Dal DS al cellulare? Bah, e che ci vuole?Non servono combinazioni astruse di tasti per compiere azioni banali. Anche in
Castlevania Dawn Of Sorrow, come nella maggior parte dei giochi per cellulare, i comandi sono tutti a portata di "dita", rendendo abbastanza facile tutte le (poche) azioni. Un po' più difficile sarà invece orientarsi all'interno dei vari livelli, vista la grande somiglianza tra le diverse aree da esplorare. Da segnalare, in primis, l'assenza di un inventario, che rende quindi inutile la raccolta dei vari oggetti lasciati di tanto in tanto come premio per aver sconfitto i nemici. Questa è la prima grande differenza rispetto alla versione per
Nintendo DS che tanto abbiamo apprezzato; potreste però fingervi veri e propri galantuomini, lasciando agli avversari il primo attacco, così da non perdere l'eventuale ricompensa che, come già detto, compare saltuariamente. Chi vorrebbe sprecare un bell'hamburger, una bistecca al curry, o ancor di più una bella tazza di caffè con piattino annesso? -
sarebbe bello sapere di cosa son fatti 'sti mostri,
NdR - E, visto che non si nota una differenza tra le varie vivande, non potevano direttamente ripristinare i punti vita/anima? Non sarebbe stata una modalità di premio peggiore, anzi, forse avrebbe avuto un senso logico.
Altro neo da segnalare: non esiste una barra di avanzamento del personaggio né qualcosa di simile. Solo, di tanto in tanto, quasi per magia, il nostro protagonista salirà di livello.
Straordinario, siamo in balia delle onde.
Per la trama serve un'espansione? «Dopo l'eclissi solare del 2035, la mia vita non è più stata la stessa.
Fu allora che mi resi conto che io, Soma Cruz, ero la reincarnazione di Dracula.
Fu nel suo castello che scoprii la verità...
Ero dotato del potere di impadronirmi delle anime dei miei nemici.
Quel dono malefico quasi mi inghiottì, ma i miei amici mi salvarono.
Da allora è trascorso un anno, e credevo che i miei problemi fossero finiti...»Sicuramente i luoghi "visitati" hanno nomi accattivanti: villaggio dannato, campanile dannato, il pinnacolo (dannazione, questo non è dannato!), torre dei condannati, parco della follia (che pare tratto direttamente da un immaginario
Monopoli "Infernal Edition"), borgo demoniaco, il tempio oscuro, l'abisso. Anche se poi, a guardare bene, non è che la situazione cambi poi chissà quanto.
Ovunque, difatti, ci ritroviamo mostriciattoli - grandi o piccoli che siano - i quali raramente saranno in grado di creare situazioni pericolose o di metterci in seria difficoltà. Anche i boss di fine livello (se così si possono chiamare...) non sono un grosso ostacolo da superare. Giusto l'ultimo, il
Final Boss, ha un valore spropositato (rispetto agli altri, nulla di impossibile, tranquilli) di
ATK e
LP. Ma non vogliamo rivelarvi altro, il rischio di spoiler è sempre dietro l'angolo.
Come se non bastasse, escludendo qualche comunicazione “di sistema” (sei appena salito di livello; ora hai questo nuovo potere), quel prologo sopraccitato, tanto pittoresco quanto scialbo, è l’unico tentativo di dare una trama al gioco. Ne consegue una rapida dispersione della voglia di giocare, così come tanto rapidamente termina questa avventura; poca passione quindi, ma anche poco materiale a cui appassionarsi. Peccato che il risultato sia così infimo, specialmente con un brand forte e d'impeto come
Castlevania. Sicuramente il buon
Soma Cruz ha fatto tanto di meglio, sia attualmente che in passato, ma questa volta sembra davvero essersi schiantato contro un muro di gomma, rimbalzando svogliato in una conversione mobile che non offre assolutamente spunti per coinvolgere. Forse questo servirà di lezione per la prossima volta. Come si suol dire, non tutti i mali vengono per nuocere.