In questa prima “salva” di giochi 3DS abbiamo visto di tutto, ma non molto di buono. Con l'eccezione di un paio di picchiaduro (Dead or Alive Dimensions e Street Fighter IV) e del fantastico The Legend of Zelda: Ocarina of Time 3D, la line-up è stata esigua e dalla qualità media assolutamente non eccelsa o particolarmente originale peraltro, con molti remake e porting da altre console a farla da padrone. Non è però questo il caso di Dream Trigger 3D, arrivato da D3 e Namco Bandai, che – da brava nuova IP su una console così particolare - almeno un tentativo di essere originale e sfruttare le caratteristiche dell'hardware lo fa e in alcuni punti riesce nel suo intento. Peccato vederlo rovinato da un pacchetto che, grafica e musiche a parte, sfiora il ridicolo come contenuti e, soprattutto, presentazione degli stessi.
Siate persistenti
Il primo impatto con Dream Trigger 3D è spiazzante. In primis, la mancanza della lingua italiana, nel 2011, in un titolo dove le righe da tradurre sono una ventina in tutto, è inaccettabile. Poi, essere trasportati in un tutorial dove, oltre all'aver capito di muovere l'avatar nello schermo superiore con il Circle Pad, il resto rimarrà completamente oscuro. Anche in questa recensione quindi potremo solo fare un tentativo di spiegarvi in cosa consista il gioco, ma sarà solo l'esperienza e la perseveranza a guidarvi verso quel momento dove, magicamente, smetterete di morire e capirete dove gli sviluppatori volevano andare a parare...e magari vi divertirete pure.
Siamo in debito di una spiegazione, quindi: Dream Trigger 3D è uno shooter dai contorni techno e visionari, che a volte ricorda giochi come Lumines e Rez, per il suo rapporto con i suoni e i paesaggi fuori di testa. Ognuno dei livelli di gioco ci vedrà muovere sullo schermo superiore un mirino dalle forme più disparate (una volta un delfino, una volta una farfalla o forse un cubo roteante! Ndr), mentre ci si muove su sfondi incredibilmente diversi ma ben realizzati, anche se inutili ai fini del gioco, sparando a nemici ancora più vari ed assurdi. Quest'ultimi sparano costantemente e sarà nostro compito schivarne i colpi, raccogliere i power-up che arriveranno dallo sfondo verso lo schermo (qui il 3D è veramente utile: possiamo prendere solo quelli che sono sullo stesso piano del mirino) e spazzarli via dalla faccia della Terra tramite i nostri raggi mortali, attivati con la pressione di uno dei due tasti dorsali. E' molto facile morire, specialmente le prime volte in cui si cerca di familiarizzare con il sistema di controllo, poiché il numero di ostacoli presenti è spesso ingente, ma non preoccupatevi: nel momento in cui potrete fare fuoco sarete invincibili e anche i power-up appariranno sovente a darvi una mano. Fin qui niente di particolarmente strano, eccetto le ambientazioni ovviamente, ma è con l'utilizzo del touch-screen e dello stylus che le cose si complicano.
“Attivare il sonar”
No, non siamo in un sottomarino nucleare russo, ma il Sonar in Dream Trigger è altrettanto importante. Ogni nemico da affrontare non è visibile (o attaccabile se si tratta di un boss) fino a che non ne evidenzieremo la posizione con il segnale sonar, gestito dallo schermo a tocco inferiore di Nintendo 3DS. Seguendo il ritmo della musica, le linee e forme che tracciamo nel reticolato dello schermo in basso si rifletteranno sullo schermo superiore come una scia colorata che rivela eventuali nemici sulla sua traiettoria: gli oggetti volanti avversari, così, passeranno da non identificati a veri e propri bersagli. Per scoprirne la posizione e, di conseguenza, piazzare il sonar, sarà importante buttare l'occhio sul touch screen per vedere dove si nascondono (sono rappresentati da quadratini viola, ndr), predirne la traiettoria e...zac!
Continua a leggere >>
pagina 1 | pagina 2