Un'isola, la natura e l'ignoto. Il tutto rinchiuso nei vostri cellulari.
Forse i creatori di questo gioco hanno pensato che, trattandosi di un titolo per cellulari, l’utente medio l’avrebbe utilizzato solo per riempire qualche ritaglio di tempo nel corso della sua giornata, che fosse alla ricerca di qualcosa di non troppo impegnativo e non valesse quindi la pena sviluppare al meglio la loro idea. Certo, non che mancassero gli elementi: un eroe (non può non esserci), il solito cattivone, qualche amico da difendere, una macchina del tempo. Mentre i primi sono elementi fondamentali per ogni storia che si rispetti, l’ultima è una particolarità che non tutti hanno il coraggio di utilizzare. Perché una macchina del tempo può creare tutta una serie di eventi (siano essi positivi o negativi) che nemmeno riusciamo ad immaginare. La nostra avventura inizia dopo una breve introduzione, nella quale il Dr. Alex Howells (l’eroe prima citato. Ma... HoWELLS...? Non vi ricorda nulla?) viene inseguito da un enorme dinosauro. Fortunatamente era solo un sogno! O forse no? Usciti dal dormitorio, chiacchieriamo con la bella Grace, che ci indica il primo passo del nostro viaggio. I comandi sono semplicissimi e la mappa piuttosto “banale” (in senso buono, questo vi permetterà di memorizzare velocemente dove è collocato ogni edificio); potrebbe alla lunga risultare fastidioso il dover ripremere il pulsante direzionale ogni volta si passa da un’area ad un’altra, anche perché se non lo si fa, il signorino non si muove. Come accennato in precedenza, i presupposti per un’avventura niente male ci sono tutti, peccato che procedendo nel gioco vadano pian piano sparendo. Se quindi all’inizio il fascino di un possibile viaggio nel tempo (se pur a livello fantastico) ci spinge ad andare avanti per vedere cosa ci riserverà il “futuro”, con il passar dei minuti la monotonia prende il sopravvento e la grafica, per quanto davvero di pregevole fattura (per la piattaforma su cui gira), non aiuta. Ecco che quindi inizia il nostro triste pellegrinare da una zona all’altra della mappa, tra NPC molto spesso sgarbati e pixel dai colori piuttosto spenti.
“Accesso alla macchina del tempo, svolta in vista?”
Dopo aver recuperato qualche oggettino qua e là, il professore ci permetterà di viaggiare nel tempo. “Finalmente il gioco inizia a prendere una buona piega” verrebbe da pensare, se non fosse che anche in questo caso la "novità" scompare abbastanza in fretta. O meglio, le novità permangono, ma non riescono a coinvolgere pienamente. È questo, per esempio, il caso del fucile, che ci viene dato in dotazione per affrontare i nemici preistorici che ci si pareranno davanti nei nostri innumerevoli salti temporali. Tra l’altro, un fucile caricato con cartucce tranquillanti, per non uccidere un animale già estinto... Un esempio di rispetto della non violenza nei confronti della natura (se non fosse che poi bisogna andare in giro a disboscare foreste per poter viaggiare nel tempo, interessante paradosso). A parte questo, la modalità di fuoco è tanto difficile quanto svantaggiosa: se infatti gli avversari sono lontani da noi, quand'essi iniziano ad attaccarci (perché, per rispettare al meglio questi dolci esserini, se loro non ci attaccano noi non possiamo sparare) abbiamo qualche possibilità di salvarci, ma se cambiando schermata dovessimo trovarceli vicini (o dovessimo rimanere senza tranquillanti... Ehm, brutta questa), è molto meglio scappare! A meno che, naturalmente, non ci dovessimo trovare obbligati a stendere i malcapitati; se ci azzardiamo ad aspettare il colpo propizio, nonostante le dimensioni siano praticamente le stesse del nostro “eroe” (lo è veramente!?), quei simpaticissimi animaletti - a volte uguali ma con nomi differenti - avranno tutto il tempo di banchettare con il corpo indifeso del povero Alex. “Meno male che hanno messo queste casse”
Tirando avanti nel gioco, capiterà ci imbatterci in mini-quest secondarie (nulla di complicato, giusto qualcos’altro da raccattare) che lasciano però invariata la sensazione di tranquillità (tendente alla tristezza, con attimi di paranoia) rispecchiata fedelmente dal passatempo preferito da Alex: la pesca. Andare a pescare sarà infatti il metodo migliore per entrare nel “mood” del gioco. Oppure potete sempre risvegliare il vostro lato teppista e andare in giro a rompere le svariate casse che trovate in giro per la facility, così da unire l'utile al dilettevole: recuperare munizioni e/o energy pack e trascorrere del tempo allegramente. Se però questa è la cosa più allegra che si può fare, pensate a che livello è il resto...
“Gran final(ment)e!”
Si avvicina la fine della storia, lo si capisce da vari avvenimenti. Qualcuno aspetta ancora un’ultima (e, in un certo senso, prima) rivoluzione per dare una nota veramente positiva a questo titolo. Altri invece hanno già rinunciato e sperano che finisca prima possibile, perché è sempre un peccato lasciare un gioco a metà. Diciamo che una piccola sorpresa sembra esserci verso la fine, anche se poi non viene sfruttata neppure questa. Rimane solo da girare un po’ meglio per la mappa e controllare se durante il resto della storia abbiamo perso di vista qualcosa.. Aspetta! Cos’è questo!? Un passaggio segreto.. Che sia un easter-egg? Magari hanno nascosto qua e là delle ricompense per chi si dedica ad esplorare completamente la map... No. Sono solo dei bug grafici. Essi permettono di tanto in tanto di passare “dietro” alcuni edifici terminando, alle volte, anche fuori dalla facility. Dannazione.
Che altro dire... Essendo la mia prima recensione, avrei preferito dare un voto più positivo al gioco ma, sinceramente, non è che mi abbia preso più di tanto.. mi son quasi sentito “costretto” a finirlo. Sinceramente, la storia poteva essere sviluppata meglio. Consiglio questo titolo ad un giocatore alle prime armi, o ad uno che non ne ha altri tra le mani (o non ha niente da fare). Bella la grafica, anche se con qualche pecca qua e là. Ringrazio ancora chi ha pensato di mettere quelle casse, distruggerle mi ha aiutato a non rigettare completamente il gioco e chiudere tutto.