joe sia figo e soprattutto quanto sia maledettamente potente.

La caratteristica peculiare dei VFX non è tanto la loro efficacia in battaglia, ma il loro utilizzo al di fuori di essa, nel risolvere i puzzle e gli enigmi del gioco. Ad esempio per spegnere un fuoco potrebbe essere necessario rallentare il tempo e aumentare a dismisura le dimensioni di una goccia d’acqua che cola da un rubinetto nei paraggi, oppure per premere tre pulsanti contemporaneamente servirà usare il Mach Speed e triplicare i pugni di Joe sugli interruttori e così via. Le applicazioni dei poteri sono uno dei punti più freschi e originali di Viewtiful Joe e funzionano alla grande, aggiungendo alla componente d’azione frenetica un minimo di uso del raziocinio da parte del giocatore.


Ciak, motore, azione

Viewtiful Joe è un gioco che poteva nascere solo su GameCube. Mentre i rivali di Sony e Microsoft si sfidavano a colpi di poligoni e grafica 3D, Capcom confezionava una gemma in Cel Shading a due dimensioni, con un comparto grafico definito, colorato e visionario, certamente uno dei migliori della sua generazione, secondo solamente a The Wind Waker e a Okami (tra l’altro sviluppato sempre da Clover) nell’uso della tanto amata tecnica a simulazione di cartone animato.

Lo stesso design dei personaggi grida al capolavoro: i medi-kit sono sostituiti da pop-corn e Hamburger, Rinoceronti centauri e Pipistrelli giganti fungono da boss di fine livello, versioni ballerina e giocatore di football dei nemici base attaccano lanciando palloni o colpendoci con le loro gonnelline, mentre sott’acqua ci aspettano pesci robot e dall’aria veniamo bombardati da astronavi ed elicotteri. Movieland è realizzata perfettamente, ricca anche di citazioni dalla cinematografia reale, in particolare di fantascienza, il suo unico difetto può essere nella sua non eccessiva grandezza, anzi nelle sue oggettivamente piccole dimensioni. Chiaramente un tipo di titolo come questo non può avere una longevità o una profondità come un Final Fantasy, ma le ore che servono per terminare i sette livelli (catalogati come film, con un loro titolo e divisione in atti) si contano sulle dita di una mano. I bonus sbloccabili come nuovi personaggi o mosse e i molto ostici livelli di difficoltà al di sopra del “normale” danno al gioco un credibile fattore rigiocabilità, ma dovremo rivolgerci al seguito, l’ottimo Viewtiful Joe 2, per avere qualche opzione e modalità in più e arricchire il piatto.

 

 Un fotogramma dell'anime tratto dal videogioco.


Happy Ending

Questo della scarsa longevità è forse l’unico difetto imputabile al lavoro di Capcom e del Viewtiful Team. Tutto il resto, a partire dal gameplay fresco e adrenalinico per non dimenticare la grafica, il divertente doppiaggio e character design sfiorano la perfezione nel genere, dando a Viewtiful Joe i crismi del capolavoro. Se a tutto ciò si aggiunge il budget limitato, il coraggio di Capcom di sfidare le mode e proporre un titolo così originale e tutto quello che ha significato Viewtiful Joe per l’utenza Gamecube, rappresentando la “Nintendo Difference” anche in un gioco sviluppato da terze parti, ci troviamo di fronte ad uno dei più grandi videogame di tutti i tempi.

Nonostante si sia ritagliato una fetta di fan considerevole, globalmente Viewtiful Joe non rappresentò il successo sperato su Gamecube, specialmente nel mercato europeo, spingendo Capcom a realizzare un porting per PS2 con contenuti extra, il quale vendette molto meno ancora rispetto al suo cugino su console Nintendo. Al contrario, la critica promosse a pieni voti l’esperimento del regista Hideki Kamiya, già padre di Devil May Cry, ma è solo oggi che si può apprezzare, in un panorama videoludico che pensa quasi unicamente al progresso tecnologico affidandosi a canovacci già sperimentati e collaudati per guadagnare soldi facili con i poligoni e i motori fisici, il lavoro svolto dal quarto studio di sviluppo Capcom con Viewtiful Joe, un lavoro stiloso e “cool”, che risulta ancora dannatamente divertente e coinvolgente anche oggi. Se avete un Wii o una Playstation 3 fatevi un favore, abbandonate Call of Duty o God of War, usate la retrocompatibilità e date una chance al supereroe in tutina rossa aderente che mangia hamburger…non ve ne pentirete.

