Il mercato dei videogame su smartphone, nel corso di pochi anni, ha avuto un'evoluzione davvero clamorosa. Inizialmente i prezzi irrisori per lo sviluppo di un gioco e successiva pubblicazione su store digitale (App Store, Android Store, ecc...) spingevano molte software house minori o anche semplici programmatori "privati" a tentare la strada del successo. Da quando aziende più importanti hanno però iniziato ad interessarsi a questo mercato, la qualità ed il budget dedicato ai giochi ha spiccato il volo. Quello che ci troviamo ad analizzare oggi è sicuramente un titolo che spinge all'estremo il concetto di gaming su "cellulare", ma partiamo dall'inizio.
L'anno è il 2350, il pianeta Terra è oramai solo un ricordo e la vita si è spostata principalmente nello spazio aperto. La società come la conosciamo non esiste più e tutto è controllato da alcune grosse corporazioni che fanno eseguire i loro comodi ai mercenari, ovviamente sotto lauto compenso. Di tutti gli sgherri disponibili, i più quotati sono senza dubbio i cosiddetti Shadowguns, cacciatori di taglie senza pietà e senza coscienza, dediti al lavoro e pronti a tutto pur di guadagnare. Ma scavando ancora più a fondo, spicca un nome in particolare, il più temuto e più temibile dei mercenari: John Slade, il nostro protagonista. Durante un tranquillo viaggetto nello spazio, una delle suddette "aziende" contatta Slade per un lavoro che pare gli sia stato ricamato addosso. L'affare sembra abbastanza semplice, trovare e rapire il Dr. Edgar Simon, nascosto nel suo laboratorio tra le montagne. Ma potrebbe essere tutto così facile? Ovviamente no. Infatti appena varcata l'atmosfera del pianeta su cui si apprestava ad atterrare, la navicella di John viene colpita da un paio di razzi nucleari che la deragliano e la fanno crollare in un imprecisato corridoio metallico. A questo punto, scappato dal relitto in fiamme di quello che una volta era un mezzo di trasporto, il nostro mercenario si mette subito in contatto con S.A.R.A, scritto puntato non a caso: infatti non è il nome di una bella ragazza amica di John, ma piuttosto una cyborg dallo spiccato senso dell'umorismo (cosa che nemmeno al nostro alter-ego manca). Le notizie non sono ovviamente confortanti, l'atterraggio fortuito è abbastanza lontano da quella che era la meta, ma cosa ancora più divertente, il “capo” sembra si fosse dimenticato di specificare che il dottore da rapire era a capo di un esercito di mutanti e droni famelici ed assetati di sangue. Che fare? Il lavoro oramai è accettato e Jhon Slade non è certo il tipo che si tira indietro in situazioni scomode, si parte quindi per l'avventura, pronto a finire la missione a costo della vita.
Shadowgears...ehm...Shadowgun!
Tolta la simpaticheria del titolo, chiunque abbia un po' d'esperienze di gioco su smartphone si sarà reso conto che moltissimi titoli di "grosso calibro" sono spesso dei cloni più o meno velati dei blockbuster di maggior successo su console maggiori. In questo caso il titolo di riferimento è chiaramente Gears of War. A scanso di equivoci, meglio specificare subito che questa "somiglianza" tra i due giochi non è affatto un male, ma anzi, Shadowgun è assolutamente un titolo di elevatissima qualità che ben presto assume una propria personalità nonostante le similitudini con GoW per quanto riguarda il gameplay ed il design del protagonista. Ma cosa può valere quest'affermazione se non la si contorna da prove concrete? Ben poco, quindi andiamo ad analizzarlo nel dettaglio.
