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James Cameron Avatar: The game (iPhone)

James Cameron Avatar: The game (iPhone)
Informazioni James Cameron Avatar: The game
8.5
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Recensione James Cameron Avatar: The game  Scritto da: Vincenzo Cascone | Data: 2010-03-03

Belli, simpatici e tutti blu. E no, non stiamo parlando dei Puffi.

Sembra quasi che una strana razza non umana dallo sgargiante colore blu abbia invaso il nostro pianeta. Ci guarda dalle locandine dei cinema, dalle pagine dei giornali, dai manifesti per le strade, dalle pubblicità per automobili(quale sia la connessione con le quattro ruote non è dato saperlo). Alla fine il fenomeno Avatar, il nuovo kolossal di James Cameron, approda sui lidi dell’Apple Store con un nuovo titolo di casa Gameloft (sviluppatrice anche del titolo mobile già recensito qui , su VGN). E il tutto non dispiace affatto!
 
 
Avatar,un unico film,già tante storie…
 
Due motivazioni ci portano a non parlare della trama cinematografica:
1)    Dopo tanto clamore di marketing, vedersi svelata la trama su di un sito di videogame non sarebbe il massimo della vita, non vi pare?
2)    La trama del film non è quella del videogioco.
Proprio così. Il titolo Gameloft, infatti, assume il ruolo di spin-off, nel quale prenderemo le fattezze di tale Ryan Lorentz, il primo umano inserito nel corpo di un Avatar per entrare in contatto con la razza umanoide presenta su Pandora, i Na’vi. Unico obiettivo della missione: entrare in possesso dell’ “unobtainium”, prezioso minerale (legassi “capace di far fruttare milioni di dollari). Il tutto si svolge una ventina di anni prima delle imprese compiute da Jake Sullivan (protagonista della versione cinematografica,ndr). Con il tempo Ryan si accorgerà della straordinarietà del popolo Na’vi e del rapporto quasi simbiotico che questi hanno con la loro terra, animali e piante compresi.
“Che bello!”,dirà il giocatore che già ha imparato ad amare il film di Cameron,“uno spin-off ambientato a Pandora!”.C’è da dire, purtroppo, che la trama, per quanto interessante possa essere, è appena accennata, affidata a poche battute della voce narrante che appare tra una missione e l’altra e le righe di testo durante l’avventura. Ma questo sembra un difetto comune ad altri giochi Gameloft (“Hero of Sparta” per fare un esempio).
L’avventura iniziano nel campo di addestramento umano, con il milite Ryan già ben impiantato nel suo Avatar; pochi esercizi di riscaldamento(ovvero il tutorial del gioco) e subito si è catapultati nel cuore della flora di Pandora. Ed è qui che, con il pericolo dietro il primo angolo (o meglio, primo albero), inizia il bello.

 
Salvate il sodato Ryan (Lorentz)
 
Il gioco unisce meccaniche di un platform game a quelle del combattimento in terza persona stile fantasy: tra salti ben calcolati, piattaforme mobili, liane e appigli quasi invisibili, il giocatore dovrà fare appello alla sua voglia di combattere per risultare vittorioso sui soldati umani e gli animali che popolano la pericolosa foresta “pandoriana”(si potrà dire così?).
Analizzando nel dettaglio:
Platform: Le meccaniche,seppur classiche, sono più che buone: ci ritroveremo a saltare di piattaforma in piattaforma (il più delle volte celermente per non cadere nel precipizio ai nostri piedi), arrampicarci sull’edera che cresce rigogliosa lungo le scarpate, evitare arbusti spinosi e “piante cecchino”: non che impugnino un’arma da fuoco (per quelle ci sono già gli uomini), ma mai sottovalutare i loro proiettili velenosi.
Si segnala la presenza di simpatici funghi catapulta (un salto sul cappello equivale ad esser proiettati a decine di metri d’altezza) e, purtroppo, di una nota di demerito: la telecamera. Questa, solitamente fissa, a volte non fa il suo lavoro, ostruendo la visuale nei momenti più difficili. Per la serie: dovrei saltare su una piattaforma a due metri di distanza,ma la telecamera,che fastidio!, si blocca dietro un albero vicino costringendomi a saltare verso l’ignoto.
Combattimento in terza persona: Per le dinamiche del combattimento essenziali sono i tre pulsanti in basso a destra: uno per attaccare, un altro per saltare, l’ultimo per cambiare arma. Troppe volte, purtroppo, specialmente nelle fasi iniziali, il combattimento si riduce ad una forsennata pressione di tasti sperando che l’animale di turno (in carne e ossa o viti e bulloni) crolli al più presto.
Il giocatore si potrà avvalere,per risultare vittorioso, di tre armi che,nel corso della trama, saranno debitamente potenziate. Nel dettaglio, si potrà scegliere un combattimento corpo a corpo impugnando l’asta Na’vi, oppure mantenersi a distanza e scagliare frecce velenose con il proprio arco o sparare proiettili con uno (e poi due) mitra, retaggio della provenienza umana.
C’è da dire che, alla lunga, la possibilità di utilizzare solo tre armi annoia. Qualche altra aggiunta avrebbe impreziosito il gameplay, rendendolo più vario e divertente.
Consoliamoci, almeno, con il Dono di Eiwa