Un gioco che parla di noi...

di Nicolò Pellegatta

Sul mio scaffale, un apostrofo rosa tra Gotcha Force e Doshin The Giant. Vabbè, vabbè, Viewtiful Joe si presenta in una cover rosso fiammeggiante o giallo scintillante, ma per noi è un tenue rosato. Un rosa love, un vecchio amore redazionale, che ha infiammato gli animi di molti omuncoli qui nella galassia VgNetwork. In primis il buon Scannavini, che ai videogiochi è tornato proprio dopo aver fatto conoscenza con il cinefilo joe, l'otaku in calzamaglia; il sottoscritto che ha ben accettato il massimo voto assegnato a questa recensione senza se e senza ma; infine il signor Giacomo Quadrio che nel mare di Clover c'ha sguazzato in lungo e in largo. Ma d'altronde come si fa a non innamorarsi di Viewtiful Joe, non farsi rapire dal suo incommensurabile carisma, dal suo agonismo? Dalla sua lotta contro i Power Rangers vestito da Power Rangers? E' un eroe sgangherato questo Joe, infantile come tutti noi che passa più tempo a imitare il vegliardo Captain Blue piuttosto che "curare" (eheh) la sua ragazza: la bella tettona di nome Sylvia. Per la sconsolazione della biondina, ma insomma, lei insiste insiste. Ingiusto, ma un nerd che vince, che da un calcio alla sua vita sociale per rinchiudersi nel mondo dei cartoon/comic, beh, genera apprensione ma anche un sorriso. Vincono le passioni irreali su quelle reali, gli amori individuali anzichè quelli collettivi. E Viewtiful Joe che certo certo parla di tutti noi un 10 se lo porta a casa senza complimenti. Fanculo alla tettona!

COMMENTO
Matteo “Scanna” Scannavini
Ammetto di essere leggermente di parte quando si tratta di Viewtiful Joe, forse il gioco più importante della mia vita da videogiocatore, avendomi travolto con la sua grinta in un momento dove nulla più stimolava i miei polpastrelli. Il carisma di Joe è senza eguali ed è un peccato che giochi così non escano quasi più, all’interno di un mercato saturo di troppi FPS e titoli sportivi o troppo seriosi. I colori e i personaggi di Joe sopravvivono agli anni e alla poca fortuna avuta all’epoca, causata anche dalla risibile base installata di GameCube, console che definire incompresa è forse riduttivo. Una pietra miliare.
GRAFICA:10Cel Shading ai suoi massimi e uno stile debordante.
SONORO:9Doppiaggio fenomenale e suoni campionati perfetti, oltre a musichette orecchiabili.
GIOCABILITà:10Divertente, adrenalinico e veloce.
LONGEVITà:8Quello che c’è è intensissimo, ma sei livelli sono pochi e il materiale sbloccabile (su GameCube) non invoglia tanto.
VOTO FINALE10
PRO:- Viewtiful Joe è un eroe figo in un mondo geniale
- Tecnicamente ineccepibile
- Azione, risate e stile a volontà
CONTRO:- Longevità ridotta
- Forse può non essere un gioco per tutti
Bayonetta ( X360 )C'è un nonosoche di Viewtiful in Bayonetta. O forse è solo la venatura stylish di Kamiya.
Mega Man XPraticamente: Megaman è il nonno di Joe. Eh già...
SCHEDAGIOCO
Cover Viewtiful Joe

Viewtiful Joe

  • data d'uscita: 2003
  • produttore: Capcom
  • sviluppatore: Capcom's Production Studio 4
  • Distributore: Halifax
  • Genere: Azione
  • Pegi: 12+
  • Sito di Viewtiful Joe
Scheda completa...
Viewtiful Joe2010-05-27 18:48:35http://www.vgnetwork.it/recensioni-game-cube/viewtiful-joe/La vita spericolata di un eroe anormale!1020525VGNetwork.it