Il gioco è classificabile come TPS, cioè sparatutto in terza persona. Come anticipato, noi comandiamo John Slade e dobbiamo avanzare per i vari ambienti di gioco affrontando man mano situazioni e nemici sempre più ostici. Le varie "stanze" in cui si svolgono i combattimenti sono inizialmente semplici corridoi, ma più si procede, più gli ambienti si allargano e si "aprono", rendendo gli scontri a fuoco particolarmente complessi. Questo fa capire che per portare a casa la vittoria non basta scaricare il fucile in direzione del nemico, ma occorre utilizzare una certa tattica a seconda dell'area in cui ci troviamo. Tutti gli ambienti di gioco, non a caso, sono ricchi di oggetti e barriere che all'occorrenza possono e devono essere utilizzati come ripari. Una volta nascosti, però, non si è automaticamente al sicuro, infatti a complicarci la vita entra in gioco il fatto che molti nascondigli possono essere spaccati e questo costringe, noi ed i nemici, a muoverci spesso da un riparo all'altro, dando una dinamicità davvero notevole alle sparatorie. A questo proposito, un plauso va fatto all'IA dei nemici, davvero buona se si calcola che si sta giocando non su una console, ma pur sempre su uno smartphone. I mutanti non sono semplice carne da macello, ma si spostano tra i ripari, si nascondono se gli spariamo ed escono se ricarichiamo, provano a stanarci con il lanciagranate ed usano anche qualche rudimentale tattica di guerra quando sono in più di uno, facendo fuoco di copertura ed avvicinandosi a noi. I nemici, inoltre, sono abbastanza diversificati ed ogni specie ha diversi schemi di attacco, facendo si che l'esperienza non sia mai noiosa, ma anzi, sempre diversa ed interessante. A rendere poi ancora più variegato il tutto si mette l'arsenale di John, piuttosto classico, ma comunque sufficientemente distruttivo. Infine altro punto positivo va ai comandi, molto intuitivi e precisi, adatti allo stile di gioco puramente d'azione.
La potenza dello Unity
Il motore grafico su cui si regge il gioco è il potentissimo Unity Engine. Sebbene i nostri smartphone abbiano già avuto modo di dare sfoggio delle loro capacità, grazie sopratutto ad alcune tech demo dell'Unreal Engine 3 ed ai motori proprietari di casa Gameloft, quello che ci pone davanti Shadowgun è veramente oltre ogni più rosea aspettativa.
L'aspetto tecnico del gioco lascia basiti e per alcuni aspetti sembra quasi si stia giocando su una console fissa. Gli effetti e le texture sono veramente ottimi, tanto che il metallo, materiale che la fa da padrone nel gioco, è reso davvero realisticamente con tutti i luccichii del caso. Aspetto ancora più impressionante, però, è l'illuminazione dei vari ambienti, che cambia in tempo reale sul nostro e gli altri personaggi, creando un quadro d'insieme che lascia a bocca aperta. Come se questo non fosse sufficiente, il gioco è anche arricchito da diversi effetti spettacolari come fuoco, fumo, esplosioni o sangue. Non mancano poi i nemici giganti e parecchi ambienti veramente molto estesi. Pezzo forte sono però le animazioni, che a parte qualche scivolone, nel complesso sono fluidissime e variegate anche per quanto concerne i grandissimi boss che si incontrano lungo il cammino. A chiudere la fiera c'è poi il fatto che Shadowgun gira perfettamente anche su iPhone 3GS (seppur con qualche compromesso per quanto riguarda la risoluzione), che si sa, oramai ha i suoi begli anni sulle spalle. Se il comparto grafico è di prim'ordine, lo stesso lo si può dire del sonoro. La colonna sonora che accompagna le sparatorie è adrenalinica e gli effetti delle armi sono molto gradevoli come anche il doppiaggio (seppure totalmente in inglese, compresi sottotitoli). Infine gli scambi di battute tra John e S.A.R.A sono sempre gradevoli e mai forzati, tanto che riescono a strappare un sorriso e spezzare piacevolmente l'azione tra una battaglia e l'altra.
Promosso a pieni voti
Come avrete intuito, questo Shadowgun è promosso pienamente. Il titolo è davvero sorprendente e non lascia l'amaro in bocca in nessun campo, tanto da renderlo competitivo anche se fosse uscito su una console da gioco portatile. Allora che aspettate? Se siete i fortunati possessori di un iPhone/iPad, correte a scaricare ed aiutate il prode John Slade a portare a termine la sua missione!