 
L’invocazione di una Dea
 
Il combattimento, infatti, è impreziosito dalla possibilità di utilizzare il potere speciale della razza Na’vi, il “Dono di Eiwa”, dove Eiwa è la divinità suprema del Pantheon. Premendo il tasto in alto a destra,si entra in una “special mode” in cui il nostro Avatar diventa notevolmente più forte e resistente ai colpi avversari. Una volta richiesto l’aiuto di Eiwa, dovremmo aspettare il tempo di caricamento del potere. Le divinità si scomodano soltanto per le faccende importanti,insomma. Per velocizzare il tempo di recupero (ma anche per potenziare i colpi dello “special mode ) sarà necessario recuperare gli spiriti blu disseminati per i vari livelli. Questi si andranno ad accumulare per sbloccare sezioni di Dna( facilmente consultabile nell’apposito menù), ad ognuna delle quali è associata un potere potenziato. Il filamento genetico sembra lungo e impresa ardua comporlo tutto. Nulla di improponibile, in realtà: gli spiriti sono per lo più posizionati lungo il percorso obbligatorio del personaggio e rilasciati anche dagli avversati morti in combattimento. Un omaggio al più forte,quindi.
Possibilità, questa del Dono di Eiwa, destinata ben presto a diventare una necessità sempre più letale per uscire dalle più concitate situazioni di gioco. Non vorrete incontrare lupi dalle fauci velenose e robot dell’esercito umano impugnando in mano solamente arco e frecce?

 
Sul nel cielo, verso la linea dell’orizzonte
 
In particolari punti della trama (il Mondo 6, ad esempio) è concessa la piacevolissima possibilità di girare per il mondo di Pandora e portare a termine particolari incarichi assegnati dagli altri Na’vi all’interno dell’”Albero-Casa”.
Tutto inizia qui,al centro della mappa di gioco, nel cuore pulsante e ben radicato della società Na’vi. Nell’albero vivono gli altri membri della comunità, i quali non avranno alcuna forma di reticenza nel chiedere aiuto al nostro Ryan Lorentz per portare a termine incarichi di varia  natura. Andare ad uccidere un pericoloso branco di “Lupi Vipera”, sterminare un avamposto umano nelle vicinanze, distruggere i Banshee (mezzi umani militari aerei):non ci sono margini di errore, la  distruzione dell’Albero sarebbe letale.
C’è una speciale sinergia tra i Na’vi e la loro “casa”. Ryan si troverà a rischiarare la vita per la libertà della specie.
Due semplici parole per descrivere il mondo che,una volta usciti dal “Grande Albero”, si presenta ai nostri occhi fino alla linea dell’orizzonte. Che sia al chiarore dell’aurora, sotto il sole di mezzogiorno o alla luce tremula della luna(quale delle tante?), il mondo di Pandora è un idillio fantascientifico: alberi rigogliosi, arbusti presi in prestito dalla foresta africana, cascate,montagne, valli attraversate da correnti impetuose e ogni sorta di luogo che farà impazzire gli amanti della natura (di Pandora e non). La libertà di movimento è incredibile,valorizzata ancor di più dall’aver davanti un titolo pur sempre “mobile”.
La mappa del mondo, intuitiva e facilmente richiamabile da un pulsante in alto a sinistra, è piuttosto vasta. Fortuna che appena fuori dall’Albero troveremo comodamente “parcheggiato” un agile e scattante cavallo sul cui dorso si velocizza l’andatura. Il “Direhorse”, questo il nome dell’enigmatico animale, è un cavallo a 6 zampe. L’avevamo detto: Pandora è strana,molto strana.
Si segnala, inoltre, un simpatico livello in cui ci ritroveremo a guidare la nostra fidata cavalcatura volante ( l’Ikran per chi avesse visto il film) e a scagliare arco e frecce contro le navicelle umane, mentre si volteggia tra le nubi evitando rocce pericolose.
Un utile diversivo: peccato che non sia data la possibilità di giocare un livello ogni volta che lo si desideri ( una volta finito, si è costretti a continuare la trama).

 
Io ti vedo (cit.)
 
Il titolo Gameloft prometteva bene e non delude, peccato per alcuni difetti che ne limitano la rigiocabilità. La storia non è breve, anzi, ma avrebbe potuto incentivare alla rigiocabilità ( con qualche collezionabile, ad esempio).
In ogni caso, i fan del film non potranno perdersi il gioco e l’egregio lavoro svolto dagli sviluppatori in questa trasposizione tutta da scoprire.

In alternativa a James Cameron Avatar: The game
Il commento dell'autore su James Cameron Avatar: The game
Avatar di Vincenzo Cascone
 
Vincenzo Cascone
In pochi giorni ho visto il film al cinema in 3D e recensito il videogioco per Iphone. Da allora, un unico pensiero: voglio andare a vivere a Pandora!
In sincerità, mi aspettavo di rivivere le vicende viste in sala: dopo un attimo iniziale di straniamento, comunque, la vicenda è parsa più che piacevole. Un unico appunto: avrebbe potuto essere approfondita in modo migliore.
Tutto questo ( pregi e difetti) è Pandora. E non è poco, sia chiaro.


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Pregi del gioco

È Avatar!

Pandora tutta da scoprire

Grafica dai colori ipnotici
Difetti del gioco

Trama appena accennata

Assenza del multy

Telecamere non impeccabili

Pagella del gioco
Voto grafica
9
Ben fatta, caratterizzata da tinte blu cobalto e verde cristallino. E l’atmosfera di Pandora al tramonto è impareggiabile.
Voto sonoro
8.5
Musiche epiche, soprattutto quelle da ascoltare durante le cavalcate per Pandora. Essendo per lo più le stesse, però, alla lunga a qualcuno potrebbero stancare.
Voto giocabilit
8
Buoni i controlli per il comparto “platform”, discreti quelli per il combattimento. Peccato per la telecamera che,a volte, “si inceppa”.
Voto longevit
8.5
La storia dura parecchio. Una volta finito, però, il gioco non offre pretesti per rigiocarlo (pesa l’assenza del multy)

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