Da che mondo è mondo, ogni cosa che ottiene un gran successo a livello mondiale diventa un’icona da imitare ed emulare al fine di raggiungere e magari anche eclissare il successo della fonte d’ispirazione stessa: partendo dal celeberrimo Tamagochi, infatti, si è arrivati a nuove interpretazioni e anche nuovi hardware sui quali far vivere una delle più grandi idee ludiche degli anni ’90, per giungere ai giorni nostri e lo sfolgorante successo di Nintendogs su DS.
E ancora adesso, grazie alle possibilità offerte dalle moderne tecnologie, anche sui nostri cellulari abbiamo la possibilità di avere un cucciolo da accudire grazie a Gameloft e il suo Dogz, che abbiamo analizzato a fondo per farvi sapere se è meritevole d’acquisto.
Il gioco inizia ovviamente con la scelta di un cucciolo, con tre razze disponibili: Labrador, Shiba Inu e Jack Russel.
Dopo averne scelta, partirà un tutorial che ci introdurrà alle principali attività del gioco, vale a dire nutrire il nostro cucciolo con cibo e acqua, farlo giocare nel nostro giardino di casa, portarlo a spasso per la città e magari alla spiaggia, dove ci sarà sempre un altro cagnolino col quale socializzare e divertirsi, per passare al veterinario dove potremo fare un checkup completo e poi la piscina e il parco sportivo dove il nostro cane potrà partecipare a competizioni sportive e diventare il numero uno.
Dogz è fondamentalmente questo e solo questo. Le attività del gioco si limitano solo a questo, peraltro con una grafica che, seppur accettabile, poteva sicuramente essere migliorata, così come l’interazione con la casa che presenta diversi oggetti selezionabili ma non utilizzabili, per non parlare della telecamera che utilizza un angolo di visione che spesso e volentieri porterà il gioco ad utilizzare un’iconcina che segnala la posizione del nostro cane inevitabilmente fuori dallo schermo del gioco.
Sempre a proposito di interfaccia, il gioco impedisce a coloro che possiedono un telefono slide di giocare tenendolo chiuso, in quanto sembra necessitare anche di altri pulsanti senza i quali il gioco è solo più massacrante.
Il sonoro è pressochè assente, limitandosi ad una musica dei menu e poi un eterno silenzio.
In generale per spolpare il gioco potrebbe bastarvi una sola mezz’ora di gioco più o meno intenso, cosa che rende vane anche le leaderboards di N-Gage Arena che premiano soprattutto la quantità che la qualità, distruggendo anche quel briciolo di competizione che potrebbe far gradire, dopotutto, il gioco.
Il gioco ne esce parecchio ammaccato da tutti gli aspetti, un esempio per Gameloft su come non riciclare idee sicuramente interessanti e di come non necessariamente un concept interessante sia comunque appetibile dopo uno sviluppo (ed è il caso di dirlo) da cani.